Il Territorio Indiano

Agli indiani nei loro territori bastava avere un’idea degli spazi di influenza, senza necessità alcuna di segnare sul terreno o su una mappa dei confini ben definiti. L’uomo bianco, invece, aveva bisogno di individuare con certezza gli spazi entro i quali esercitare la propria influenza o di cui vantare la proprietà privata. Anche in questo caso, dunque, il confronto tra due modi di vedere le cose e anche due modi di vivere creò attriti più o meno grandi. Questo a prescindere dal problema di fondo che l’avanzata dei coloni limitava sempre più i movimenti e le espressioni culturali dei Nativi. Leggi il resto
Pennsylvania 1763, la battaglia di Bushy Run
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Infuria la battaglia a Bushy Run
Bushy Run Station, Pennsylvania, 5 agosto 1763.
I guerrieri Indiani sedevano, impassibili, nel denso sottobosco della fitta foresta.
Il coraggio, la dignità, la pazienza e il self control erano le qualità più apprezzate da tutti i “Woodland Indians“.
Erano uomini audaci, forti e spietati vestiti solo con mocassini, gambali di daino e perizoma.
I loro corpi erano tatuati con disegni geometrici, figure di uccelli, serpenti e altri animali, le loro facce erano dipinte in vari colori ma, soprattutto, in rosso e nero, i colori della guerra e della morte. Leggi il resto
Il Winchester “Uno su Mille”
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Il Winchester “Uno su Mille”
Verso la metà degli anni ’70 del 1800 le carabine a leva della Winchester si apprestavano ad acquistare la imperitura fama di “The Gun that Won the West”. In questa frase c’è una parte di verità ma anche una buona dose di pubblicità che la ditta intelligentemente, come la rivale Colt di Hartford, faceva. In ciò erano avvantaggiate dal fallimento di diverse ditte dopo la fine della Guerra Civile che aveva saturato di armi a buon mercato la frontiera. Leggi il resto
I cavalli e i nativi delle grandi pianure
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Guerrieri indiani a cavallo
Quando pensiamo ai nativi americani (più comunemente “indiani d’America”) tendiamo ad immaginarli a cavallo che impugnano una lancia o con arco e frecce; ma i nativi non sempre possedevano dei cavalli anzi alcune volte non avevano neppure arco e frecce ma questa è un’altra storia. In questo articolo si tratterà di nativi e dei loro cavalli.
Gli indiani d’America ottennero i primi cavalli dagli Spagnoli. Quando gli esploratori iberici, Coronado e De Soto, giunsero in America portarono con sé numerosi cavalli. Era il 1540; alcuni di questi cavalli scapparono e diventarono selvaggi stabilendosi vicino ai villaggi nativi. A quanto pare, i nativi, non fecero nulla con i cavalli che si trovavano allo stato selvaggio ma iniziarono ad usarli e a cavalcarli solo molti anni dopo. Leggi il resto
I Broncos, Apache indomiti
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Il 4 settembre del 1886 la banda Chiricahua di Geronimo e Naiche si arrese al generale Nelson Miles nel Canyon dello Scheletro (Arizona) e gli Statunitensi considerano terminate le guerre Apache.
Sul finire del XIX secolo, mentre i Chiricahuas iniziavano una tappa di più di un quarto di secolo come prigionieri di guerra (in Florida, Alabama e Oklahoma) il resto delle tribù Apache si trovava nelle riserve di San Carlos, Fort Apache, Mescalero e Jicarilla. Ma, senza dubbio, non tutti gli Apache si trovavano in questi luoghi, giacchè ne restavano altri nel nord del Messico. Leggi il resto
Il bombardamento di Forte Sumter, inizia la Guerra Civile (12-4-1861)
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Attacco a Fort Sumter, inizia la Guerra Civile Americana
Il 12 aprile 1861, nella rada di Charleston in Sud Carolina, alle ore 4,30 del mattino, si udirono i primi colpi dei cannoni sudisti tuonare contro forte Sumter: la guerra civile americana era cominciata! Fu un conflitto sanguinosissimo, in cui gli Americani soffrirono le più alte perdite mai avute in tutte le guerre da loro combattute. Alla fine dei quattro anni di guerra, in un’area equivalente all’estensione di più di quattro volte la Francia, si contarono più di 620.000 morti: una cifra che supera il computo totale dei caduti americani nelle due grandi guerre mondiali, nella guerra di Corea (1950-53) e del Vietnam (1965-73); sommati ai caduti nella guerra di indipendenza dalla madre patria inglese (1775-83), nella guerra contro l’Inghilterra, combattuta anch’essa sul suolo americano nel 1812-15, nella guerra contro il Messico (1846-48), e infine nella guerra contro la Spagna del 1898. Leggi il resto
John Wayne, un gigante del cinema western
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Speciale a puntate: 1) John Wayne, un gigante del cinema western 2) La lunga gavetta di John Wayne 3) John Wayne: la ripresa del western 4) John Wyane, attore ormai affermato 5) Altri film di John Wayne 6) Strada aperta per John Wayne 7) Il meglio di John Wayne 8) Strade diverse 9) Alamo, un trionfo a caro prezzo 10) Uomo d’azione 11) Eroe nell’ombra 12) Gli anni del cambiamento 13) Il lento declino 14) La solitudine dell’eroe
John Wayne
John Wayne si è spento l’11 giugno 1979 in una clinica di Los Angeles, per un male incurabile. Aveva cavalcato per l’ultima volta in “The Shootist” (Il pistolero) di Don Siegel, recitando la parte di malato senza speranza che la vita gli aveva realmente imposto. I necrologi del grande “Jake” si sprecarono su tutta la stampa mondiale, anche se i giudizi non furono univoci. Purtroppo per alcuni Wayne rappresentava un’America disprezzata da molti, quella del trionfalismo e dell’apologia dell’avventura vietnamita cantata ne “I Berretti Verdi”. Premesso ciò, in questa serie di articoli parleremo soprattutto dell’attore e di ciò che ha rappresentato nella lunga storia del cinema western. E’ una rassegna necessariamente ristretta, rivolta essenzialmente alle opere più selezionate del grande attore.
Ciò che si può dire innanzitutto di John Wayne è di essere stato a lungo incompreso e accomunato talvolta, da chi intendeva fare di tutte le erbe un fascio, ai protagonisti di “B movies” come Ronald Reagan e Audie Murphy. Leggi il resto
Il massacro Webster
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L’attacco alla carovana
L’anno 1839 nella frontiera del Texas, ritenuta la più selvaggia del Far West, si presentava un poco meno problematico per i coloni del settore occidentale, anche se non vanno taciuti i massacri della famiglia Morgan avvenuto il primo gennaio e quello dei Campbell il 23 successivo. Ciò poiché gli Shawnes erano stati sconfitti, ucciso in battaglia il vecchio capo Bowles, costretti a lasciare le loro terre per il preciso disegno politico di Mirabeau Lamarr Presidente della neonata Repubblica dal primo dicembre 1838 che, sconfessando l’operato pacifista filo-indiano del predecessore Sam Houston, prevedeva l’allontanamento, con le buone ma soprattutto le cattive, di tutte le tribù stanziali. Leggi il resto
La pistola Deringer (o Derringer)
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La Derringer è una delle pistole più famose tra gli appassionati di storia del west. La sua dimensione era veramente ridottissima e per questo la Deringer era tenuta nascosta, cose che hanno contribuito al fascino che questa arma esercita su chi la conosce. Fumetti, film e libri (di storia e romanzi), questo è il mondo in cui le Derringer si sono fatte conoscere. Non erano certamente ritenute armi “da veri uomini”, ma erano comunque capaci di fare danni importanti e persino di uccidere. Leggi il resto
Duelli nel West: non solo pistole
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Coltello e pistola – clicca per INGRANDIREL
Le ombre di due uomini si stagliano contro il sole morente. A separarli, dieci passi e un silenzio tale che anche l’erba, schiaffeggiata dal vento, sembra creare un rombo assordante. Davanti al saloon, o dietro le imposte delle case, gli onesti cittadini attendono, con un misto di meraviglia e orrore, il momento in cui le pistole parleranno e il sangue bagnerà la polvere.
Il tempo si è fermato e i duellanti sembrano statue immote, le mani destre congelate all’altezza del cinturone, gli sguardi taglienti come lame di coltello. Leggi il resto