L’altra metà della paura: fantasmi, demoni e presenze al femminile nel folklore americano.
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La donna cervo
È risaputo che il folklore americano è popolato da numerosi fantasmi, da storie oscure che infestavano l’inconscio collettivo tanto dei nativi quanto dei coloni europei sopraggiunti in seguito. In molti casi, come vedremo, le leggende del vecchio continente si intersecavano con quelle preesistenti sul territorio, dando vita a oggetti folklorici estremamente interessanti da studiare e approfondire.
L’articolo che state per leggere esplora questo territorio, una “zona d’ombra” che sta al crocevia tra storia, antropologia e folklore, concentrandosi su un aspetto ancora più insolito di questo tema già di per sé piuttosto lontano dall’ordinario: i suoi protagonisti, o meglio, le sue protagoniste, sono spettri e manifestazioni inquietanti al femminile. Leggi il resto
Il vero West
A cura di Arrigo Petacco

L’uomo cavalca nella polvere rovente, tetro, vestito di nero come un pastore battista, col cappellaccio che gli scende fin sugli occhi e le due grosse Colt che gli ballonzolano ai fianchi. Il mulo che lo segue porta legato sul basto un fardello ingombrante, di forma rettangolare, avvolto in una coperta. Quando smonta di sella davanti al «Mammouth Palace» di Ellisworth, nell’Idaho, e scarica il suo mulo, il grosso fardello risulta essere una bella cassa da morto verniciata di nero e ornata di filettature d’argento. L’uomo entra nel saloon, deposita la bara accanto alla porta, ordina da bere e quindi si rivolge agli astanti che lo osservano incuriositi. Leggi il resto
Clan e donne Cherokee
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Donne cherokee coi clan e le loro simbologie – clicca per INGRANDIRE
Nel lontano passato dei cherokee ogni clan era capeggiato da una donna, i bambini vi si riconoscevano parte per linea materna ed ogni proprietà era trasmessa sempre per linea materna. Le donne cherokee erano considerate capofamiglia. Casa e figli erano loro proprietà, anche se si fossero separate dal marito. L’intera società dava più importanza alla donna così persino gli zii materni erano considerati più importanti dei padri. Inoltre, la società cherokee era matrilocale, nel senso che una coppia sposata si trasferiva con o vicino alla famiglia della sposa. Leggi il resto
Resa dei conti per Bob Ford, l’assassino di Jesse James
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Bob Ford
Non fosse stato per la scoperta dell’argento, nel1892 la città di Creede sarebbe rimasta un anonimo punto sulla cartina del Colorado.
In seguito alla scoperta del prezioso minerale invece, la città si riempì di uomini decisi a strappare tale ricchezza alla terra. Oltre a quell’esercito di minatori, la città ospitava un nutrito numero di giocatori, truffatori, prostitute, ladri e assassini. Vi erano saloon in gran numero, ma uno di questi spiccava se non altro per il nome del proprietario, protagonista dieci anni addietro, di un fatto la cui risonanza aveva raggiunto anche gli angoli più lontani degli Stati Uniti : l’assassinio di Jesse James, l’uomo più ricercato d’America. Leggi il resto
Nanyehi, la guerriera cherokee
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Nanyehi
Tra le grandi donne cherokee si ricorda Nanyehi, anche nota come Nancy Ward (1738 – 1822). Nanyehi lottò per i diritti del suo popolo e introdusse tra la sua gente l’uso del telaio e dei prodotti lattiero-caseari, prima sconosciuti.
Sua madre era la sorella di Attakullakulla, di suo padre non si sa nulla, forse era un membro dei Delaware…
Adolescente, Nanyehi sposò “Tsu-la” dal quale ebbe due figli. Con Tsu-la prese parte attiva alla Battaglia di Taliwa contro i creek. Leggi il resto
Wolfkiller, custode della sapienza Navajo
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Un a fotografia che ritrae Wolfkiller
Nato intorno al 1855, Wolfkiller frequentò spesso il trading post di Louisa Wetherill alla quale insegnò molti aspetti della cultura del suo popolo, del modo di vivere e delle tradizioni. Fu tra i navajos che si arresero recandosi a Bosque Redondo, lui aveva una decina di anni ed era originario della Monument Valley. Queste le prime impressioni di Louisa Wetherill su di lui:” tra i lavoratori ce n’era uno in particolare che abbiamo notato. Sorrideva sempre ed era molto silenzioso. Si faceva i fatti suoi e usava i guadagni per comprare vestiti e cibo per la sua famiglia, mentre molti altri se li giocavano. Leggi il resto
I mormoni nel west – Pillole di storia del west 10
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.

Testimoni sostengono che Brigham Young, capo dei mormoni, quando vide la valle di Salt Lake City abbia detto: «questo è il posto», ciò che interessa è che furono proprio i mormoni a creare il “posto”.
Da un deserto roccioso, riuscirono a dar vita a una civiltà che è un monumento alla determinazione dei membri di una setta religiosa e un illuminante esempio di ciò che possono fare gli americani di tutti i credo religiosi in una terra selvaggia. Leggi il resto
Le riserve indiane
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Un campo Sioux all’interno di una riserva
E’ bastato poco tempo agli uomini bianchi giunti nel nord America per capire che non avrebbero mai sopportato la convivenza con uomini che erano così diversi da loro, quali erano i nativi americani, le 500 Nazioni. In effetti, era complicato mantenere insieme tribù che avevano propri usi e costumi, regolamenti e stili di vita, ritenuti incompatibili con quelli degli uomini bianchi. Tutto portava al conflitto. Leggi il resto
Gli indiani e la conoscenza del bisonte
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Link dello speciale sui bisonti e gli indiani: 1) I bisonti, 2) Gli indiani e la conoscenza del bisonte, 3) Gli indiani a caccia del bisonte, 4) L’utilità del bisonte, 5) I mantelli di pelle di bisonte, 6) Ritualità della caccia al bisonte

Anche se gli indiani comprendevano abbastanza bene il comportamento del bisonte, alcuni elementi sfuggivano loro. Principale tra questi c’era il problema dei movimenti. A volte i bisonti coprivano le praterie in ogni direzione a perdita d’occhio, ma altrettanto improvvisamente sparivano da una regione, costringendo i cacciatori a lasciare il campo e a cercarli. Alcune tribù credevano che la terra semplicemente li inghiottisse e li risputasse fuori a intervalli irregolari. Anche oggi non sappiamo molto sui movimenti delle mandrie originarie. Leggi il resto
Etienne Brulè, il primo Coureur de Bois
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Etienne Brulè a contatto con gli indiani
Etienne (Stephan) Brulè nacque all’incirca nel 1592 a Champigny sur Marne. Non conosciamo nulla della sua infanzia e poco della sua vita adulta, ma questo precursore dei coureurs de bois fu il primo uomo bianco a raggiungere huronia e il primo a visitare la Pennsylvania e a vedere quattro dei cinque grandi laghi americani. Era forse analfabeta, e quello che sappiamo deriva dalle narrazioni di Champlain e dei preti Sagard e Brebeuf; compare e scompare nei loro racconti, eludendo ogni inseguimento, affascinante ed enigmatico allo stesso tempo. Leggi il resto