Hanging Cloud, la principessa guerriera
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Aazhawigiizhigokwe, o Hanging Cloud
Un motivo ricorrente nella letteratura e nella mitologia di tutti i popoli è quello delle donne guerriere. Spesso però non sono solo mito ma vera storia. Accanto a Pentesilea abbiamo Santa Giovanna d’Arco, accanto a Brunilde abbiamo Budicca, accanto all’eroina televisiva Xena abbiamo Caterina Sforza. E la storia ci consegna il nome di un’altra principessa guerriera. Parliamo di Hanging Cloud, letteralmente “nuvola sospesa”, che in Ojibwe si traduce “azhawigiizhigokwe” che traduciamo come “donna che attraversa il cielo”.
È una figura iconica della storia Ojibwe. Era un membro a pieno titolo del consiglio di guerra, eseguiva danze di guerra e partecipava a tutte le cerimonie dei guerrieri, indossava colori di guerra, portava armi complete e prendeva parte a battaglie, incursioni e battute di caccia.
Come tutti i ragazzi, per essere riconosciuta adulta, anche Hanging Cloud dovette sottoporsi ai rituali del suo popolo. Digiunò per dieci lunghi giorni fino a quando una visione le rivelò il suo destino. Vide un gruppo in guerra contro i dakota e in questo gruppo c’era lei che impugnava uno scalpo. In effetti, di lì a poco, seguendo la rivelazione, prese parte ad una scorribanda e, attraversato il Mississippi, uccise e scalpò un dakota. Da allora fu riconosciuta a tutti gli effetti come una guerriera e si vide attribuire autorità e diritti sconosciuti alle altre donne ojibwe.
Gli ojibwe e i dakota di quell’area avevano una lunga storia di matrimoni misti, ma le conseguenze delle riduzioni dei territori di caccia, dovute ai trattati col governo, combinate con l’aumento della pressione demografica, ruppero certi equilibri pacifici.
La vicenda più nota che la vede protagonista, risale a poco dopo la morte del padre, capo Nenaa’angebi, nel 1855, quando il suo villaggio subì un’imboscata da parte dei dakota di capo Shák’pí. Lei era lì e combatté in difesa del suo villaggio, uccidendo il figlio di Shák’pí. Alcuni storici ci informano che Shák’pí era suo zio e dunque uccise suo cugino. La vicenda ebbe grande risonanza e da allora il suo nome acquisì fama e rispetto. Per i bianchi era “la principessa guerriera”.
Tutto ciò che sappiamo della sua vita deriva dal libro “Early Life Among the Indians” di Benjamin Armstrong che pure è riconosciuto come una fonte poco attendibile, ma non c’è altro.
Ebbe tre mariti, tutti bianchi: Joe Koveo, un boscaiolo di Taylors Falls da cui ebbe una figlia, Ogimaabinesiikwe, conosciuta come Julia Quaderer; James Bracklin, il primo sindaco di Rice Lake, da cui ebbe Nellie, Thomas e James Jr.; il boscaiolo Samuel Barker da cui ebbe Mary ed Edward. Il primo matrimonio finì perché Koveo era già sposato, il secondo e il terzo perché fu lasciata.
Nei suoi ultimi anni, visse nella comunità Whitefish della riserva Lac Courte Oreilles con il figlio Thomas.
