Meridiano di sangue: la storia di John Glanton

A cura di

John Glanton
Di John Joel Glanton, assassino e cacciatore di scalpi, e della sua vita si sa poco o nulla. La sua figura ha acquistato curiosità da quando il famoso romanziere Cormac McCarthy lo rese co-protagonista del bellissimo romanzo “Meridiano di sangue”, a sua volta basato sulle memorie di Samuel Chamberlain, un soldato vagabondo dell’Unione che combattè contro il Messico e che, dice lui, conobbe Glanton.
Nei suoi resoconti, intitolati “My confessions”, Chamberlain descrive così John Glanton: “Ad un tavolo piccolo due uomini si giocavano a carte le bevute. Uno di essi, che giocava tranquillamente la sua mano con un’aria timida e mite, contrastante con il suo aspetto di desperado, era basso e atticciato, con il viso abbronzato dal sole quasi quanto quello di un Indiano, gli occhi profondamente infossati e macchiati di sangue, i capelli neri e incolti che gli pendevano sulle spalle a treccioline, come tanti serpentelli. Leggi il resto

Trovato un messaggio cifrato del 1863 della Civil War

A cura di Francesco Tortora

Decifrato dopo 147 anni un messaggio in codice che risale all’epoca della guerra civile americana (1861-1865). I dirigenti del «Museum of the Confederacy» di Richmond, Usa, hanno aperto una piccola bottiglia di vetro custodita da oltre un secolo nel museo che raccoglie i cimeli e i documenti risalenti al conflitto tra Nord e Sud. E hanno trovato un messaggio cifrato di sei righe inviato il 4 luglio del 1863 da un anonimo comandante sudista al generale John C Pemberton che da giorni si trovava nella città di Vicksburg, assediata dalle forze unioniste comandate da Ulysses Simpson Grant. La lettera, che è stata finalmente decifrata dopo quasi un secolo e mezzo, annunciava che le truppe di rinforzo non sarebbero mai arrivate nella città accerchiata e prendeva atto della situazione disperata. Leggi il resto

Guida del cercatore d’oro della California

A cura di

Con tempestività, lo stesso anno dello scoppiare della febbre dell’oro verso l’El Dorado della California, fu pubblicata a nome Simpson – ma in realtà frutto di elaborazione redazionale dell’editore Joyce & Co. di New York, nel 1848 – questa Guida del cercatore d’oro della California. Sappiamo oggi che la corsa all’oro, del resto avviata da una specie di proclama del Presidente, servì più che alle miriadi di avventurosi che vi parteciparono, ai posteri coloni che trovarono il terreno per la stabile colonizzazione preparato.
E questa guida, più che essere utile strumento agli immigrati, di cui London racconterà l’improba lotta, è una specie di abile dépliant pubblicitario.
«Forse il primo esempio di come si alimenta un mito su scala mondiale»: la definisce Attilio Brilli, che rapidamente racconta, analizzandola, come una nazione allettò, con moderna persuasione, i suoi apripista da tutto il mondo. Leggi il resto

Jose Chavez y Chavez, hombre muy malo

Jose Chavez y Chavez
Jose Chavez y Chavez (1851-1924) è stato uno dei peggiori fuorilegge del New Mexico. Di lui si dice che abbia avuto origini messicane-americane e native americane. Di certo sappiamo che nacque nel 1851 a Valencia County nel New Mexico. E di certo sappiamo anche che Jose incarna abbastanza bene il miscuglio tra legge e fuorilegge che spesso si poteva rintracciare nel vecchio west americano.
Chavez y Chavez entrò a far parte della folta schiera di fuorilegge del west americano quando era ancora relativamente giovane, unendosi al gruppo di banditi di Billy the Kid.
Fu anche uno dei pochi indiani (o mezzosangue) a diventare un bandito; era orgoglioso di avere origini indiane e faceva vanto di rispettare la sua cultura e le credenze del suo popolo. Leggi il resto

Il grande libro del west americano

A cura di

Prendete il west della leggenda, quello degli indiani, dei pionieri, dei trapper, delle giacche blu, delle grandi ed epiche battaglie e miscelatelo con la storia, quella vera, fatta di grandi sacrifici, violenza, sangue e semplice quotidianità. Ecco che avrete tra le mani questo magnifico, nuovo libro sul mondo del west: “Il grande libro del west americano”.
Attenzione a non farvi trarre in inganno! Non siamo davanti ad un’enciclopedia sul west, gli indiani e la guerra civile…
Siamo piuttosto al cospetto di un’idea geniale che indica un’altra delle possibili vie per portare il west a casa degli appassionati e magari tra le mani delle nuove generazioni che si nutrono di ben altre storie.
In questo libro si uniscono e si dividono in un continuo procedere attraverso le pagine il reale e l’immaginario, i racconti e le cronache, le testimonianze e la rappresentazione di un mondo tanto affascinante quanto ancora parzialmente sconosciuto. Leggi il resto

Heck Thomas, il terrore dei fuorilegge

A cura di

Heck Thomas
Negli anni turbolenti della frontiera mentre il west era giovane e selvaggio, un gran numero di uomini ha servito gli Stati Uniti dalla parte della legge. Questi uomini erano gli US marshals, uomini che nella loro carriera hanno arrestato i maggiori fuorilegge che il west avesse mai visto.
Uno degli ultimi di questi uomini leggendari fu Henry Andrew “Heck” Thomas. Heck Thomas nacque il 6 gennaio 1850 a Oxford (Georgia) da Lovick e Martha Thomas. Fu un uomo di forti principi, leale nell’amicizia, conosciuto soprattutto per il suo coraggio, una caratteristica che lo avrebbe contraddistinto per tutta la vita. Un coraggio che gli avrebbe procurato, nei numerosi scontri sostenuti con i fuorilegge dell’Oklahoma, almeno una mezza dozzina di ferite più o meno gravi. Leggi il resto

Foto del Wild West Show di Buffalo Bill

Un grazie a Hin Tamaheca e a Wikipedia

La storia del Wild West Show nasce nel 1873. Si dice che quell’anno Ned Buntline, un famoso scrittore che aveva dedicato a Buffalo Bill diversi racconti che narravano le sue – anche improbabili – gesta, gli chiese di interpretare una versione teatrale delle sue storie. Buffalo Bill non si fece pregare e accettò di fare l’attore per undici stagioni consecutive. Nel 1883 creò il Buffalo Bill Wild West Show, uno spettacolo circense in cui venivano ricreate rappresentazioni western, fra cui la battaglia di Little Bighorn, dove perse la vita il Generale Custer. Fra i protagonisti dello spettacolo, a cui partecipavano veri cowboy e pellerossa, ci furono il leggendario capo Sioux Toro Seduto, Calamity Jane e Wild Bill Hickock. Fu un successo negli Stati Uniti ed in Europa per più di vent’anni e fu una delle attrazioni principali a Londra durante il Giubileo d’Oro della Regina Vittoria nel 1889 e all’Esposizione Mondiale di Chicago del 1893. Leggi il resto

Gli scenari del cinema western

A cura di

Monument Valley: ciak si gira!
Il western italiano ci ha abituati per molti anni – salvo rari casi – all’ambientazione delle proprie storie in paesaggi assolati e brulli, dove spesso l’aridità del paesaggio procede di pari passo con quella degli uomini che vi abitano. Ma quasi sempre la scelta venne indotta dall’impossibilità di trasferire un’intera troupe oltre oceano, con i costi che si possono immaginare. Per questo, banditi, pistoleri e bounty killer si muovono sullo sfondo di prati e colline dell’hinterland laziale, qualche volta a pochi passi da Roma, almeno fino al momento in cui la maggior parte dei produttori non optò decisamente per l’Andalusia spagnola, i cui contorni possono rammentare le desertiche solitudini del New Mexico, dell’Arizona o del Messico. Chi ne aveva la possibilità – per esempio Sergio Leone allorchè si mise a girare “C’era una volta il West” nella Monument Valley – si convinse a sciacquare i propri panni, per usare una metafora, lungo le rive del fiume Colorado. Leggi il resto

Un cuore Apache

A cura di

Partendo da Ciudad Anáhuac (Nuevo Leon) e dirigendosi verso sud-est, dopo circa 70 chilometri si giunge in un vecchio e sperduto villaggio fantasma, situato nel municipio di Guerrero (Taumalipas) e conosciuto come San Rafael de las Tortillas.
Las Tortillas dorme sotto il sole cocente da secoli, cullato tra mesquitales e terre incolte di bassi cespugli. Per le strade rovinate del piccolo pueblo si respira ancora il soprassalto e la paura dei suoi antichi abitanti, quando questa zona fu passaggio di banditi, apaches e comanches, che colpirono gli antichi Neoleonenses e Tamaulipecos di queste terre fino a Zuazua, Santo Domingo e Santa Catarina. Le case sono di adobe e pietra, e le loro grosse pareti hanno porte e finestre di grezzo mesquite; sono vere fortezze, con tanto di feritoie nei quattro punti cardinali, che ci fanno rivivere la difesa di ogni casa, quando il bandito, il guerrigliero e l’indio barbaro attaccavano il villaggio. Leggi il resto

« Pagina precedente