A cavallo con il Pony Express
In ricordo del caro amico Luciano “Wild Eagle” nato al cielo recentemente
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Nella seconda metà degli anni 50 del 19° secolo, L’estremo Ovest dava segni d’impazienza nei riguardi del governo centrale dell’unione. Erano in atto anche i fermenti negli stati del Sud, che avrebbero portato alla guerra civile.
Nell’Ovest serpeggiava il malcontento, le comunicazioni con il resto degli stati erano pessime, una lettera o non arrivava o impiegava da sei mesi ad un anno per arrivare.
Anche le comunicazioni amministrative del governo, le decisioni si venivano a conoscere all’Ovest anche un anno dopo. Serpeggiava anche nell’estremo Ovest l’idea della separazione. Leggi il resto
Gli Overland Trails, pericoli e sofferenze verso il west
A cura di da una lavoro di Randall Parrish

Un attacco sull’Overland Trail
Con il termine “Overland Trail” ci si può riferire a ognuno dei sentieri che portavano a ovest. Ce n’erano alcuni. La maggior parte partiva da uno dei tanti “punti di lancio” nel Midwest. Ecco i più importanti:
– L’Oregon Trail, arrivava in Oregon. E a volte anche a Washington. Di solito verso Portland o Vancouver. Circa 3.200 km.
– Il California Trail, poteva finire in diverse zone della California, a seconda del ramo che si prendeva. Spesso si arrivava a Sacramento, grazie alla corsa all’oro, ma c’erano diramazioni per molte altre aree. Circa 2.400 km.
– Il Santa Fe Trail, terminava in Nuovo Messico, di solito proprio a Santa Fe. Circa 1.450 km.
– Il Mormon Trail, arrivava a Salt Lake City, Utah. Circa 2.100 km, e spesso si percorreva con carretti a mano invece che con i carri! Leggi il resto
I carri nel vecchio west: prairie schooner, conestoga, chuck wagon e altri
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I carri di trasporto più comunemente usati era i Conestoga, sviluppati in Pennylvania dai discendenti dei coloni Tedeschi. Erano larghi, pesanti ed avevano il fondo simile a quello delle barche, con i bordi ad angolo e il pavimento incurvato nel mezzo, in modo che i barili trasportati non potessero rotolare fuori quando il carro stava scalando o scendendo lungo una collina. Avevano una copertura di tela resistente all’acqua per proteggere il carico. I Conestoga erano trainati da gruppi di sei od otto cavalli e potevano trasportare fino a 5 tonnellate.
I commercianti sulla pista di Santa Fe adottarono il carro Conestoga per la sua resistenza e le sue dimensioni, però i carrettieri si accorsero che era preferibile adoperare buoi o muli poichè le immense distanze e la scarsità di acqua potabile lungo la pista impediva l’uso dei cavalli come animali da tiro. Leggi il resto
La terribile avventura della Carovana Donner
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A partire dalla metà del XIX secolo sia la terra che le opportunità di crescita e arricchimento erano diventate abbastanza scarse, quando non inconsistenti, in tutti gli stati orientali degli USA.
Le epidemie di colera erano diventate una costante in molte città dell’est, sovrappopolate e con una cultura dell’igiene giocoforza abbastanza limitata.
Fu proprio allora e in queste miserande condizioni, che le classi sociali meno abbienti, ma incredibilmente anche molti della borghesia, iniziarono a gettare uno sguardo più che speranzoso verso l’Ovest, il West, la frontiera, con tutti i suoi richiami di avventura, spazi illimitati, ricchezza diffusa e a portata di mano e possibilità di rigenerarsi in una nuova, emozionante vita. Leggi il resto
Conestoga: il carro dei pionieri
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Un carro coperto in viaggio
L’anno 1835 fu quello che vide l’avvio della grande migrazione verso ovest, verso il west americano che sarebbe diventato leggenda in pochi decenni. Erano tempi in cui solo i più coraggiosi e avventurosi tra i pionieri potevano trovare le forze ed il coragigo per affrontare un viaggio terribile e rischioso come quello verso la frontiera seduti a cassetta di un carro di legno dotato di una copertura leggera. Era il carro dei pionieri, la “goletta delle praterie”, un derivato semplificato del famosissimo (e pesantissimo) carro “Conestoga” prodotto in Pennsylvania. Leggi il resto
Malattie e morte lungo le piste dei pionieri
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“Oggi non ci siamo mossi. I nostri malati non sono in grado di continuare. La malattia sulla rotta è allarmante, viene ritenuta fatale”. Così scrisse Lydian Allen Rudd nel 1852.
L’assistenza sanitaria nella frontiera era una scienza imperfetta a metà del XIX° secolo e il tasso di mortalità era a livelli altissimi. Molti bambini giungevano al termine del viaggio con meno famigliari o parenti rispetto a quelli con cui erano partiti.
Le malattie e gravi ferite erano, per un grande margine, la causa di morte di nove pionieri su dieci. Le difficoltà metereologiche, dieta sbilanciata ed esaurimento psicofisico rendevano i viaggiatori vulnerabili malattie infettive come colera, dissenteria, rosolia, tubercolosi, febbre tifoide e parotite che si trasmettevano molto velocemente negli accampamenti dei carri. Leggi il resto
La grande avventura del Pony Express

Eccolo che arriva! “In fondo alla piatta e sterminata distesa della prateria si materializza contro il cielo un puntino che avanza verso di noi ad andatura travolgente. Si levano grida, acclamazioni e poi cavallo e cavaliere sfrecciano davanti ai nostri volti eccitati e si allontanano come una sorta di uragano in miniatura”. Così lo scrittore Mark Twain, in viaggio nel West, descrive il passaggio di un corriere del Pony Express.
E cosi oggi se lo immaginano tutti, ventre a terra, Ia tesa del cappello rialzata all’indietro dal vento, lanciato a briglia sciolta verso l’orizzonte. Leggi il resto
Le diligenze del West
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Una diligenza
Nel secolo XIX, le diligenze erano normalmente trainate da due coppie di cavalli, dette “tiro a quattro”, solo per particolari percorsi, salite o strade con fondo difficile, si attaccavano sei cavalli “tiro a sei”. Le fermate durante il viaggio si definirono “stazioni”, il percorso tra una stazione e l’altra si definì “tratta” l’atto del viaggio era definito “diligenza”, da qui il nome del mezzo. Il viaggiare in diligenza era definito “scena” ed in fine, la diligenza in viaggio con passeggeri, era definita “pullman”.
Tutta questa terminologia la ritroviamo nelle ferrovie, che sostituirono le diligenze e nelle linee degli autobus, chiamati ancora oggi pullman. Leggi il resto
L’insidia strisciante nel west: i serpenti
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Quando si parla del West americano, delle difficoltà affronate dai pionieri e dei suoi colonizzatori, è inevitabile il riferimento agli Indiani, che oggi si chiamano nativi, quale minaccia mortale per tutti coloro che transitavano lungo le piste, addentrandosi nei loro territori. Poiché molto spesso vengono rievocati massacri, torture e rapimenti di donne e bambini, è diffusa l’opinione che le persone dirette al lontano occidente in cerca di fortuna cadessero spesso vittime delle incursioni di guerrieri selvaggi e scatenati. Leggi il resto
I conducenti delle diligenze
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Quando si pensa ai conducenti di diligenze viene da domandarsi se qualche focoso giovanotto che scorrazza con la moto per le strade, e spesso impenna per mettersi maggiormente in mostra, avrebbe mai avuto il coraggio di guidare una diligenza del vecchio West. La riposta potrebbe essere anche positiva, specie se c’era da conquistare il cuore di qualche ragazza o semplicemente perchè non si trovava altro per sbarcare il lunario.
Certamente quello di guidatore di diligenza non era un mestiere per tutti.
Nel west chi faceva questo lavoro veniva chiamato stagecoach driver cioè guidatore di diligenza. Leggi il resto