Prairie Dog Sunset (recensione e intervista)

La copertina del libro
E’ uscito il nuovo attesissimo libro di Domenico Rizzi, infaticabile ed espertissimo scrittore di storia del west e capace romanziere. Il titolo del libro è “Prairie Dog Sunset” ed è un romanzo che ci porta nell’epopea del West attraverso l’ambientazione e i personaggi che hanno fatto della frontiera un mito non solo cinematografico.
Le avventure di Frank Lamar e quelle di una cittadina del Wyoming, ci fanno ripercorrere l’ascesa e il declino di un’epoca. Tutto il romanzo è incentrato sulla vita di un uomo che come molti uomini di frontiera ha l’unica ambizione di portare avanti l’esistenza in luoghi da colonizzare. Ed è così che gli uomini e le donne e i personaggi famosi del West si fondono in un grande romanzo corale. Sunset Prairie Dog è il declino di un epoca, che con l’arrivo del 900 consegna le storie della frontiera all’immaginario collettivo delle generazioni successive entrando di diritto nella storia del mondo occidentale.
Il libro conferma la bravura di Domenico Rizzi e la sua capacità di far sognare il west anche a chi non ci è mai stato di persona, ma anche di catapultare il lettore all’interno delle scene d’azione al punto che sembra di viverle.  Leggi il resto

Gli Hopi e la Danza del Serpente

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Danzatori Hopi
Gli Hopi si ritengono i primi abitanti dell’America. Infatti il loro villaggio di “Old Oraibi” è considerato il più antico del Nordamerica. Gli Hopi vivono in villaggi di pietra, con terrazze, appollaiati in cima a tre “mesas” sospese tra cielo e terra, nell’Arizona Settentrionale, a circa 60 miglia a nord della linea principale della Ferrovia di Santa Fe. Gli Hopi si riferiscono a se stessi come “Hopitu Shinumu”, cioè “il piccolo popolo della pace”. Sono agricoltori e il loro alimento principale è il granturco.
I bambini hanno un ruolo importante nella vita degli Hopi, fin dalla nascita. Le bambine in particolare, hanno un posto speciale nella società, poiché assicurano il perpetuarsi della tribù. Il bambino appartiene alla tribù della madre, e i suoi legami più stretti, dalla nascita alla morte li avrà con la madre.
Durante i primi 20 giorni dalla nascita, sono poste nella culla, ai due lati del neonato due pannocchie di granturco. Una rappresenta la madre, l’altra il bimbo. Sono chiamate “pannocchie della madre” e sono considerate sacre. Leggi il resto

La costruzione delle sod house e la vita dei coloni

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Una tipica, umile sod house
Gli indiani che popolavano il west vivevano spesso nelle infinite praterie dove c’era una cronica scarsità di alberi. Per costruire le loro capanne utilizzavano zolle di terra o di terra mista ad erba. Ne risultavano alloggiamenti robusti e stabili, freschi nelle estati torride e tiepidi nel gelido inverno.
I coloni americani che raggiunsero le praterie e le abitarono dopo i nativi usavano gli stessi poveri materiali disponibili in quei luoghi per edificare le loro casette rettangolari, le “sod house”. Quegli agricoltori realizzavano delle semplici zolle di terra erbosa che venivano estratte dal terreno umido per le piogge utilizzando delle zappe metalliche.
Una sod house è quindi una casetta rettangolare con pareti costruite con zolle di terra o torba, posate in strati orizzontali; non mancavano ovviamente alcune piccole finestre e un tetto, anch’esso ricoperto di zolle di terra o di paglia. Case simili erano assai comuni tra quelle edificate dai coloni delle grandi pianure. D’altra parte le più classiche alternative erano ababstanza improponibili in quei luoghi per via della grande penuria di alberi e persino di pietre. Leggi il resto

Along the River

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Along the River
Una battuta di caccia, un cinico avvocato che indaga su un efferato caso di omicidio, e uno sceriffo che scopre di avere un figlio assassino.
Sono questi gli elementi principali da cui si sviluppa la trama di Lungo il fiume, il racconto da cui è stato tratto il cortometraggio Along the River con Franco Nero, per la regia di Daniele Nicolosi, e che questa settimana ha conquistato un ambito riconoscimento come premio speciale per opere straniere agli American Movie Awards, uno dei festival più importanti per il cinema indipendente. In origine, avevano partecipato a questa rassegna nomi come Steven Spielberg, Michael Cimino, Clint Eastwood, Meryl Streep, Burt Reynods, Henry Fonda, e molti altri.
La consegna ufficiale del trofeo in cristallo avverrà il 22 maggio a Las Vegas, Nevada.
Quando scrissi questa breve storia quattro anni fa, non potevo certo immaginare che avrebbe fatto tanta strada, fino ad approdare oltreoceano e conquistare i critici cinematografici americani. Leggi il resto

Dizionario dei film western

Dizionario dei film western
In una sontuosa veste grafica e in un formato facilissimo da gestire, stampare, conservare e persino consultare nei modernissimi lettori portatili o cellulari, vi presentiamo l’ultimo grande lavoro del nostro Mario Raciti.
Si tratta del Dizionario dei film western in cui, distribuiti in ordine alfabetico e in oltre 250 pagine, sono elencati 680 film del nostro genere preferito. Ma non di mero elenco si tratta! Il nostro Mario ha deciso, infatti, di strafare ed ha organizzato un meraviglioso database comprendente il titolo, il titolo originale, la nazione e l’anno di produzione, la regia, gli attori principali, la trama, la durata e, qualora il film sia stato girato in bianco e nero, anche quella precisazione! Nel libro sono ricompresi tutti i film western del genere classico, ma anche quelli, numerosissimi, del genere “spaghetti western” in cui gli Italiani hanno saputo distinguersi.
Come è stato in occasione dell’uscita del nostro libro Storie del west, anche in questo caso vi consigliamo di realizzare una stampa professionale in una copisteria digitale, ma il risultato sarà ottimo anche con una buona stampante a getto di inchiostro o laser. Leggi il resto

La grande storia degli Indiani d’America

Un libro tragico, senza dubbio, nel senso che tratta molto bene e con dati sorprendentemente precisi tutte le guerre Indiane combattute negli Stati Uniti e nel Canada dall’arrivo degli Europei in poi.
La storia degli Indiani d’America, dallo sbarco dei colonizzatori al XX secolo. Una storia di massacri, guerre fratricide e lenta estinzione.
E’ veramente interessante perché analizza approfonditamente aspetti e momenti della grande conquista del west di cui si sa poco o nulla.
E’ il caso, ad esempio, della California, delle guerre tra Francesi e Inglesi; addirittura di quelle tra Russi e popolazioni dell’Alaska, soffermandosi sui Creek, sugli Irochesi, ma anche di moltissime altre tribù sconosciute.
Si parla anche dei primi contatti degli Spagnoli degli anni ’30 e ’40 del 1500 con le tribù dell’Alabama, compiuti da avventurieri senza scrupoli, ma anche di Metacomet e della sua sanguinosa guerra.
Insomma, si può dire che in questo libro ho trovato veramente tutto, anche se è un po’ lungo (1000 pagine) vale la pena di leggerlo. Leggi il resto

Cole Younger e la bambina

Da un lavoro di Marshall Trimble

Cole Younger in azione
Mentre galoppava sulla strada verso la propria “Waterloo” a Northfield, in Minnesota, Cole Younger incontrò alcuni bambini nella piccola città di St. Peter, a nord di Mankato; questi bambini si mostrarono subito affascinati dal bel cavallo di Cole. Perciò, l’uomo decise di far fare un giro ad una bambina di sei anni e conclusa questa passeggiata a cavallo, le sorrise e le disse: “Spero che saprete ricordarvi di me.”
La bambina rispose prontamente: “Sarò sempre tuo amica.”
Il nome della bambina era Horace Greeley Perry. Suo padre era un giornalista del paese ed ammirava così tanto il famoso editore che aveva avuto in mente di chiamare il suo primo figlio con il suo nome. Si aspettava un bambino e quando scoprì che sarebbe divenuto padre di una bambina, decise di chiamarla comunque Horace Greeley. Leggi il resto

La mia tribù: storie autentiche di Indiani d’America

In un panorama in cui le novità italiane legate alla storia del west e ai Nativi d’America sono veramente limitate, è certamente un gran piacere presentarne una che ha anche il pregio dell’originalità e della “presa diretta”. Infatti questo libro non è la traduzione di un testo americano, ma in buona parte il resoconto di esperienze personali tra gli indiani. Uscito solo dopo un anno e mezzo da “Io e i Pigmei”, “La mia Tribù: storie autentiche di Indiani d’America” (edito da Polaris, maggio 2013.) è stato presentato in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino. Ricco di bellissime immagini e di incredibili storie. “Il sentimento dominante nel libro è il senso di colpa per il peccato di essere bianchi” dice l’autrice.
E’ il racconto di due viaggi, uno nel passato e uno nel presente. Il viaggio nel passato, attraverso gli archivi del BIA (Bureau of Indian Affairs ) e della tribù Crow, è la storia della cospirazione del Governo degli Stati Uniti contro gli Indiani, nei due ultimi secoli. Dal Dawes Act, alla Legge dei Quarti di Sangue, alla sterilizzazione forzata delle donne Native Americane negli anni ’70, raccontata da testimoni viventi. Leggi il resto

Amicizia con la terra

Imperdibile raccolta di fotografie storiche, di racconti, discorsi, poesie dei pellerossa. Incorniciata da una superba impaginazione e accompagnata dalle suggestive fotografie di Edward Curtis (scattate sul finire del secolo scorso), la raccolta che ci viene proposta comprende testi originali dei popoli Nativi americani che ci rendono partecipi del loro profondo amore e rispetto per la natura della quale si sentivano parte assolutamente integrante e comunque “figli”.
Per la nostra moderna società civile, la saggezza che traspira da queste pagine, lungamente ignorata e solo ora parzialmente riscoperta, costituisce un’importante eredità spirituale, altamente remunerativa e di grandissima attualità.
La Via degli Indiani d’America rappresenta uno stile di vita che può condurci ad assumere un nuovo atteggiamento, un modus vivendi che rispetta ogni forma di vita e tiene conto dell’universo nella sua molteplicità. Leggi il resto

Hugh Glass a Fitzgerald: Ne risponderai a Dio!

Da un lavoro di di Jana Bommersbach

Hugh Glass
Grazie al supporto di Hollywood, finalmente quest’anno abbiamo potuto commerare adeguatamente colui che è stato definito “l’uomo più fortunato del west”, Hugh Glass il trapper. Il film “The Revenant” – con Leonardo Di Caprio, vincitore del premio Oscar – ci ha raccontato solo uno dei molti episodi avventurosi della vita di Hugh Glass, anche se si tratta certamente dell’episodio più impressionante. Hugh Glass ricordava, ad esempio, di quando era appena un bambino ed era riuscito a sfuggire al terribile pirata Jean Lafitte. Più avanti negli anni Glass mise nel sacco un capo indiano che intendeva bruciarlo vivo legato ad un palo. Ancora, si ricorda della volta che Glass sopravvisse ad un agguato che gli lasciò come ricordino una punta di freccia infilata profondamente nella schiena. Ma l’episodio più incredibile è stato quello celebrato nel famosissimo film, ossia l’attacco che il trapper subì da un grizzly nel mese di agosto del 1823. In tale attacco Hugh Glass restò ferito quasi a morte. E’ questo l’episodio che Hollywood ha trovato più affascinante e che gli spettatori hanno trovato così cruento che, a volte, è stato difficile guardarlo. Leggi il resto

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