La morte di Billy The Kid, la testimonianza diretta di John W. Poe
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Nel luglio del 1881, nelle ore silenziose di una notte d’estate nel remoto Fort Sumner del Nuovo Messico, si concluse la vita di uno dei personaggi più controversi e mitizzati dell’intera epopea del West americano: Billy the Kid, nato William H. Bonney. Morì per un singolo colpo di pistola esploso da Pat Garrett, lo sceriffo incaricato di catturarlo. Ma l’uomo che quella notte fu accanto a Garrett, e che visse in prima persona l’intera scena, era John William Poe, deputy marshal federale (ma ebbe anche altri incarichi “di legge”), ex cacciatore di bisonti e testimone diretto.
Fu lui a raccontare i fatti, molti anni dopo, in un volumetto breve ma fondamentale: The Death of Billy the Kid.
Pubblicato nel 1933 e oggi ritenuto una delle fonti più affidabili sugli ultimi momenti del Kid, il testo di Poe si distingue per sobrietà, precisione e rigore. Non è un’opera mitologica, ma una cronaca di prima mano, lucida e priva di compiacimenti. Eppure, nel suo realismo si coglie tutta la drammaticità di una fine che ha segnato la chiusura simbolica dell’era dei fuorilegge romantici.
Nel luglio del 1881, Billy the Kid era evaso da poche settimane dalla prigione di Lincoln, dove attendeva l’impiccagione dopo essere stato condannato per l’uccisione dello sceriffo William Brady. Nella rocambolesca fuga aveva ucciso due uomini, i secondini Bell e Olinger, e si era dileguato nel nulla. La maggior parte degli uomini di legge, incluso Garrett, pensava che fosse ormai rifugiato in Messico.

Pat Garrett
Poe, che nel frattempo continuava a operare nella zona come rappresentante dell’Associazione dei Cattlemen texani, ricevette a White Oaks una soffiata inattesa da un uomo che conosceva da anni. Secondo costui, Billy non solo era ancora nel territorio, ma si nascondeva proprio a Fort Sumner, luogo a lui familiare, presso amici fidati. Addirittura, pareva che fosse tornato più volte nei paraggi di White Oaks.
La notizia era così sorprendente da apparire inverosimile. Eppure, Poe decise di riferirla a Garrett. I due, pur scettici, convennero che valeva la pena investigare. Decisero quindi di partire immediatamente, con il vice McKinney. Per evitare sospetti, cavalcarono di notte e aggirarono il percorso per non farsi notare. Dopo due giorni, si accamparono nei pressi del villaggio, tra le colline sabbiose, a poche miglia dal luogo dove — forse — si nascondeva il fuorilegge più ricercato del territorio.

La posizione dell’abitazione
All’alba del giorno seguente, il piano era semplice: Poe, non conosciuto a Fort Sumner, avrebbe effettuato un sopralluogo fingendosi un viaggiatore. Garrett e McKinney sarebbero rimasti nascosti, pronti a ricongiungersi con lui al calare del sole. Poe passò la giornata in paese, parlò con diversi abitanti, osservò ogni dettaglio. Notò atteggiamenti guardinghi, sguardi elusivi, segni evidenti che qualcosa era nell’aria. Nessuno parlava apertamente, ma molti sembravano sapere.
Non ottenne prove, ma ogni fibra del suo intuito gli diceva che la soffiata era fondata. Decise allora di rivolgersi a Peter Maxwell, proprietario del vecchio forte riconvertito in dimora privata, amico della famiglia Garrett.

Peter Maxwell
Ma l’incontro fu deludente. Maxwell apparve nervoso, evasivo. Negò di sapere alcunché. Solo più tardi Poe capì: Maxwell sapeva. Ma come molti a Fort Sumner, era terrorizzato da Billy the Kid e temeva ritorsioni.
Al tramonto, i tre uomini si ricongiunsero in un punto prestabilito. Poe raccontò tutto. Garrett ascoltò in silenzio. Non era convinto, ma accettò di tentare un ultimo appostamento. Si diressero con cautela verso una casa frequentata in passato dal Kid, e si nascosero tra i peschi del frutteto sul retro. Rimasero lì, immobili, per ore, osservando. Nessuno entrò, nessuno uscì.
A quel punto, Garrett si arrese: “Torniamo indietro. È una falsa pista”. Ma Poe, che sentiva che qualcosa stava per accadere, propose un ultimo tentativo: parlare direttamente con Maxwell, nella speranza che l’uomo si decidesse a parlare. Garrett accettò. Era notte inoltrata. I tre attraversarono silenziosamente il villaggio e raggiunsero l’abitazione di Maxwell, una lunga costruzione di adobe, con un portico sul lato sud. Garrett si avvicinò alla porta ed entrò nella stanza di Pete Maxwell. Poe rimase fuori, nel buio, appoggiato al muro. McKinney si sedette poco distante.

Mappa dello spostamento di Billy The Kid
Pochi istanti dopo, accadde l’impensabile. Dal lato opposto del cortile, una figura scalza, a torso nudo, si avvicinava. Portava un coltello in mano. Poe la vide arrivare nell’oscurità. Non capì chi fosse. Era un ragazzo magro, silenzioso. Solo quando l’uomo fu a pochi passi, lo riconobbe: era Billy the Kid.
Il giovane lo notò, fece un passo indietro, alzò la pistola e chiese con tono acuto: “¿Quién es?”. Poe, colto di sorpresa, non reagì. Provò solo a rassicurarlo: “Nessun pericolo”. Ma Billy, sospettoso, si diresse verso la porta aperta della stanza di Maxwell. Lì dentro, al buio, lo aspettava Pat Garrett.
Secondo il racconto di Garrett, seduto sul bordo del letto accanto a Maxwell, vide la sagoma di Billy entrare. Il Kid non lo vide subito. Parlò con Maxwell. Poi si accorse della presenza dell’uomo, estrasse la pistola e chiese più volte chi fosse. Garrett non rispose. Poi, con freddezza, alzò il revolver e sparò un singolo colpo.
Il proiettile colpì Billy al petto. Il ragazzo fece un passo, ansimò due volte, e cadde al suolo, esanime. Garrett uscì, incontrò Poe e disse: “Era lui. Ho preso il Kid”. Poe rimase sbalordito. Aveva appena assistito alla morte dell’uomo più ricercato del West, e ancora non ne aveva la piena consapevolezza.
Fu solo alla luce tremolante di una candela — accesa con riluttanza da Maxwell — che si ebbe la conferma: il corpo riverso sul pavimento era proprio quello di Billy the Kid. Ai suoi piedi, una pistola e un coltello da macellaio. Il ragazzo era morto sul colpo.

Il corpo di Billy The Kid
Poco dopo, la notizia si diffuse. Alcuni messicani accorsero, tra loro donne che conoscevano il Kid. Ne vegliarono il corpo nella bottega del falegname, adornandolo con candele e rosari. L’indomani fu convocata una giuria popolare, che esaminò il cadavere, ascoltò la testimonianza di Pete Maxwell e stabilì: si trattò di omicidio giustificabile. Garrett fu pienamente assolto. Anzi, il verbale della giuria affermava che “la gratitudine dell’intera comunità è dovuta al signor Garrett per il suo atto”.
La morte di Billy non fu un duello. Non ci fu sfida, né parole memorabili. Solo una porta aperta, una domanda nel buio, un colpo secco. Ed è proprio questa banalità, questa assenza di dramma scenico, che rende il racconto di Poe così straordinario. L’epopea del Kid finisce con una scena di silenzio e tensione, tra l’odore di polvere e sudore, in una stanza buia del Nuovo Messico. Niente cavalli al galoppo, niente fucili incrociati. Solo la realtà della morte, improvvisa e definitiva.
Poe non si vantò mai di quella notte. Anzi, scrisse: “Non ho mai vissuto un momento in cui ho sentito con tanta forza che una forza superiore guida i destini degli uomini”. Si domandò per anni perché Billy non avesse sparato. Perché avesse esitato. Forse perché si sentiva al sicuro. Forse perché era stanco. Forse — semplicemente — perché era giunto il suo momento.
Verbale originale dell’inchiesta sulla morte di Billy the Kid (15 luglio 1881)
Versione in spagnolo originale:
Nosotros los del jurado unanimente hallamos que William Bonney há sido muerto por un balazo en el pecho yzquierdo en la región del corazón tirado de una pistola en la mano de Pat. F. Garrett, ý nuestro dictámen es que el hecho de dicho Garrett fué homicidio justificable, ý estamos unánimes en opinión que la gratitud de toda la comunidad es devida á dicho Garrett por su hecho, ý que es digno de ser recompensado.
Traduzione in italiano:Noi membri della giuria riteniamo all’unanimità che William Bonney è stato ucciso da un colpo di pistola al petto sinistro, nella regione del cuore, esploso da un’arma nella mano di Patrick F. Garrett. Il nostro verdetto è che l’atto del suddetto Garrett costituisce un omicidio giustificabile, e siamo unanimi nell’opinione che la gratitudine dell’intera comunità sia dovuta al suddetto Garrett per la sua azione, e che egli meriti di essere ricompensato.
Giurati firmatari:M. Rudulph (presidente)
Pedro Antonio Lucero
José Silva
Antonio Saavedra
Lorenzo Jaramillo
Sabal Gutierrez
Il documento fu trasmesso formalmente all’Attorney del Primo Distretto Giudiziario del Territorio del Nuovo Messico. È uno dei rarissimi casi in cui una giuria popolare, nell’Ottocento, si espresse esplicitamente in favore del compenso per un’azione letale compiuta da un agente pubblico.
