Il trasporto del bestiame
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Il trasporto del bestiame, intorno al quale è ruotata una parte dell’epopea del vecchio west, è stato un vero perno dell’economia dei giovani Stati Uniti, specialmente a cavallo di una ventina d’anni, tra il 1866 ed il 1886, anni in cui perlomeno 20 milioni di capi di bestiame furono trasferiti dal Texas verso il capolinea nel Kansas per essere poi avviati verso i recinti di Chicago e altri mercati a Est. La necessità costante punti di ristoro per i cow-boys, di erba per i cavalli e per il bestiame, unita alle lunghe distanze percorse, favorirono facilmente la nascita impetuosa delle cosiddette cow-towns, le città del bestiame, attraverso una buona parte del west.
L’uso che è stato fatto nel cinema di episodi legati al trasporto del bestiame, hanno indotto a fama imperitura i cow-boys e tutto il mondo che intorno a loro ruotava. Leggi il resto
Le ceneri di Wyatt Earp
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Le grandi collezioni, qualsiasi oggetto contengano, esprimono quasi sempre un qualcosa di misterioso. Probabilmente perché gli oggetti in questione sono appartenuti a uomini famosi la cui vita e le cui gesta sconfinano nella dimensione della leggenda.
Questa è la storia di una di queste collezioni.
John D. Gilchriese iniziò la propria raccolta che era appena un ragazzo, senza che disponesse di una pur minima somma di denaro.
La sua famiglia si stabilì a Los Angeles al tempo dei ruggenti anni venti, integrandosi nella comunità di “Mount Washington”.
Il padre trovò presto lavoro presso la “Santa Fè Railroad”.
Socievole di natura, invitava spesso in casa colleghi più anziani per piacevoli conversazioni. Quegli uomini avevano tracciato la ferrovia ancora ai tempi della frontiera e coi loro racconti deliziavano il piccolo John che ascoltava affascinato specialmente quelle persone che avevano lavorato in Arizona quando il Territorio (l’Arizona diventerà Stato solo nel 1912) pullulava di avventurieri in cerca di oro e argento. Leggi il resto
Tekakwitha, la Santa dei pellirosse
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Tekakwitha
Erano gente dura, gli Irochesi. Le loro tribù, stanziate nelle boscose regioni ad oriente dei Grandi Laghi, avevano sempre impugnato le armi per combattere Francesi, Uroni, Algonchini e Sioux e perfino le loro donne mostravano talvolta la crudeltà di cui erano capaci: durante la Rivoluzione Americana, una di esse, Esther Montour, trucidò 13 prigionieri a colpi di mazza, per vendicare la perdita di un figlio.
Ma non esiste un deserto in cui non spunti almeno un fiore. In mezzo a tanta arida ferocia, nel luogo ove sorge oggi Auriesville (Stato di New York) nacque nel 1656 Tekakwitha, figlia di Kenneronkwa, capo dei Mohawk – la più bellicosa delle 5 tribù irochesi – e di una donna algonchina convertita al Cattolicesimo dai Francesi. Un’epidemia di vaiolo diffusasi fra il 1661 e il 1663, uccise molti suoi contribali e a lei segnò perennemente il corpo, deturpandole il viso. Dopo la perdita dei genitori, la bambina fu adottata da uno zio, che avversava fortemente il Cristianesimo Leggi il resto
Zoologia di frontiera (tra gli indiani)
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Avevamo lasciato, qualche mese fa, il nostro brillante zoologo al soldo della Yale University a censire inesistenti animali inventati dalla fervida fantasia di boscaioli, contadini e mandriani made in USA. Devo francamente ammettere che negli ultimi tempi ho perse le sue tracce, occupato com’ero in faccende d’ufficio, ma proprio oggi ho ricevuto una sua lettera colma di meravigliato stupore per la quantità industriale di nuovi esemplari scoperti fra le tribù pellerossa della nostra Grande Nazione. Per dovere ve ne fornisco un dettagliato riassunto, pur mantenendo una certa cautela nel discorrere di bestie tanto bizzarre da farmi dubitare della sanità mentale del nostro zoologo. Leggi il resto