Le guerre indiane dal 1680 al 1840 – 1

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Fin dal loro primo sbarco sul suolo americano, i “bianchi” si sono distinti per la scarsa riconoscenza mostrata verso i gruppi tribali di Nativi che di volta in volta si erano persino premurati di ospitarli ed assisterli. Ricordare come la vita dei colonizzatori sia dipesa a più riprese dalla generosità dei popoli “rossi” è persino ridondante.
Il fatto è, però, che i bianchi si insediarono, rafforzarono le proprie difese, si armarono al meglio, fecero arrivare dall’Europa fiumi di persone alla ricerca di nuovi spazi. Leggi il resto

Ritualità della caccia al bisonte

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Link dello speciale sui bisonti e gli indiani: 1) I bisonti, 2) Gli indiani e la conoscenza del bisonte, 3) Gli indiani a caccia del bisonte, 4) L’utilità del bisonte, 5) I mantelli di pelle di bisonte, 6) Ritualità della caccia al bisonte


Perchè gli uomini non macellavano i bisonti uccisi durante la caccia comune? Premesso che ciò avveniva solo in quella grande occasione che era la caccia collettiva, sacra e ritualizzata, c’è anche da dire che macellavano e scuoiavano, oltre agli altri animali, anche il bisonte quando veniva ucciso dal singolo guerriero in una solitaria azione di caccia. Leggi il resto

Gli oscar del cinema western – 27

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RUMORE DI SPERONI

L’uomo nuovo che si affaccia sulla scena del western è un trentaseienne originario di Miami che due anni prima ha diretto “Il grande freddo”, un film sulla contestazione sessantottina proposto per 3 nomination all’Oscar, 2 al Golden Globe e 1 al Premio BAFTA, senza portare a casa nulla se non una indiscussa popolarità e un formidabile incasso di 57 milioni di dollari.
Una parte della critica gli attribuirà il merito di avere resuscitato, insieme a Clint Eastwood, il western che ormai nell’ultimo quinquennio languiva, con un film che attinge il titolo da una fantomatica cittadina dell’Ovest. Leggi il resto

La nascita del mito Western nell’Ottocento: La frontiera americana – 1

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Introduzione e la frontiera americana

Il West è talmente radicato nell’immaginario comune occidentale che se vediamo un cappello Stetson, un cinturone con una Colt, o un paio di stivali, la nostra mente penserà sicuramente ad un cowboy. Nell’immaginario americano rappresentava anche un ideale: territori ancora da esplorare, dove la legge e l’ordine sociale non sono ancora arrivati e per poterle affermarli bisognava lottare contro gli indiani e le aspre condizioni ambientali. Leggi il resto

La vera storia del west

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Le pubblicazioni sul West si susseguono a getto continuo, nonostante ci siamo allontanati parecchio da quella gloriosa epopea, segno evidente che l’argomento rimane ancora di vivo interesse.
Il libro “La vera storia del west”, di Jacques Portes, docente universitario di storia nordamericana in una prestigiosa università di Parigi, è un volume di 254 pagine (offerto a modico prezzo dal giornale QN- Quotidiano Nazionale) che ricostruisce la storia della Frontiera americana dalle origini fino alla definitiva colonizzazione, offrendo ampi ragguagli anche sul West attuale e una carrellata, almeno per sommi capi, dei principali film western della tradizione, non mancando di citare autori ed opere letterarie fra le più importanti, quali “Il grande cielo” di Guthrie e “Furore” di John Steinbeck. Preciso nelle date e nella successione cronologica degli avvenimenti salienti – l’esplorazione di Lewis e Clark, la grande emigrazione dei pionieri, le diverse corse all’oro e all’argento, gli scontri con i Pellirosse, il prevalere della cultura europea rispetto a quella dei nativi – Leggi il resto

Gli Osage in visita nella vecchia Europa

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Circa la presenza di nativi americani in visita in Europa, la storia degli Osage riporta due episodi ben precisi. Uno è del 1725.
Etienne Veniard, signore di Bourgmont, comandante di Fort Detroit, nell’autunno 1724 era stato incaricato dal governo francese di portare a termine due missioni: stipulare un trattato di alleanza con i Padouca (Comanches) e poi portare in Francia alcuni capi delle principali tribù perché potessero avere idea della potenza dei Francesi. Leggi il resto

Gli oscar del cinema western – 26

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CANCELLI ABBATTUTI

Nello scarno panorama dei film distribuiti nel 1980 (se ne contano 9, dei quali 7 di produzione statunitense e 2 stranieri: lo spagnolo “Lobo Negro” e il francese “Il cacciatore di uomini”) l’attenzione generale si polarizza intorno a “Heaven’s Gate”, messo in circolazione in Italia come “I cancelli del cielo”. Recando una firma prestigiosa alla regia come quella di Michael Cimino, il cui capolavoro “Il cacciatore” ha ottenuto 5 Oscar nel 1978, la produzione si aspetta una nuova affermazione trionfale, Leggi il resto

Kaniache e gli Ute Mohuache

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I Mohuache sono uno dei gruppi meridionali degli Ute. In tempi antichi vagavano ad est dei Monti Sangre De Cristo e Culebra fino al nord New Mexico. In tempi più recenti si spostarono nella San Luis Valley e nei pressi di Taos.
Alla fine del diciassettesimo secolo ed all’inizio del diciottesimo si allearono con le bande meridionali Comanche che migravano verso sud, andando a rappresentare un grave pericolo per gli Apache Jicarilla, i Pueblos e gli Spagnoli. Leggi il resto

Seth Kinman, trapper e cacciatore

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Seth Kinman era proprio un tipo singolare! Tra i primi coloni della Contea di Humboldt in California, si era stabilito come cacciatore nell’omonimo forte. Era anche un rinomato fabbricante di sedie ed un uomo di spettacolo riconosciuto a livello nazionale. Nato il 29 settembre del 1815, lasciò questo mondo il 24 febbraio del 1888. Alto circa 1 metro e 83 cm, era ben conosciuto per la sua abilità come cacciatore nonché per il modo brutale con cui trattava orsi ed Indiani indistintamente. Leggi il resto

Elementare, cowboy

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I fratelli Amlingmeyer sono due veri cowboy del Montana. Hanno entrambi “i capelli così rossi da poterci accendere un fuoco”, ma sono profondamente diversi l’uno dall’altro. Big Red, Otto, che si chiama così perchè è “solo leggermente più piccolo di una casa di medie dimensioni”, è un estroverso amante di alcol e donne, a differenza di Gustav, Old Red, che è timido, scontroso e, pur non sapendo né leggere né scrivere, ha il cervello affilato come la lama di un coltello Bowie. La vita dei due sarà rivoluzionata dall’incontro con le dime novels di Sherlock Holmes, le cui gesta, lette attorno al fuoco da Big Red, il fratello “letterato”, nonché narratore della vicenda, all’analfabeta Gustav, fanno crescere in quest’ultimo una vera e propria ossessione per il mitico investigatore privato: “Molte persone credono in Dio. Gustav crede in Sherlock Holmes”. Leggi il resto

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