Matthew Arbuckle, un soldato nel Territorio Indiano
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Matthew Arbuckle
Matthew Arbuckle era un soldato, un vero militare di carriera tutto di un pezzo, assegnato alla frontiera, nel Territorio Indiano, dal 1822 fino al giorno della sua morte, nel 1851. Il secondo dei quattro figli di Matthew e Frances Hunter Arbuckle nacque il 28 dicembre 1778 nella Greenbrier County, in Virginia. Suo padre aveva conquistato una certa notorietà per essersi distinto nella battaglia di Point Pleasant, nella guerra di Lord Dunmore (1774) e in seguito anche nella Rivoluzione Americana. Dell’infanzia di Matthew Arbuckle sappiamo veramente poco, ma dai registri dell’esercito apprendiamo che è stato inserito nei ranghi degli ufficiali come sottotenente nel 3° Reggimento Fanteria il 3 marzo 1799.
La prima parte della sua carriera militare è perlopiù ignota. Ciò che è noto è che divenne Tenente dopo appena otto mesi e che fu trasferito al 2° Reggimento di Fanteria nel 1802, per poi essere promosso capitano nel 1806 e restituito al 3° Reggimento Fanteria come uno degli ufficiali più noti nel 1812. Leggi il resto
Il declino della frontiera
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Il 29 dicembre 1890 i cannoni a tiro rapido Hotchkiss dell’esercito americano mettevano la parola fine al capitolo delle guerre indiane. Un mese dopo, l’ultima banda lakota deponeva le armi. Cavallo Pazzo e Toro Seduto erano morti, Geronimo viveva da prigioniero a Mount Vernon in Alabama, Nuvola Rossa stava invecchiando in una riserva sioux del Dakota; i fieri Cheyenne erano stati in gran parte deportati nell’Oklahoma, Comanche e Kiowa rievocavano malinconicamente a Fort Sill le loro gloriose battaglie contro la cavalleria e le formidabili incursioni nel Messico. I Sioux osservavano le mandrie che l’uomo bianco inviava alle loro agenzie, commentando la stranezza di quei bovini dal manto pezzato come gli appaloosa: erano strani quei bisonti pezzati, ma tutto ciò che avevano portato i Wasichu appariva strano, come la loro razza. Leggi il resto
Stand Watie, il generale Cherokee
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Un ritratto di Stand Watie
Il suo vero nome era Standhope Oowatie, ma era conosciuto dai bianchi come Isaac Stand Watie. Era nato il 12 dicembre 1806 ed era diventato famoso per essere diventato uno dei capi della grande nazione indiana dei Cherokee (una delle tribù civilizzate). Ma balzò agli onori della cronaca quando si arruolò con l’esercito confederato durante la Guerra Civile Americana e ottenne l’importante grado di brigadiere generale dell’esercito degli Stati Confederati. Durante l’intera Guerra Civile, Stand Watie fu l’unico indiano a raggiungere la vetta dell’esercito.
Il significato del nome Cherokee di Stand Watie, De-ga-ta-ga, era «Sta In Piedi». Nacque a Oothcaloga nel territorio assegnato alla Nazione Cherokee, in Georgia, e da ragazzo ebbe modo di frequentare la scuola della Missione Moravian a Springplace, sempre in Georgia. Da giovane lavorò presso la Corte Suprema Cherokee e fu anche Speaker del Consiglio Nazionale Cherokee prima che il suo popolo fosse costretto ad abbandonare le proprie terre. Leggi il resto
Wyatt Earp
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Wyatt Earp
Quando nel 1928 lo scrittore Stuart N. Lake si accingeva a scrivere e a creare la leggenda di Wyatt Berry Stapp Earp, temette di trovarsi di fronte ad un imprevisto insormontabile.
Infatti qualche tempo prima a New York, Bat Masterson, l’altro grande sceriffo dei tempi di Dodge City, disse che era impossibile raccontare la storia del vecchio west, a meno che Wyatt Earp non raccontasse ciò che sapeva. E Wyatt Earp non avrebbe parlato, sentenziò Masterson.
Con queste parole che gli frullavano per la mente e col timore di non riuscire a cavare un ragno dal buco, lo scrittore si accingeva a raggiungere Los Angeles dove da tempo quel Matusalemme della colt risiedeva assieme alla terza moglie Josephine Sarah Marcus.
Le poche settimane passate assieme al vecchio marshal stemperarono invece le diffidenze di Wyatt e in tal modo Stuart N. Lake poté raccogliere abbastanza materiale per creare il nuovo mito di cui gli americani avevano bisogno. Leggi il resto
Mister E. B. Farnum, primo sindaco di Deadwood
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Personaggio poco noto, se non agli appassionati (come me) della serie TV “Deadwood”, Ethan Bennett Farnum fu null’altro che un faccendiere opportunista, passato alla storia per essere stato il primo uomo a fare un mucchio di cose nella neonata cittadina sulle Black Hills: farsi eleggere sindaco, ad esempio, in quella torrida fine estate che seguì l’omicidio di Wild Bill Hickok. Venne eletto con 672 voti su 1139 (ma di votanti a Deadwood dovevano essercene perlomeno tre o quattro mila), e da commerciante di generi vari si tramutò in commerciante di favori politici.
Una delle sue prime ordinanze fu quella con la quale si fissò lo stipendio (100 dollari all’anno), quindi profuse ogni suo sforzo nel tentativo di migliorare le vie di comunicazione col resto del mondo. Leggi il resto
La solitudine dell’eroe
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Speciale a puntate: 1) John Wayne, un gigante del cinema western 2) La lunga gavetta di John Wayne 3) John Wayne: la ripresa del western 4) John Wyane, attore ormai affermato 5) Altri film di John Wayne 6) Strada aperta per John Wayne 7) Il meglio di John Wayne 8) Strade diverse 9) Alamo, un trionfo a caro prezzo 10) Uomo d’azione 11) Eroe nell’ombra 12) Gli anni del cambiamento 13) Il lento declino 14) La solitudine dell’eroe
È il 1975 e John Wayne ha ormai 68 anni. Nel corso della sua vita, dopo la lunga gavetta a Hollywood, ha dovuto superare molti ostacoli, compresi il cancro, l’avversione dichiarata di molti critici e la contestazione degli studenti per la sua presa di posizione a favore dell’intervento americano nel Vietnam. Ha rischiato di tasca propria realizzando film come la battaglia di Alamo, rientrando faticosamente delle spese sostenute, ha girato anche pellicole mediocri, dalle trame dozzinali. Il suo pubblico lo ricorda però per le sue grandi interpretazioni, da “Ombre rosse” a “Sentieri selvaggi”, da “ I cavalieri del Nord-Ovest” a “L’uomo che uccise Liberty Valance”, fino al più recente trionfo con “Il Grinta”. Forse proprio quest’ultimo personaggio, ma anche il nostalgico ricordo del capitano Nathan Brittles de “I cavalieri del Nord-Ovest”, sono quelli che affascinano maggiormente l’attore nella vecchiaia, dal momento che non potrà più essere né un Ringo Kid (“Ombre rosse”) né il Davy Crockett de “La battaglia di Alamo”. Leggi il resto