Le armi corte dei mountain-men e dei primi pionieri

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Esploratori, commercianti e montanari erano attratti dalle pistole per ragioni di maggior sicurezza, anche se spesso queste erano costose.
Di solito venivano vendute in coppia ma alcuni audaci individui ne possedevano anche di più ed avevano escogitato vari modi di portarle o nasconderle. Per quanto riguarda le dimensioni, si andava dai grossi tipi militari ( 50 e 70 ) di calibro alle pistole medie da portare alla cintura, ai tipi tascabili.
Le più eleganti erano le pistole Kentucky, generalmente da 40 a 54 di calibro, con canne da sei a dieci pollici, rigate o lisce. Le pistole più piccole avevano una lunghezza che andava dai cinque ai sette pollici, e il loro calibro a volte arrivava anche a 50. Leggi il resto

Feriti da una freccia

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Guerrieri Paiute
Avvelenata o no, essere infilzato da una freccia indiana era un affare serio. Se anche la freccia non ledeva un organo vitale, c’erano molte complicazioni che potevano insorgere, come le infezioni e la cancrena (la penicillina era ancora molto in là dall’essere scoperta) o le emorragie. Inoltre se la freccia non veniva estratta immediatamente dalla ferita, potevano insorgere conseguenze anche mortali.
A contatto con il sangue i tendini usati per legare la punta all’asta tendevano a gonfiarsi e a tendersi, e se i tempi di estrazione erano troppo lunghi la punta resa scivolosa sarebbe rimasta nella ferita.
A seconda di dove era si infissa la freccia, c’era pure il rischio che i muscoli si contraessero intorno alla punta rendendone ancora più ardua l’estrazione.
Se la freccia si conficcava in un osso non restava altro che la trazione e tutta la forza del medico per rimuoverla. Per i medici militari questi interventi erano vere e proprie imprese, a cui ovviavano anche con molta fantasia ed improvvisazione.
Il già citato dottor J. H. Bill fu uno dei pochi medici che nel XIX secolo scrissero dettagliatamente sulle ferite da freccia. Leggi il resto

Le armi corte nell’epopea del west

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L’influenza della cultura americana nel secondo dopoguerra ha fatto sì che anche in Italia si sia conosciuta la storia del west. Sotto quella spinta “a stelle e strisce”, ha anche inizio una prolifica produzione di fumetti ed una massiccia importazione di film ambientati nei suggestivi paesaggi dell’Ovest americano (grandi produzioni, ma anche molti “B” movies), dove eroi senza macchia e senza paura scorazzano per la prateria in groppa ai loro fedeli cavalli e con le loro infallibili Colt fanno trionfare la legge e la legalità. E’ stato così che molti di noi ragazzi si ritrovano ad essere coinvolti da quelle particolari avventure legate al mondo della frontiera ed all’epopea del selvaggio West. Leggi il resto

La fondina

A cura di Andrea Carlucci

Pistola e fondina
Originariamente non vi era un modo particolare di portare le pistole, in quanto considerate armi secondarie non solo rispetto ai fucili ed alle carabine ma anche rispetto a quelle bianche. Così tali strumenti di offesa ebbero una parte minore nel trovare una propria collocazione nell’equipaggiamento del soldato, il quale generalmente non si poteva permettere di avere in dotazione questa arma se non privatamente e contro i regolamenti, tanto è vero che tali armi venivano acquistate in un numero tale che rispettava le capacità economiche e di carico del proprietario, usanza che si mantenne successivamente tra i guerriglieri della Guerra di Secessione americana.
Quasi tutte le prime pistole militari, ovvero quelle di grandi dimensioni con meccanismo a pietra diffusesi nel corso del XVII secolo, erano strumenti di offesa nate per essere impiegate soprattutto dalla cavalleria, in sostituzione delle armi lunghe. Leggi il resto

Il Bowie Knife, un’arma che rappresenta il west

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Il famoso Bowie Knife
In quasi tutte le immagini che ci sono giunte dal vecchio West si possono notare i classici costumi del tempo, gli abbigliamenti più svariati e anche le armi da fuoco e il loro modo di portarle. Molto spesso appare anche un grosso coltellaccio al fianco dei personaggi ritratti e nei rari casi in cui questo accessorio non si vede è sicuramente perché il soggetto della foto si è “travestito” da dandy e ha appoggiato il suo Bowie Knife a poca distanza.
E la storia di questo coltello è inscindibilmente legata all’uomo che lo ha reso famoso,
James Bowie detto “Big Jim”, un uomo che è diventato un autentico e tipico eroe del west dopo l’eroica fine ad Alamo, anche se già in vita era abbastanza famoso, anche per il suo fare un tantino irruento da tipico “frontierman”.
Nel suo paese natale fu il coltello ad essere legato alla fama del suo primo utilizzatore, mentre altrove il coltello, o almeno il suo nome, è famoso mentre il personaggio storico che lo ha creato lo è molto meno. Leggi il resto

Le armi dei trapper

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“Il trapper girava sempre con in mano il suo fucile, stesse seduto sull’uscio di una capanna, o si spostasse di pochi metri, dalla sua tenda al fuoco del vicino, scendesse al ruscello per l’acqua del caffè o per esigenze primarie, il fucile era sempre con lui, l’arma riposava tra le braccia del suo padrone tutte le notti, sia che fosse da solo all’addiaccio nel bosco, o tra amici al sicuro in un campo sorvegliato da sentinelle.
Quando posava le trappole, gli bastava allungare la mano di poco e lo aveva nuovamente a disposizione…” Prinz Maximilian von Wied und Neuwied, da “People of the First Man: Life among the plains Indians” (1833-1834).
E ancora: “Il trapper dava al proprio fucile nomignoli e vezzeggiativi, come se fosse un “essere” piuttosto di una “cosa”, sapeva sfruttarne i pregi e ne conosceva i difetti nascosti; nei bivacchi, inventava storie improbabili e mirabolanti per magnificare l’arma e la sua abilità di tiratore”. Leggi il resto

Il fucile Kentucky, un’arma micidiale

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Il nome Kentucky, quindicesimo Stato dell’Unione, deriva dal termine indiano Ken-Tak-I, il cui significato parrebbe essere “regioni oscure”. Agli inizi del XVIII secolo, attorno al 1710-1720, diversi armaioli quasi tutti provenienti dal Centro Europa, Germania, Austria, Svizzera, Tirolo, emigrarono nel nuovo mondo e si stabilirono a Lancaster, in Pennsylvania, e laggiù ricominciarono a lavorare, ossia a costruire armi. Ovviamente, si basarono sulle armi dei loro luoghi di origine e l’arma principale dei cacciatori di grosse prede dell’Europa Centrale era lo Jaeger, un fucile a canna rigata, il vero progenitore del Kentucky americano.
Fin dalla loro comparsa la totalità dei fucili militari e quasi tutti quelli da caccia erano a canna liscia; fecero eccezione, appunto, gli armaioli centro-europei che erano gli unici a produrre sistematicamente armi a canna rigata da secoli, fin dal 1480. Leggi il resto

Armi del west all’italiana con i Fratelli Pietta

Pietta Reb Nord Carbine, Navy & Confederate
II nome Pietta è, per gli appassionati, sinonimo delle più fedeli e ricercate riproduzioni di armi storiche. Tutto questo oggi. Ma di quanta volontà, dedizione al lavoro, voglia di emergere, passione e di quanto impegno è lastricato il cammino che ha portato questa famiglia di imprenditori, a conquistare il valore che dopo quasi cinquant’anni viene loro riconosciuto? A testimoniarcelo è il fondatore della “F.A.P. Fabbrica Armi-Fratelli Pietta” a Gussago, Giuseppe Pietta, classe 1938, un uomo solido, molto più a suo agio quando parla della sua azienda, che non quando parla di sé.
In un’occasione ha detto che «…mio padre non si poteva permettere di farmi studiare, ma mi dato molto di più, mi ha trasmesso quei sani valori di onestà, di volontà e di rispetto per gli altri che erano i fondamenti della sua vita ed alla base della nostra famiglia, e io sono cresciuto con tanta voglia di impegnarmi e di emergere». Leggi il resto

Armi del west all’italiana con la Uberti

Uberti 1851 Conversion
Come talvolta accade, la migliore tradizione della produzione di armi legate al mondo del west e della guerra civile americana non risiede più laddove la storia si è sviluppata, ma altrove. E questo “altrove”, è… in Italia! Una delle aziende portabandiera è la Uberti, una fabbrica che produce repliche di armi da fuoco americane del secolo XIX. La Uberti è nata nel 1959 ad opera di Aldo Uberti, il fondatore, che era quinto di sei fratelli. A distanza di alcuni decenni, l’intera produzione di armi della Uberti è ben nota ed assai apprezzata dai collezionisti di armi di ogni parte del mondo per l’alta qualità e l’assoluta fedeltà delle riproduzioni.
A riprova di questo, possiamo dirvi che in tanti film western sono state usate le pistole ed i fucili usciti dalla fabbrica Uberti. Non solo! Oggi le armi Uberti sono usatissime anche negli Stati Uniti nel corso di gare di tiro sportivo ambientate nel periodo della storia del west, ossia tra il 1840 ed il 1890, le cosiddette “Cowboy Action Shooting” (CAS). Leggi il resto

Chi ha realmente inventato… la Colt?

A cura di , da L’Unione Sarda

La Colt Paterson del 1836
Tex Willer impugnò la sua Broccu… No, purtroppo quel fumetto non è mai stato disegnato, la storia era sul punto di imboccare la strada che porta al Gennargentu, ma poi è andata diversamente. Scherzi del destino. Quel genietto di Francesco Antonio Broccu da Gadoni, nato e cresciuto tra i boschi di castagni e noccioli, probabilmente arrivò primo alla clamorosa scoperta, ma mister Colt fu più veloce. Per dirla sempre con Tex – il ranger più famoso e amato delle strisce, nato dalla penna di Gianluigi Bonelli e dalla matita del sardo Aurelio Galleppini, il mitico Galep – l’americano sparò per primo, impallinando per la vita l’ingegnoso fabbro del paese sul Flumendosa e relegandolo nella lunga lista degli inventori beffati. Non fu un duello all’Ok Corral, ma una sfida a distanza, peraltro senza che l’uno sapesse dell’altro. Vinse il marinaio Samuel Colt, che fu più rapido a brevettare l’arma che avrebbe rivoluzionato l’Ottocento, la più famosa dell’epopea western: la pistola a tamburo. Leggi il resto

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