El Mapos

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La Chantal Cramaussel, andando a visionare le documentazioni conservate nell’Archivio Storico di Parral – riguardanti il Messico settentrionale durante l’epoca coloniale -, ha trovato alcuni personaggi che spiccano e sembrano proprio dei “caudillos” nativi. Il Juan Mapos è indiscutibilmente uno di questi (1616-1676), un leggendario leader da ricordare negli annali storici. Lo studio di queste documentazioni sono “estremamente complicate” e, come riportava la studiosa, “la documentazione raccolta è tutta di origine spagnola, per cui è necessario intraprendere fin dall’inizio una critica alla fonte; in particolare quella riguardante i chiefdom tra gli indiani non sedentari, che avevano un modello di insediamento disperso e mancavano assolutamente di autorità centrale”. Leggi il resto

La frontiera settentrionale della Nuova Spagna

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I processi di contatto tra i nativi e i nuovi venuti spagnoli, specialmente militari e coloni, non fu certamente pacifico, i cambiamenti erano troppo repentini per queste genti ed ebbero inizio praticamente subito, nel XVI secolo. Con l’avanzata a nord della colonizzazione, le prime rivolte ebbero luogo nella Provincia di Panuco (1529-1530) per terminare con quelle del Sinaloa e del Topia nel 1590s, sicuramente questa decade venne marcata da una notevole esplosione di violenza con rivolte in varie zone dell’area. Nello stesso periodo le popolazioni di Saltillo organizzarono ben tre maggiori insurrezioni: quella dei “Guachichile” (1575); subito seguita da quella dei gruppi nomadi settentrionali “Chichimecos” (1582); ed infine la terza organizzata ancora dai Guachichile affiancati dai “Pacho” (1586-1589). Leggi il resto

Tierra adentro y tierra afuera

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Nel tardo XVII secolo la Corona spagnola considerava le terre a est del Río Grande, e a ovest della Florida, come parte integrante del proprio dominio coloniale. L’imperativo numero uno era quello di scoprire nuove terre per poi colonizzarle. A nord del Río Grande le grandi distese pianeggianti erano praticamente sconosciute, ed allora ecclesiastici e zelanti soldati, con uomini coraggiosi al fianco, ridussero sistematicamente il divario tra l’ignoto, vale a dire la “tierra adentro”, e il conosciuto, la “tierra afuera”. Leggi il resto

Wichita, la “entrada” spagnola

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Wee-tá-ra-shá-ro
Gli antenati delle popolazioni – oggi conosciute come “Wichita, Kichai, Pawnee e Arikara” -, si mossero dalle aree forestali dell’est per stabilirsi nelle vallate dei fiumi delle grandi Pianure. In queste terre, intorno al 500-600 d.C., queste genti si divisero dando vita a vari gruppi Caddoan indipendenti tra loro. I proto-Pawnee e gli Arikara si stabilirono nella vallata del Missouri, mentre i proto-Wichita e Kichai occuparono vaste aree sull’Arkansas River, negli attuali stati americani del Kansas e dell’Oklahoma. Ricordiamo che, notoriamente, il termine “Caddoan” venne usato per indicare i gruppi parlanti una lingua particolare, cui facevano riferimento gli indiani “Wichita, Kichai, Pawnee e Caddo”. Leggi il resto

Osage, il popolo venuto dalle stelle (1800-1872)

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Blackheart
All’inizio del XIX secolo gli Osage dovettero affrontare, oltre il we- lu-ska (il “piccolo popolo” dei germi) portato dai Francesi e dagli Spagnoli, l’invasione degli Americani, da loro inizialmente chiamati sia “Folte Sopracciglia” sia “Lunghi Coltelli”, dato che i Piccoli non avevano ancora deciso cosa fossero in realtà. Leggi il resto

L’avanzata spagnola verso nord

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De Soto e gli indiani
Con la disfatta degli Aztechi il Cortés si mosse rapidamente per consolidare il controllo sul Messico centrale, ormai la sua intenzione era quella di voltarsi a ovest per porre fine alla potenza degli indios Tarascan, il cui epicentro era a Tzintzuntzan, nella regione del lago Pátzcuaro. L’ultimo “cazonci” (sovrano) venne brutalmente ucciso dalle truppe del Nuño Beltrán de Guzmán nel 1528. Qualche anno prima, nel 1522, il Cortés raggiungeva la “tierra de Colima” sulle coste del Pacifico; poi, due anni dopo, il capitano Francisco Cortés de Buenaventura entrava nel Sinaloa meridionale, una terra ben organizzata con larghe popolazioni e, soprattutto, genti bellicose. Leggi il resto

Alla ricerca del Rio Tízon

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Padre Silvestre Escalante scopre lo Utah Lake accompagnato dagli indiane
Dopo la metà del XVIII secolo, in tre brevi anni alcuni soldati, missionari e uomini di frontiera spagnoli erano riusciti a collegare la Sonora e l’alta California, stabilendo una colonia nella baia di San Francisco e riuscendo, almeno in parte, a collegare la California al Nuovo Messico. In quel momento critico, due sacerdoti francescani si offrirono di spingersi a ovest del Nuovo Messico nella speranza di collegare la isolata Provincia alla California. Gli spagnoli avrebbero seguito la rotta del Pedro de Rivera lungo il corso del Río Chama per evitare gli insediamenti degli Hopi, per spingersi a nord-ovest e poi voltare a sud-ovest attraverso il Great Basin per raggiungere le coste del Pacifico. Questo piano ambizioso nacque simultaneamente, e indipendentemente, “in due menti curiose e pie”. Leggi il resto

Colorado 1779: De Anza contro Cuerno Verde

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De Anza ed I Comanche
La mattina del 3 settembre 1779, ai piedi delle Montagne Rocciose, il capitano Spagnolo Juan Bautista de Anza e il capo Comanche Cuerno Verde si incontrarono in un combattimento mortale per decidere il destino di un secolo di rivalità tra i due popoli. Anza era il rampollo di una famiglia Spagnola con una lunga e onorevole storia al servizio della Corona. Cuerno Verde aveva ereditato dal padre il particolare copricapo sormontato da un corno di bisonte dipinto di verde, ma anche il suo odio profondo verso gli Spagnoli. Leggi il resto

Gli indiani Yuma e l’esplorazione di Alarcon

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Alarcon e gli Yuman
Il giorno dopo, “di buon mattino, venne in mezzo a loro un capo chiamato Naguachato, e volle che venissi a terra perché aveva una grande scorta di viveri da darmi”. L’Alarcon ricordava, “Poiché mi sentivo al sicuro, l’ho fatto senza dubitare. Immediatamente venne un vecchio con panini (torte) di mais, e alcune piccole zucche e, chiamandomi a gran voce, faceva molti gesti con il suo corpo e le braccia, poi mi si avvicinò”. Il capo si rivolse alla sua gente e disse loro “Sagueyca”, gli indiani risposero con “grande voce Hu”, poi offrì al “Sole” tutto quello che aveva, “e anche un po’ di più a me anche se poi mi diede tutto il resto”, e facendo così “a tutti quelli che erano con me”. Leggi il resto

I Comanche, i Lipan e le missioni Spagnole

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Nei primi anni del 1750 i Lipan, incapaci di arrestare l’avanzata Comanche, chiesero aiuto agli Spagnoli, promettendo in cambio la conversione al cristianesimo e di adeguarsi a una vita sedentaria. Gli Spagnoli accettarono per diversi motivi. I missionari provavano il sincero desiderio di diffondere il cristianesimo tra gli “indios barbaros”, mentre per gli ufficiali civili e militari lo scopo era diverso. La costruzione di missioni nel territorio Lipan avrebbe fatto diminuire i problemi con gli indiani lungo il basso Rio Grande, salvaguardando anche i nascenti villaggi a Nord del fiume e favorito l’estensione del dominio imperiale. Un’alleanza Spagna-Apaches avrebbe, inoltre, contrastato la penetrazione Francese in Texas e sarebbe servita come scudo contro gli attacchi dei Comanches e dei Nortenos (Wichitas e Hasinais), loro alleati. Leggi il resto

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