Omaha

A cura di

Big Elk degli Omaha in un dipinto di George Catlin
Il nome “Omaha” significava “andare controcorrente” nella loro lingua ed era stato dato a questi indiani poco prima del 1541, ovvero l’anno in cui l’Hernando de Soto incontrava gli affini Quapaw; chiaramente il termine faceva riferimento alla separazione avvenuta durante la risalita e la discesa del fiume. La tradizione riportava semplicemente che, “…durante l’attraversamento di un grande fiume si scatenò una tempesta e così”, gli Iowa e gli Omaha riuscirono ad attraversarlo, mentre i Quapaw lo dovettero discendere e “non furono più visti”.
Gli Iowa si accamparono in un “luogo sabbioso” e da allora vennero chiamati “teste grige” dagli Omaha. Un’altra tradizione riportava che la separazione dai Quapaw avvenne quando una lunga corda si spezzò ed una parte non ebbe modo di guadare il grande fiume. Comunque sia, le comuni tradizioni degli indiani Omaha, Ponca, Osage, Kansa e Quapaw ci dicono che originariamente erano un unico popolo tutto diviso in gruppi di parentela esogamica ma con discendenza paterna, gruppi che possiamo definire “gens”. Ritornando agli Omaha dobbiamo ricordare che il loro movimento occidentale non è stato ancora definitivamente tracciato nonostante le loro tradizioni orali, e neppure siamo a conoscenza delle loro separazioni tribali.


Indiani Omaha

Resta il fatto che le guerre ebbero un ruolo importante e che la tribù si sia mossa negli attuali Stati del Minnesota, del North e South Dakota, e dell’Iowa e, soprattutto, nelle aree comprese tra i fiumi Mississippi e Missouri. Le tradizioni tacciono sul loro spostamento dalla regione del “grande lago”, posto a sud, fino all’Ohio River, ovvero quando si separarono dai Quapaw. Un periodo considerevolmente lungo, più di trecento anni, deve essere trascorso tra il momento della separazione sul Mississippi alla foce dell’Ohio River, e la data della prima cessione territoriale agli Stati Uniti. Dopo la separazione, non è probabile che gli Omaha siano mai più andati a sud fino al fiume Ohio, o a est fino al Michigan Lake. Le tradizioni ci dicono che dopo la separazione gli Omaha seguirono il corso del Des Moines per poi muoversi in direzione nordest; una tradizione Dakota parlava invece di un “meeting” nelle aree del Blue Earth. Indiscutibilmente avrebbero vagato a lungo nelle regioni forestali, ma quando ciò accadde erano ancora con i Ponca e avrebbero raggiunto le terre del Big Sioux dove costruirono un villaggio. In questa zona ebbe luogo una “disastrosa battaglia”, la cui tradizione non ci dice con chi. Comunque, dopo aver evacuato il villaggio, entrarono in contatto con gli indiani Cheyenne sull’alto corso del Mississippi, la cui pace venne poi stipulata anche dai Ponca, dagli Oto e dagli Iowa. Gli studiosi ritengono che questa pace sia stata la conseguenza dell’invasione del territorio Cheyenne da parte degli Omaha durante il loro movimento settentrionale; questo dato sembra essere confermato dai Dakota. Resta però difficile stabilire se in quel periodo i Dakota fossero entrati in contatto con gli Omaha-Ponca, proprio mentre parecchie situazioni portarono alla defezione dei Ponca e, successivamente, alla loro completa separazione. Dopo la disastrosa battaglia del Big Sioux, gli Omaha si spostarono probabilmente a sud, rimanendo però sul lato orientale del Missouri, sebbene gruppi guerrieri lo abbiano attraversato per combattere gli Arikara. Le tradizioni affermano che questi indiani furono incontrati sul lato occidentale del fiume, con gruppi che ritornarono sul Big Sioux per costruire un nuovo villaggio con ancora abitazioni di corteccia. Avevano combattuto gli Arikara ma non avevano ancora adottato le tende di terra, le famose “earth lodge”. Le continue incursioni degli Omaha spinsero gli Arikara a cercare la pace, e fu allora che venne stipulata una duratura pace tra gli Arikara e gli indiani Cheyenne, Omaha, Ponca, Oto e Iowa. La composizione di questa storia riflette il pensiero di una tribù di cacciatori, e con essa si fonde l’altrettanto misterioso dono del mais, così sacro per chi coltiva la terra, poiché “il bufalo e il mais rappresentavano la principale fonte di cibo del popolo”.


Un campo Omaha

La scena del meraviglioso evento è ambientata in un paese collinare dove scorrevano fiumi, tuttavia la prateria sembrava essere a portata di mano infatti, “quando il popolo si trasferì nel luogo in cui si era verificato lo strano evento, costruì le sue capanne di corteccia lungo le rive dei due fiumi”. Notoriamente, la “capanna di corteccia” era una tipica abitazione delle genti delle foreste e gli Omaha erano soliti vivere in tali abitazioni come racconta un’antica leggenda, con la gente ben consapevole di aver vissuto in queste abitazioni simili a quelle dei Winnebago. Gli Arikara non erano un popolo delle foreste e non usavano tali abitazioni, erano abilissimi coltivatori di mais, ma non è accertato che gli Omaha abbiano acquisito la prima conoscenza di questa pianta da questi indiani. I Ponca furono gli ultimi dei vari gruppi imparentati a formare una tribù autonoma, erano con gli Omaha alla cerimonia di pace con gli Arikara e altre popolazioni, ma la loro partenza sembra essere avvenuta non lontano da quel momento e sul fiume Missouri, o nelle sue vicinanze. Secondo le tradizioni seguirono questo corso d’acqua verso nord fino ad un guado, per poi dirigersi verso sud cacciando bufali nelle pianure, dove incontrarono i Padouca (Comanche). In quel periodo non possedevano cavalcature, avevano soltanto cani che fungevano da portatori per trascinare le mercanzie familiari così, spingendosi nelle grandi Pianure ebbero parecchi scontri con i Padouca, una popolazione ben montata a cavallo. All’inizio pensavano che uomini e animali fossero una sola creatura, ma poi iniziarono a capire, “non erano molto lunghi, e non erano forti”. Quando scoprirono che la terribile creatura era un uomo sul dorso di un animale, chiamarono l’animale “kawa”, e subito notarono l’odore del cavallo, un odore che li avrebbe avvertiti dell’avvicinarsi dei Padouca, “i kawa stanno arrivando!”. I Ponca erano pronti a difendersi, ed ebbero molte battaglie con questi nemici ma, non conoscendo l’uso del cavallo, “li uccidevano come gli uomini”. Dopo un epico scontro durato un’intera giornata si giunse ad una duratura pace, ci furono visite e i Ponca appresero l’uso dei cavalli dai vecchi nemici Padouca, ma poi “rinnovarono la guerra e li attaccarono nel loro villaggio”.


Un guerriero Omaha

La situazione non era cambiata e, mentre i nemici evacuavano il villaggio “per andare non sappiamo dove”, i Ponca seguirono il corso del Platte spingendosi verso est per rientrare nelle zone del Missouri. Presso gli Omaha non vi era invece alcuna tradizione, o leggenda, riguardante il primo uso del cavallo e quando lo conobbero pensavano fosse un particolare tipo di cervide. Stando ad una loro tradizione sembra che il primo cavallo provenisse dal Sudovest, però, e dobbiamo ricordarlo, le tradizioni riguardanti gli spostamenti degli Omaha nelle aree prossime al Missouri sono ben poco definite e indiscutibilmente vaghe. Nel 1695 il Le Sueur li posizionava sul Missouri con al fianco gli Iowa, fu allora che decise di stabilire un “trading post” sul Blue Earth invitando questi ultimi a dar vita ad un nuovo villaggio nelle vicinanze della postazione, erano indiani “pacifici, industriosi e propensi a coltivare la terra”. Qualche anno dopo, nel 1703, la De l’Isle Map. li localizzava presso la foce del Big Sioux e, intorno al 1737, venne stabilito un “trading post” sulla punta meridionale del Winnipeg Lake, dove gli Omaha erano impegnati a commerciare e avevano “una lunga tradizione riguardante visite mirate nelle zone dei Grandi Laghi per commerciare con gli uomini bianchi”. Molto probabilmente si trattava di Fort La Reine, una postazione che appare nella Jeffery’s Map. del 1762. Quando, quattro anni dopo (1766), il Carver, attraversò la regione, diceva che, “in questo luogo i Mahah, che abitano un paese a 250 miglia sud-ovest, vengono anche per commerciare con loro; e portano grandi quantità di mais indiano, da scambiare con coltelli, tomahawk e altri articoli”. Molto probabilmente, la conoscenza degli Omaha di questo paese settentrionale sembra essere stata tradizionale, e potrebbe essere stata collegata al loro precedente soggiorno nelle regioni boscose del nord. Dalla “Sacred Legend” veniamo a conoscenza del primo incontro con i bianchi dei Grandi Laghi, dove gli Omaha usavano le tipiche canoe di betulla. Fu allora che i bianchi li conobbero e “il ferro apparve tra di noi”.


Una famiglia di indiani Omaha

Indiscutibilmente il loro primo incontro con i bianchi avvenne grazie alle loro attività commerciali nelle postazioni francesi del Winnipeg Lake. Gli Omaha sarebbero entrati in contatto con i francesi prima del 1724, anno in cui questi ultimi stabilirono una postazione sul Missouri, anche in funzione anti-spagnola. Da questo avamposto i francesi entrarono in contatto amichevole con varie popolazioni a partire dagli Omaha, e anche con gli Iowa, gli Oto, gli Osage e i Pawnee; senza dimenticare la loro intenzione di contattare i pericolosi “Padouca”. I continui contatti con i “traders” ebbero notevoli influenze sulle politiche tribali proprio nel momento in cui apparvero i Dakota che, erano già riusciti a spingere a sud gli Iowa fino al corso del Platte, dove costruirono un villaggio nelle vicinanze degli Omaha. Anche questi ultimi erano stati duramente attaccati e costretti a stabilirsi sulle rive di un piccolo torrente che si buttava da nord nel Missouri, era l’attuale Omaha Creek. Il nuovo insediamento era posto sulle rive boscose del fiume e presso una grande roccia posta in una depressione. Fu proprio in questo villaggio che gli Omaha vennero colpiti duramente e ripetutamente dal vaiolo e dal colera, per la tribù fu un colpo devastante. Le tradizioni riguardanti gli effetti ritraggono il terrore e la disperazione di questi indiani. Queste riportavano che, quando gli “indeboliti sopravvissuti” videro l’aspetto sfigurato dei loro figli, e compagni, decisero di porre fine alla loro esistenza poiché “erano scomparsi sia la bellezza che il vigore”. Non sapevano che i neonati non avrebbero ereditato la deturpazione dei loro genitori e che con il tempo la tribù sarebbe tornata ad essere “forte e di bell’aspetto”. Ormai determinati a morire, proposero di combattere i loro nemici, quindi la tribù – uomini, donne e bambini -, “si mosse per trovare i nemici e una morte coraggiosa”. Gli Omaha si spinsero nelle terre degli indiani Cheyenne, loro tradizionali nemici, “lungo il cammino incontrarono i Ponca di ritorno dalla caccia”, erano ben riforniti di carne e gli Omaha chiesero cibo, ma questi li respinsero e la battaglia si sarebbe propagata tra i due gruppi. La storia continuava raccontando i disperati combattimenti con gli Cheyenne, i Pawnee e gli Oto e, alla fine, “quelli che erano rimasti” tornarono al villaggio sull’Omaha Creek. Qui, vennero incontrati dal Lewis e Clark, all’inizio del XIX secolo, e fu dalle scogliere vicine a questo sito che, nel 1836, la tribù vide un piccolo battello a vapore, era chiamato “Antelope” e stava risalendo il Missouri. Poiché l’imbarcazione sembrava muoversi da sola, la chiamarono “monde’waxube” (“barca misteriosa”), un termine che avrebbe perso il suo significato iniziale per diventare il nome comune usato dagli Omaha per indicare tutti i battelli a vapore. Nel frattempo le incursioni dei Dakota stavano diventando sempre più frequenti e, in alcuni casi i Ponca si univano agli assalitori in questi attacchi. Gli Omaha “persero molti dei loro cavalli e la vita divenne così pericolosa che la gente abbandonò questo villaggio e si trasferì a sud-ovest” nel primo quarto del XIX secolo.


Un guerriero Omaha ben armato

Fu un periodo veramente terribile per la tribù, gli Omaha erano molestati a nord dai Dakota e dai Ponca e a sud e ovest dagli Oto e dai Pawnee così, alla fine l’insediamento sull’Omaha Creek non venne mai più occupato stabilmente. Il territorio in cui la tribù era solita cacciare copriva un’area di diverse centinaia di miglia, ma gran parte di questa regione era contesa, altre tribù bramavano le “sand hills” (“colline di sabbia”) poste a ovest, dove la selvaggina era abbondante. I villaggi degli Omaha erano ormai nelle vicinanze del Missouri, e non più a ovest dell’Elkhorn, ma i territori di caccia rivendicati si estendevano a est, dal Missouri al Raccoon, meglio noto come Des Moines River, e a ovest fino alle terre dei Padouca, il cui villaggio posto più a est, si trovava presso le biforcazioni del Dismal River, ed era ben noto agli Omaha. Nel frattempo, i Pawnee, nella loro migrazione a nord-est, stavano invadendo il paese del fiume Loup, per spostarsi lungo il Platte ed infine costruire i loro insediamenti in queste aree; nelle battaglie i villaggi dei Pawnee furono distrutti, ma solo per essere ricostruiti velocemente. Alla fine venne stipulata una precaria pace, ben presto interrotta, e “alle guerre seguirono alleanze contro altri nemici”. I Pawnee continuavano ad avanzare e, alla fine ottennero un punto d’appoggio, ma l’antico diritto di caccia degli Omaha sulla terra fu da loro riconosciuta, anche perché quando cacciavano insieme, a nord del Platte, gli Omaha guidavano la marcia con i loro capi impegnati a controllare tutti i partecipanti alla caccia. Quando però cacciavano insieme a sud del Platte, erano i Pawnee a prendere il comando e i cacciatori Omaha dovevano accettare il loro controllo. Il territorio di caccia che si estendeva a ovest del Shell Creek e a nord fino alla foce del Niobrara, continuò ad essere un terreno molto conteso tra le tribù Cheyenne, Dakota, Pawnee, Omaha e Ponca fin quasi al 1857, quando la regione venne ceduta agli Stati Uniti. Conseguentemente, il paese a est del Missouri fu abbandonato dagli Omaha nel XVIII secolo anche se continuavano a cacciare alci e cervi a est del Missouri, almeno fino alla metà del secolo. E sentiamo ora, per concludere alla grande la trattazione sugli indiani Omaha, una grande autorità storica, quella del John R. Swanton. Nel suo “The Indian Tribes of North America”, lo studioso riportava che il nome tribale significava “those going against the wind or current” (“coloro che vanno controvento o corrente”), a volte abbreviato in “Maha”. Lo Swanton riportava che le connessioni di questa popolazione li portava a “quella sezione del ceppo linguistico Siouan che includeva anche i Ponca, i Kansa, gli Osage e i Quapaw”, e che era chiamato “Dhegiha” dal J.O. Dorsey (1897). Poi continuava dicendo che le loro terre originarie “nei tempi storici” erano nel Nebraska nordorientale, soprattutto sul fiume Missouri ed affermava che, grazie a varie tradizioni, gli Omaha, e gli altri gruppi affini, vivevano e formavano un unico corpo tribale stanziato sull’alto corso dei fiumi Ohio e Wabash. Inoltre, riportava che i Quapaw si separarono dal gruppo principale seguendo il corso del Mississippi in direzione sud ma, sembra più probabile che siano stati lasciati indietro dagli altri e che, in seguito, si siano spostati sul grande fiume. In effetti, giustamente riportava che, “gli Osage rimasero sull’omonimo fiume Osage mentre i Kansa continuarono a risalire il Missouri, ma gli Omaha, includendo ancora i Ponca, passarono verso nord nell’entroterra fino alle Pipestone Quarry del Minnesota dove furono poi spinti a ovest dai Dakota, in quello che oggi è il South Dakota”; in quelle terre “i Ponca si separarono e gli Omaha si stabilirono sul Bow Creek, nel Nebraska”.


Una donna Omaha

Da quel momento in poi continuarono a vivere nella stessa regione, sul lato occidentale del Missouri, tra il Platte e il Niobrara ma, nel 1855 fecero il loro ultimo spostamento nella attuale Dakota County. Stando al Mooney (1928) vi erano circa 2.800 Omaha nel 1780; mentre, nel 1802, furono ridotti da una epidemia di vaiolo a circa 300 anime e, nel 1804, il numero stimato era di circa 600, mentre nel 1829 erano in 1.900 circa e, nel 1843, in circa 1.600 anime. Lo Schoolcraft (1851-1857) ne indicava 1.349 nel 1851; il parlava Burrow di 1.200 nel 1857, e lo stesso numero appare nei censimenti del 1880. Nel 1906 lo “United States Indian Office” riportava 1.228 indiani Omaha, mentre il censimento del 1910 ne indicava 1.105; il “Report of Indian Office” (1923) mostrava un aumento a 1.440 anime; infine il censimento del 1930 ne indicava 1.103, stanziati principalmente nel Nebraska. L’ultimo dato dello “United States Indian Office” riportava 1.684 indiani Omaha nel 1932.

Per i Commenti è possibile usare il nostro forum