La verità su Geronimo
A cura di
Il grande Geronimo
Su Goyathlay o Goyackle, alias Geronimo, capo guerriero dei Bedonkohe si è scritto molto, ma forse non a sufficienza per chiarirne la complessa natura fino in fondo.
Il revisionismo cinematografico degli Anni Sessanta-Settanta lo ignorò, scegliendo Ulzana come protagonista dell’unico film serio imperniato sugli Apache. Il regista Walter Hill gli diede invece la centralità che meritava in “Geronimo” (1994) interpretato da Wes Studi, Robert Duval, Gene Hackman e una serie di attori di grande livello. Una pecca di questa pellicola è l’aspetto un po’ troppo giovanile (45-48 anni) del personaggio, che all’epoca doveva averne una sessantina; un’altra è l’eccessiva stima tributata al capo apache dal tenente Britton Davis (Matt Damon) che invece nelle sue memorie (“The Truth about Geronimo”) diffidava della sua lealtà. Con ciò Hill fece davvero un passo avanti rispetto a tutte le pellicole precedenti , soprattutto nei confronti di quel “Geronimo” girato da Arnold Laven nel 1962, nel quale il condottiero era interpretato da un quarantenne Chuck Connors. Leggi il resto
Iniziazione presso gli Amerindi. La capanna sudatoria e i riti sciamanici
Charles-Rafaèl Payeur racconta e analizza in questo libro un’esperienza vissuta presso i nativi americani, una iniziazione ai misteri del sacro, dell’uomo e della natura attraverso il rituale della capanna sudatoria.
Questa cerimonia simboleggia il ritorno nel grembo di Madre Terra ed è una forma di purificazione, sia fisica sia spirituale, accompagnata da preghiere e canti (oltre che un momento di toccante condivisione intorno al Fuoco Sacro, simbolo del Potere Creativo che tutto trasforma e guarisce). Attraverso di essa ci si libera dai gravami dell’identità individuale e si raggiunge una consapevolezza più profonda del proprio Sé interiore.
Payeur introduce il lettore a questa esperienza con sensibilità ed erudiziene. Spesso compara ciò che sta vivendo, e ciò che gli viene insegnato, alle parole dei filosofi classici, alle tradizioni antiche, alle religioni e alle teologie dei popoli più diversi. Spesso cita la Bibbia e la tradizione cristiana, a cui è tornato con rinnovata convinzione, consapevole del fatto che le grandi esperienze spirituali sono costruite sugli stessi archetipi. Leggi il resto
L’addio al telegrafo chiude un capitolo del west
A cura di da un articolo di Kathy Weiser
Un telegrafo
Pochi anni fa, era il 2006, si è chiusa per sempre un’era, quella del telegrafo. E con essa, però, si è chiuso per sempre un altro bel capitolo della storia del west. Sono pagine, queste, che dispiace a tutti noi di dover voltare; nessuno lo vorrebbe, ma le dure leggi dell’economia e della finanza impongono il rispetto delle corrette proporzioni tra domanda, costi e offerta. E così, le ultime sequenze di punti, tratti e silenzi, hanno definitivamente mandato in pensione il telegrafo, i “fili parlanti”, come talvolta li chiamavano gli indiani. Il 27 febbraio del 2006, dunque, segna la fine di un lunghissimo cammino della comunicazione tra esseri umani e questa fine l’ha firmata la Western Union con un ultimo, conclusivo telegramma.
Da quel momento sono seguiti solo silenzi che renderanno inutili gli ultimi pali sopravvissuti ai tanti cambiamenti che hanno condotto il XIX secolo fino al XX ed oggi al XXI. Ma perchè quella data è stata un momento triste? Leggi il resto
Piombo, polvere e sangue
La bella copertina del libro
E’ fatta! Amici della frontiera… è finalmente uscito il libro di Mario Raciti, co-amministratore del forum di Farwest.it e autore di numerosi articoli di questo sito.
Si intitola “Piombo, polvere e sangue” ed è uscito per i tipi della Villaggio Maori, editrice che cura una bella collana dedicata al west. Un libro dedicato ad un argomento raramente esplorato nella sua completezza come viene fatto in questo libro.
Il cinema e la letteratura hanno da sempre raccontato le gesta di pistoleri veloci e letali, sceriffi implacabili, giudici dall’impiccagione facile, assalti alle diligenze, rapine alle banche, sparatorie selvagge. Ma quanto c’è di mitico e quanto di vero? In questo libro Mario Raciti esamina le dinamiche storiche, sociali e ambientali che resero il West americano un territorio violento e pericoloso. Ripercorre le gesta e le vite di alcuni dei protagonisti della storia della Frontiera – uomini di legge, cacciatori di taglie, banditi psicopatici, cowboy, prostitute, giocatori d’azzardo, pistoleri sanguinari o semplici pionieri. Sfata alcuni miti duri a morire, mette in mostra il lato brutale della vita quotidiana nel vecchio West e illustra i pericoli di una terra che fu allo stesso tempo meravigliosa e selvaggia. Leggi il resto
I Nativi d’America
A cura di
Grandi laghi, foreste, praterie, deserti, aspre catene montuose, coste favorevoli alla pesca… è in questi ambienti, generosi o estremi, che ha inizio la storia degli Indiani o Pellerossa, i primi colonizzatori del Nord America. L’appellativo “Indiani” venne loro attribuito da Cristoforo Colombo, erroneamente convinto di essere approdato nelle Indie asiatiche. Amerindi, Amerindiani, abbreviazioni di “American Indians” oppure Nativi americani o “Indios”, se si utilizza la forma spagnola, sono altri nomi con cui i celebri Indiani d’America vengono designati.
Si tratta, in realtà, di un gran numero di gruppi etnici che, pur condividendo alcuni tratti culturali, non sono un insieme omogeneo come si tende erroneamente a pensare, differenziandosi per struttura sociale, lingua, religione, origine geografica all’interno degli attuali Stati Uniti, per usi, costumi e valori. Si calcola che prima della colonizzazione europea le popolazioni indigene del continente americano ammontassero a circa 90 milioni di individui, per la maggior parte concentrati nel Messico e nella regione delle Ande. Leggi il resto
I segreti di Dunfield
La copertina del libro
E’ appena uscito il terzo e ultimo libro della trilogia di “Dunfield”, scritto da Domenico Rizzi, uno degli autori di Farwest.it e informatissimo e prolifico scrittore di storia del west americano.
In questa terza fatica letteraria, Domenico Rizzi, riversa tutto il suo amore per i tempi ed i ritmi del periodo storico in cui è ambientata la saga di “Dunfield”, imprimendo al racconto un ritmo che passa dalla calma descrittiva di luoghi e personaggi, alla frenesia e alla turbolenza dei molti momenti d’azione, in una miscela che riesce particolarmente gradevole al lettore.
Di particolare gradevolezza risulta la capacità di descrivere i luoghi e i modi di fare e agire con una pregevole minuziosità e precisione storica.
Il romanzo completa la trilogia iniziata alcuni anni fa con “Le streghe di Dunfield” (2007) e proseguita con “I peccati di Dunfield” (2010). Ripropone i personaggi già presenti nei primi due libri (“Le streghe di Dunfleld” e “I peccati di Dunfield”), impegnati nell’ultima, avvincente avventura nel New England del XVII secolo, alle prese con un inafferrabile indiano – nemico di Francesi e Inglesi – che ha rapito due donne bianche. Leggi il resto
I peccati di Dunfield
La Vecchia Frontiera americana di fine Seicento, i Francesi che minacciano un villaggio della Connecticut Valley nel Massachussets, due bambine indiavolate di Salem che lanciano accuse di stregoneria, provocando l’arresto di molte persone… In un altro villaggio, un giovane coraggioso, al comando della milizia in lotta contro gli Indiani alleati dei Francesi, è costretto a difendersi dalla malvagità della propria gente, che ha mandato sul patibolo una ragazza incolpevole.
Era l’avvincente trama di “Le streghe di Dunfield”, romanzo pubblicato da Domenico Rizzi nel 2007. E’ ora uscito il seguito, dal titolo “I peccati di Dunfield”, che costituisce il secondo volume di una trilogia ancora incompiuta. Quali altre sorprese contiene il nuovo romanzo, dopo avere scoperto i segreti di un perfido pastore puritano e svelato la vera identità di Liza Plummer? Che cosa riserverà il prosieguo della storia al tenente francese De La Forge e al capo abenaki Opanango?
Chi contrasterà ancora Nathan Whitman, l’intrepido capitano della piccola colonia del New England? Leggi il resto
Hump (Gobba), Sioux “ostile”
A cura di
Gobba nacque nel 1848 (la sua data di nascita non è conosciuta con certezza) nella banda Shunka Yute Shni (Non Mangiano Cani) della suddivisione Minneconjou del grande popolo dei Sioux.
Il suo nome indiano era Etokeah.
Di lui non si conosce quasi nulla, almeno per quanto riguarda i fatti occorsi fino al 1866.
Era nipote del grande capo Canku Wakatuya (Schiena Alta), che fu maestro riconosciuto di Cavallo Pazzo sui modi più efficaci per combattere contro i bianchi e uno dei capi e guerrieri protagonisti nella battaglia “Fetterman”, combattuta nei pressi di Fort Phil Kearney nel Wyoming. Il padre si chiamava Collana di Pelle di Cane.
Gobba prese parte a molte battaglie, piccole e grandi, e molte tra queste le combattè a fianco a guerrieri famosissimi come Cavallo Pazzo e Nuvola Rossa. E’ importante ricordare la sua partecipazione attiva alla battaglia del Rosebud dove, con la sua banda, riuscì a fermare la colonna del generale Crook che stava cercando di riunirsi a quella del generale Custer. Leggi il resto
Intervista a Stefano Jacurti, scrittore e regista western
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Stefano Jacurti
Stefano Jacurti, romano, è uno dei pilastri della cultura western in Italia, alla cui conservazione e diffusione ha contribuito sia come regista-attore dei film “Inferno bianco” e “Se il mondo intorno crepa” – autoprodotti e girati soprattutto in Italia – che come scrittore, con l’antologia di racconti “Il baule nella prateria”, il romanzo “Bastardi per stirpe” e la raccolta di pensieri “Avrei voluto essere ucciso da Clint Eastwood”. L’autore ha da poco ultimato la sua ultima fatica, di cui non ha ancora reso noto il titolo, che ha tutta l’aria di un nuovo, entusiasmante tuffo nel West della tradizione, ma anche in quello crepuscolare e moderno.
A Stefano Jacurti, nell’ambito delle nostre iniziative volte a dare risalto a chi si distingue nel nostro mondo di appassionati del west, abbiamo rivolto una fitta serie di domande in una intervista che vi proponiamo. Leggi il resto