Misteri: il lato oscuro della frontiera americana
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Fin da quando ero bambino, le mie storie di Tex preferite sono quelle in cui entrano in ballo elementi soprannaturali: scimmioni tagliatori di teste, dinosauri, alieni naufragati nel deserto, maghi spaventosi come Mefisto e famiglia, satanisti inquietanti come padre Crandall e così via. Insomma, le storie in cui non bastava far parlare le colt, ma era necessario cavalcare fino al confine con il Messico e bussare alla porta della strana casa di El Morisco, panciuto e sapiente esperto dell’occulto e del mistero. Non sapevo ancora che questo genere si chiama Weird Wild West, eppure ne ero già innamorato… Leggi il resto
La fine della frontiera

Sulla fine del west esiste una data ben precisa. Nel 1890, infatti, ci si mise di buzzo buono l’Ufficio Statistiche statunitense a dichiarare che “la frontiera è finita.” E formalmente si trattava di un’indicazione appropriata, formalmente, dato che non esisteva più l’esigenza di tracciare una linea di separazione tra le terre ormai colonizzate e quelle ancora da conquistare. Formalmente.
Eppure, ancora nel 1893 si assegnavano terre “libere” a chi aveva voglia di colonizzarle. Fu questo il caso dell’Oklahoma, ex Territorio Indiano, di cui ben 6 milioni di acri furono destinati ai coloni dal 1893 al 1911, sottraendoli agli indiani ai quali erano stati attribuiti. Leggi il resto
I Comanches, Don Bautista De Anza, il New Mexico
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Il primo documento scritto in cui sono menzionati i Comanches data il 1706. Nel luglio di quell’anno il Serg. Major Juan de Ullibarri fu avvisato dal cacicco di Taos che gli Utes e i Comanches stavano per razziare il Pueblo. Informò il Governatore Francisco Cuervo a Santa Fe e costui, sempre nello stesso anno, scrisse ai suoi superiori di essere circondato da tutti i lati da Indiani ostili, tra cui, a Nord, Utes e Comanches.
Non sembra venisse espressa sorpresa, nè dai Tanoenos, nè dai 2 Spagnoli, per l’apparizione dei Comanches ai loro confini, quindi è probabile che fossero già conosciuti, nel New Mexico, prima del 1706, ma i dettagli sono sconosciuti. Leggi il resto
Walter Von Richthofen, il “barone rosso” del bestiame
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Walter Von Richthofen
Curiosa la storia di questo nobile prussiano, ex membro delle Guardie del Corpo del Kaiser Guglielmo I, che abbandonò la vecchia Europa e la sua soffocante ragnatela di codici d’onore e inflessibili precetti per sbarcare nella libera terra d’America, un paese in costruzione dove le regole si creavano giorno per giorno. Ancor più curiosa se si considera che quest’uomo, divenuto una leggenda della prateria USA, avrà un nipote che, decenni più tardi, scriverà il proprio nome a caratteri cubitali nei cieli di Francia: Manfred von Richthofen, il “barone rosso”, eroe della prima Guerra Mondiale con il record ufficiale di 80 nemici abbattuti.
I due uomini ebbero molto di più che il corredo cromosomico in comune, perché furono entrambi due pionieri: Walter della sconfinata prateria americana, Manfred del neonato corpo d’aviazione. Leggi il resto
La leggenda di Wild Bill Hickok
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Alla domanda “chi fu Wild Bill Hickok?” potremmo rispondere dicendo che fu un pistolero, uno scout indiano, una spia dell’Unione, uno sceriffo, un giocatore d’azzardo, un attore.
Ma ci sono ancora troppi misteri, controversie, mezze verità ed invenzioni sulla sua vita per consentire a qualcuno di rispondere a questa domanda in totale sicurezza ed in modo esaustivo e completo.
Ancora molte persone tenteranno di trovare la risposta definitiva, ma sappiamo di sicuro che non fu certamente un santo. Wild Bill visse una vita avventurosa e mostrò abbastanza coraggio da creare una delle leggende più durature del Selvaggio West. Leggi il resto
I cow-boys
Alcuni cow-boys al pascolo
I cowboys americani erano ragazzi di età compresa tra i 18 e i 25 anni che affrontarono la vita monotona ma spesso pericolosa del pascolo, con coraggio e lealtà nei confronti del loro datore di lavoro, con il quale instauravano un rapporto di cameratismo e reciproca fiducia. L’abbigliamento tipico del cowboy era teso ad evitargli il benché minimo impedimento, era pratico per il lavoro e comodo anche per dormire, dato che la maggior parte delle volte essi non potevano neanche spogliarsi.
Il cappello era uno Stetson a larghe falde, in genere grigio o marrone, i cui usi erano molteplici: proteggeva dal sole e dalla pioggia, dal vento e dalla neve, ma fungeva anche da cuscino e da recipiente. Leggi il resto
Il linguaggio nel west – Tex nella storia 2
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Tutte le puntate: 1, 2.

Il linguaggio nel west
Peste e corna, gran Putifarre, che mi venga un colpo, per la barba di Matusalemme, fulmini, giuggiola, beccaccione, ferro da tiro, concerto per clarinetti…
Queste sono alcune espressioni colorite e divertenti che si possono leggere nei dialoghi tra Tex Willer ed i suoi compagni, sparse nelle pagine degli albi.
Ce n’è per tutti i gusti, dalle manifestazioni di sorpresa e stupore alla presa in giro nei confronti di un fuorilegge, dall’atteggiamento spavaldo di chi non conosce la paura fino al modo “amichevole” di chiamare gli strumenti del mestiere, quali Colt e Winchester.
Ma come parlavano in realtà alla Frontiera? Leggi il resto
“Cavalcarono Insieme”, una lezione di realismo
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Ogni volta che si parla di John Ford, si tirano in ballo soprattutto i film che gli diedero la celebrità, da “Ombre rosse” a “L’uomo che uccise Liberty Valance”, soffermandosi immancabilmente su “Il massacro di Fort Apache” e spendendo fiumi di parole per “Sfida infernale”, considerati fra i suoi capolavori.
In tema di revisionismo, le sue opere di maggior pregio sono ritenute invece, oltre al citato “Liberty Valance”, “Il grande sentiero”, che, insieme a “I dannati e gli eroi” rappresenta un atto di denuncia verso i soprusi subiti dalle razze considerate inferiori, come gli Indiani d’America e i “Negri”, chiamati oggi “Afro-americani”. Leggi il resto
Ned Buntline, scrittore e avventuriero
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Ned Buntline
Il vero nome di Ned Buntline era Edward Zone Carroll Judson. Giornalista, era nato il 20 marzo 1823 ad Harpersfield, nei pressi di Stamford, nello Stato di New York.
Nel 1848, oltre agli articoli pubblicati su una rivista scandalistica, da lui fondata e diretta, cominciò a scrivere romanzi (il primo, in verità, lo aveva già composto nel 1838), specialmente di carattere marinaresco, incentrati sulle avventure di personaggi fittizi.
I suoi libri ebbero larga diffusione soprattutto perché costavano poco e, pertanto, tutti potevano acquistarli. Era infatti persuaso, Buntline, che occorreva scrivere per le masse, e che quanti scrivevano solo per compiacere i critici letterari erano destinati a morire di fame, se non avevano altri mezzi di sostentamento.
L’accoglienza favorevole dei suoi romanzi, da parte del pubblico, spinse l’intraprendente Ned a comporne ancora, in un modo infaticabile. Leggi il resto
Misteri del Far West
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La bella copertina dello speciale
Da tempo noi di Farwest.it abbiamo accettato che oggi l’amore per la storia del west e per l’avventura che in essa è insita non passano più per i soli canoni essenziali e più noti, ma che si è fatto strada attraverso nuove passioni che vanno a intrecciarsi e che conducono comunque al selvaggio west. Una delle strade più diffuse oggi è quella strana alchimia che mescola i generi, ne ricerca il meglio, centrifuga e filtra tutto, proponendo cose spesso interessantissime. Chi vi scrive non è certamente un appassionato del genere horror, ma nel tempo ho dovuto accettare che esso sia oggi talvolta mescolato alle atmosfere western. Con il mistero mi trovo più a mio agio. E così quando l’autore ed editore Mario Fontana, direttore di Misteri, mi ha contattato per raccontarmi della sua nuova incursione nel campo del west sono stato molto contento.
Ed oggi ci siamo. Lo speciale prodotto dalla rivista “Misteri” sui… misteri del west è ora una realtà editoriale che atterra nelle edicole italiane. Leggi il resto