Il massacro di Wounded Knee

133° anniversario del massacro di Wounded Knee (29-12-1890 / 29-12-2023)

Una distesa di cadaveri in ogni direzione – clicca per INGRANDIRE
La notizia dell’uccisione di Toro Seduto si diffuse nelle grandi pianure con la velocità del lampo ed arrivò anche, com’era logico, fino alla banda di Sioux Minneconjou di Piede Grosso (Si Tanka, 1825-1890).
Giunse portata da alcuni Hunkpapa della banda di Toro Seduto in fuga dai soldati.
Appena il capo apprese la notizia, sentì a tal punto l’imminenza del pericolo che preferì decidere lo smantellamento del campo e la partenza della sua gente verso Pine Ridge, nella speranza di potersi mettere sotto la protezione di Nuvola Rossa. Leggi il resto

I cannoni di Lee

A cura di

Artiglieri della Confederazione
Quando scoppiò la guerra, le tecnologie militari e quelle di supporto all’artiglieria si erano da poco evolute. Così, nonostante fosse nota la canna rigata, erano ancora in uso e furono ancora prodotte molte armi a canna liscia. L’Army of Norther Virginia, l’esercito confederato meglio organizzato ed equipaggiato, usufruì di un notevole parco di artiglierie. Leggi il resto

York, lo schiavo di Clark

A cura di
York tra gli indiani
Il suo nome era York. Il cognome non l’aveva, come tutti gli schiavi.
La sua data di nascita è sconosciuta, ma aveva pochi anni in meno del suo padrone. Da bambini i due giocarono insieme felicemente, ma si conoscono pochi dettagli sulla sua vita. Sicuramente era da sempre con Clark. Infatti, suo padre, Old York, e sua madre, Rose, erano entrambi schiavi da John Clark III, padre di William, nella contea di Caroline, in Virginia, e lo seguirono quando questi si trasferì in Kentucky nel 1784. Probabilmente, Old York, era stato a sua volta ereditato dal nonno di William. Leggi il resto

La Luger nel Far West

A cura di

Un cow.boy con la pistola Luger
Sorge una domanda preliminare: cosa c’entra la più famosa ed ambita dai collezionisti pistola semiautomatica tedesca con il Far West?
La risposta è che c’entra, eccome!, nel senso che nel crepuscolo della frontiera del Far West, intendo quella post ‘900, un numero lmitato di queste armi fu acquistato ed usato sia dalla Cavalleria dell’U.S. Army che da civili. Leggi il resto

Rifugiati e migranti (1680-1750)

A cura di

Dopo la grande rivolta dei Pueblo (1680), come riportava il Lance R. Blyth, molti rifugiati si spinsero nelle aree del Presidio di Janos (1686); nello stesso periodo gli Apaches continuavano a spostarsi dalle grandi Pianure meridionali verso le terre del Río Grande ed anche in direzione di Janos all’inizio del VII secolo. Il risultato era scontato e nuovi scontri si sarebbero protratti contro le comunità spagnole. Gli Apaches si dedicavano alla cattura di adulti di etnia spagnola, specialmente donne ma, indiscutibilmente, preferivano catturare giovani ragazzi-ragazze per incrementare la loro popolazione. Il risultato era chiaro, le due comunità si “imbastardivano” fra loro, ma tale fatto non avrebbe portato alla pace, infatti, sotto il sole di fine estate un triste corteo sfiduciato si faceva strada nel “paraje” (campeggio) di La Salineta, tre leghe a nord di El Paso. Leggi il resto

Il vero realizzatore del Bowie Knife

A cura di

Il coltello creato da Noah Smithwick
Del leggendario coltello di Jim Bowie e delle sue origini ci sono state tramandate numerose versioni. Qui abbiamo un non meglio identificato studioso di storia del Texas che cerca di far luce su uno dei più appassionanti racconti del West. Questo studioso prende come principale riferimento il libro di Noah Smithwick, “L’evoluzione di uno Stato”, che venne dato alle stampe nel 1900 da H.P.N. Grammel all’inizio dello scorso secolo ad Austin nel Texas. Naturalmente Smithwick non manca di citare l’epico scontro che vide coinvolti oltre allo stesso Bowie, due fazioni composte da vari notabili della Louisiana che avevano deciso, per motivi di onore e contenziosi vari legati ai propri interessi, di sfidarsi a duello, duello che passerà alla storia come The Sandbar Fight. Leggi il resto

Gli indiani Opata

A cura di

Raggruppamento di Opata
Uno dei popoli nativi più misteriosi d’America è quello degli Opata, un gruppo etnico di indigeni messicani, oggi sul punto di scomparire.
Il loro territorio era quello delle montagne di Sonora e il nord-est di Chihuahua. Confinava a nord-ovest di Sonora con quello degli apache, nell’Arizona Sudorientale con quello dei tohono o’odham e degli akimel o’otham (pima), a nord-ovest di Sonora con gli o’ob (pima bajo), i tepehuanes e gli yoeme (yaqui), a sud-ovest con i yoreme (meglio noti come mayo) e i guarijíos, infine a nord-est di Sonora e nord-ovest di Chihuahua con i rarámuri.
Gli Opata faceano parte della famiglia yuto-azteca del gruppo taracahitiano. La loro lingua apparteneva, come quella degli yaqui, al gruppo dei popoli taracahíta. Leggi il resto

Il bandito “Brazen Bill” Brazelton

A cura di

Ai tempi del vecchio west le rapine alle diligenze erano una merce preziosa per i giornalisti. Eventi del genere gli consentivano di riempire per giorni e giorni le pagine dei loro giornali con resoconti che erano spesso folcloristici e a volte semplicemente inattendibili. D’altro canto questo tipo di divulgazione era esattamente quel che chiedeva certa gente, affascinata solo dalle cose esagerate.
Un fondo di verità c’era ed era la notizia, ossia la rapina alla diligenza di turno. Le diligenze erano un bersaglio ideale per i banditi che infestavano certe zone del far-west. Leggi il resto

Il commercio delle pellicce in Nord America

A cura di

Immagine dal Museum of the Mountain Man – Pinedale – Wyoming
A nord dell’attuale Messico, il vasto territorio degli Stati Uniti e del Canada venne tutto esplorato, vennero combattute guerre, e culture indiane distrutte nella ricerca di pelli di castoro e pelli di bisonte. Nonostante il commercio europeo di pellicce comprenda un’ampia varietà di animali da pelliccia, gli uomini di montagna e i rendez vous sono praticamente sinonimo di castoro. La stragrande maggioranza delle pelli di castoro venivano inviate in Inghilterra per fare cappelli. Leggi il resto

Armonica, una tragedia noir-western

Carissimi, vi presentiamo un nuovo libro del nostro genere preferito, il western. Si tratta di un romanzo scritto da un nostro appassionato lettore, Omar Sabry, cresciuto con la storia del west sul cuscino e dotato di una notevole prosa, avvincente e coinvolgente.
Il libro è la testimonianza che il western vive anche di contaminazioni capaci di attrarre a sé nuovi lettori e nuova linfa, attingendo all’infinito bacino di idee di altri generi letterari.
Il romanzo è scorrevole e veloce, di quelli che da iniziare e finire tutto d’un fiato.
Noi ve lo raccomandiamo e vi raccomandiamo questo autore che come tanti altri nati intorno al nostro sito ha finito per cimentarsi nella bella arte della scrittura.
“Non ci rimane in mano niente, se non questa vita breve che brucia come la miccia di un candelotto di dinamite”. Leggi il resto

Pagina successiva »