Frank Hamer, il più duro Texas Ranger
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Una foto di Frank Hamer
Il Texas ha dato i natali a uomini temprati dalla vita dura, ma nessuno fu più coriaceo di Frank Hamer. Per il Lone Star State egli fu ciò che Wyatt Earp rappresentò per l’Arizona e Wild Bill Hickok per il Kansas.
La sua forza si forgiò sulla fucina del padre, fabbro di professione. Ma quell’acciaio non si limitò al fisico: in quarant’anni burrascosi da uomo di legge, Hamer divenne tempra d’acciaio anche nello spirito. Si misurò con banditi a cavallo, contrabbandieri messicani, membri del Ku Klux Klan, politici corrotti, l’influente Texas Bankers Association e persino con Lyndon B. Johnson.
Ebbe il coraggio di affrontare 52 scontri a fuoco contro desperados, uscendo vivo da ognuno di essi. In un’epoca in cui poliziotti corrotti erano la regola e la vita di un uomo valeva poco, Frank Hamer non poteva essere comprato a nessun prezzo. Fu, senza dubbio, il più grande uomo di legge americano del XX secolo.
Hamer nacque tra le colline del Texas, quella fascia ondulata che si estende dal Balcones Escarpment fino all’Edwards Plateau. A metà Ottocento i coloni del Missouri, Arkansas e Tennessee vi portarono con sé la lotta senza quartiere agli Apache e ai Comanche. La loro tenacia e ferocia divennero parte del carattere texano. Dopo la Guerra Civile, la regione precipitò nel caos: meno indiani da combattere significava più faide tra texani. Nel decennio del 1870 il Texas fu lacerato da vendette interminabili – come la faida Horrell-Higgins nella Contea di Lampasas, la Mason County War e soprattutto la Sutton-Taylor feud, la più sanguinosa di tutte, durata trent’anni e con almeno 78 morti. Onore personale, sbronze, pistole facili e un profondo scetticismo verso il governo centrale alimentarono quell’anarchia.

Un giovane Frank Hamer
La famiglia Hamer era arrivata relativamente tardi in Texas. Nel 1874, il padre di Frank, Francis, aveva servito come soldato semplice nell’esercito USA in Pennsylvania ed era stato assegnato a Fort Clark, per le campagne contro Comanche, Apache e Kickapoo. Frank nacque a Fairview il 17 marzo 1884. Dal padre ereditò forza fisica, spirito ironico e il dono della parola. Crebbe in un contesto dove le Bibbie e le storie di frontiera si intrecciavano, tra racconti del nonno materno, sopravvissuto a un massacro indiano, e la dura quotidianità dei piccoli ranch. Non a caso i suoi eroi non erano pugili o attori, ma i Rangers del Texas, i capi comanche Buffalo Hump e Quanah Parker.
Sedici anni, cowboy in erba, Frank ebbe il primo assaggio della morte mentre lavorava come mandriano per Dan McSween. Un vecchio lo convinse a unirsi a un gruppo che progettava di rapinare una banca e rifugiarsi in Messico. Frank capì l’inganno in tempo, ma quell’avventura gli rimase impressa. Poco dopo, nel 1905, fu assunto dal ranch Carr, tra Sheffield e Fort Stockton. Lì ebbe occasione di inseguire e catturare ladri di cavalli. Armato solo del suo Winchester, consegnò i prigionieri allo sceriffo, ma più che la paga fu l’ebbrezza della caccia e del pericolo a imprimergli la direzione di tutta una vita.
Nell’ottobre 1905, ascoltò per caso lo sceriffo Barker chiedere rinforzi per arrestare un ladro di cavalli. Frank si offrì volontario e lo prese al lazo dopo un inseguimento a cavallo. Barker, colpito dal suo coraggio, lo segnalò al Texas Adjutant General. Il 21 aprile 1906 Frank Hamer prestò giuramento come Texas Ranger. Aveva 22 anni e un orgoglio immenso.
Era l’inizio di una carriera che lo avrebbe temprato nel corpo e nello spirito. Conobbe fame, privazioni, lunghe cavalcate, conflitti a fuoco e il rispetto che solo la legge conquistata con il piombo poteva dare. Negli anni successivi Frank servì con dedizione, inseguendo ladri di cavalli e contrabbandieri lungo il confine messicano, scontrandosi con banditi e rivoluzionari, conducendo operazioni pericolose e imparando a fidarsi solo del proprio intuito. La sua memoria prodigiosa, la capacità di leggere uomini e situazioni, la freddezza sotto pressione ne fecero un Ranger unico.

Frank Hamer in un’altra fotografia
Nel 1915 lo troviamo al Norias Ranch vicino Kingsville, in uno degli scontri più duri mai combattuti sul suolo americano durante la Rivoluzione messicana. Con altri Rangers respinse un attacco sanguinoso e immortalò il momento posando con la bandiera catturata ai caduti. La sua figura cresceva: alto, massiccio, abituato alla sella e alle privazioni, un uomo che non piegava la testa davanti a nessuno.
Frank Hamer univa potenza fisica, mira infallibile e coraggio fuori dal comune. Ma dentro di sé custodiva anche una profonda fede religiosa e un senso di giustizia personale che lo guidavano in ogni scelta. Solitario e indipendente, non cercava approvazione, né si curava del giudizio altrui. Amava gli oppressi, disprezzava i prepotenti. Taciturno, umile, determinato, avrebbe iniziato da lì il suo lungo cammino verso la leggenda del Texas.
La fama di Frank Hamer esplose definitivamente nel 1934, quando guidò la caccia ai fuorilegge più ricercati d’America: Bonnie Parker e Clyde Barrow. Per anni la coppia aveva messo in scacco le forze dell’ordine, rapinando banche, negozi e stazioni di servizio, lasciandosi dietro una scia di sangue. Erano diventati una sorta di mito romantico per i giornali dell’epoca, che ne celebravano l’audacia, oscurando la brutalità dei loro crimini.

Frank Hamer nel 1922
Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Texas decise di affidarsi a un veterano che non conosceva la paura né la corruzione. Hamer, già in semi-pensionamento, accettò l’incarico con riluttanza ma anche con la consapevolezza che nessun altro poteva portarlo a termine. Studiò a fondo le abitudini della coppia, le loro rotte, i luoghi di appoggio e i punti deboli. Non era un investigatore da scrivania: percorse migliaia di chilometri su strade polverose, osservando, annotando e aspettando il momento giusto.
Il 23 maggio 1934, vicino a Gibsland, in Louisiana, Hamer e un piccolo gruppo di uomini teso un’imboscata lungo la strada sterrata che Bonnie e Clyde percorrevano abitualmente. All’alba, la Ford V8 dei due comparve tra la polvere. Non ci furono avvertimenti né esitazioni: una raffica di fuoco travolse l’auto, mettendo fine alla loro fuga e al loro mito.

Bonnie e Clyde
L’azione fu immediatamente controversa. Molti giornali denunciarono la brutalità dell’agguato, mentre altri esaltarono il coraggio e l’efficacia dei Rangers. Per Hamer fu un successo professionale, ma anche un peso personale. Non aveva mai cercato la gloria: sapeva di aver eliminato due assassini pericolosi, ma restò infastidito dal clamore mediatico che trasformava i fuorilegge in leggende e lui in una figura quasi mitica.
