Indiani: dalla conquista a oggi
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Quanti fossero i nativi prima della colonizzazione europea delle Americhe è difficile da stabilire: le cifre dell’entità dello sterminio sono ancora al centro di un ampio dibattito storiografico.
Secondo le ultime ricostruzioni si tratterebbe del 90% della popolazione indigena morta in meno di un secolo.
Secondo quanto afferma lo studioso David Carrasco: «Gli storici sono stati in grado di stimare con una certa plausibilità che nel 1500 circa 80 milioni di abitanti occupavano il Nuovo Mondo.
Nel 1550 solo 10 milioni di indigeni sopravvivevano. In Messico vi erano circa 25 milioni di persone nel 1500. Nel 1600 solo un milione di indigeni mesoamericani erano ancora vivi».
Le cause di una tragedia di così ampie dimensioni sono molteplici: gli stermini perpetrati dai conquistadores, le guerre intestine sovente aizzate da questi ultimi per rendere più facile la conquista con la politica del divide et impera, le nuove malattie, Leggi il resto
Dave “Mysterious” Mather
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Dave “Mysterious” Mather
Nato il 10 agosto 1851 da Ulysses e Lycia Mather, Dave veniva da una famiglia di marinai di origine inglese. Nel Massachusetts dove passò l’adolescenza, il giovane Dave crebbe col desiderio di essere un giorno un poliziotto, di stare insomma dalla parte della legge.
Descritto come un uomo alto, snello, con folti baffi alla moda del tempo, Dave era un uomo di poche parole, una caratteristica che gli valse il soprannome di “Misterious Dave“.
Sebbene Mather avesse aspirazione a essere un uomo di legge, egli, come altri lawmen del suo tempo, si trovò talvolta a legare le proprie vicende con quelle di noti fuorilegge.
A sedici anni, assieme al fratello Josiah, si spostò nel west. Nel 1873, Mather si trovò coinvolto in un furto di bestiame in Arkansas e un anno più tardi fece la sua prima comparsa a Dodge City dove in seguito sarebbe tornato frequentemente sia come rappresentante della legge, sia come fuorilegge. Leggi il resto
Incursioni e razzie nelle terre dei Mormoni
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Nelle terre dello Utah i popoli “Numic”, meglio conosciuti come “Shoshonean”, e parlanti dialetti delle lingue Uto-Aztecan, si sarebbero divisi in quattro gruppi distinti: gli Shoshone settentrionali, i Goshute o Western Shoshone, i Southern Pajute e gli Ute veri e propri. Questi ultimi (“Nuciu”) erano divisi in due gruppi, l’orientale e l’occidentale. Il primo gruppo occupava gli altopiani e le Rocky Mountains del Colorado, ma anche alcune terre del New Mexico settentrionale. Gli Ute orientali comprendevano gli Yamparka e i Parianuc (White River Utes), i Taviwac (Uncompahgre Ute), i Wiminuc, i Kapota e i Muwac (Southern e Ute Mountain). Il gruppo occidentale (Utah Utes) occupava le terre centrali dello Utah e comprendeva i Cumumba (Cucumbah o Weber Ute), i Tumpanuwac (Timpanogo), gli Uinta-ats, i Pahvant, i San Pitch e gli Sheberetch (Uintah Utes).
L’eminente studioso John R. Swanton affermava che gli Utes erano strettamente affini ai Paiutes, ai Kawaiisu e ai Chemehuevi, ma le sue suddivisioni erano ben diverse da quelle sopra citate. Leggi il resto
Nuvola Rossa, la nostra galleria
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Nuvola Rossa. Al solo sentire questo nome, i bianchi in genere preferivano allontanarsi a gambe levate dalle terre dei potenti Sioux. Nuvola Rossa era uno dei capi guerrieri più temuti e stimati dalla gente del suo tempo. Aveva saputo coordinare la lotta degli indiani contro le piste dei bianchi che portavano al nord attraversando le sue terre e, a conclusione di questa guerra – chiamata “La guerra di Nuvola Rossa” – aveva ottenuto lo smantellamento dei forti che presidiavano il sentiero dei bianchi. Al tempo di Nuvola Rossa era cresciuti anche guerrieri al cui nome si sarebbe legata la resistenza stessa degli ultimi raggruppamenti che vivevano liberi tra le poche mandrie di bisonti rimaste in circolazione e tra questi c’era anche Cavallo Pazzo.
Ma a Nuvola Rossa si deve anche il disperato tentativo di mantenere un minimo di indipendenza in un sistema, quello delle riserve, che puntava decisamente alla totale integrazione dell’uomo rosso nella cultura e nel tempo dell’uomo bianco. Un’impresa impossibile per la quale Nuvola Rossa ha speso tutto se stesso con risultati non sempre rilevanti. Leggi il resto
The Red Badge of Courage
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Inchiostro di sangue. Tre spunti letterari sulla guerra di Secessione. Uno. Due. Tre.
Concludiamo la nostra rassegna con un testo di Stephen Crane che ci proietta infine nella mischia di un campo di battaglia, tra detonazioni dell’artiglieria, urla, sudore, polvere negli occhi, viltà e ardore…
Breve romanzo che nondimeno possiede ogni peculiarità della storia di formazione, Il segno rosso del coraggio narra le drammatiche peripezie e sconvolgimenti interiori, coprenti l’arco di appena due giorni, della recluta nordista Henry Fleming.
Rivelatosi un clamoroso successo fin dai primi mesi della sua pubblicazione (risalente al 1895), oltre alla diffusa lode dei suoi connazionali, l’opera fu oggetto di calorosi riconoscimenti anche da parte di molti scrittori inglesi (Joseph Conrad, solo per citare il nome più famoso) che definì il suo autore «impressionista».
Il grandioso successo, conseguito ad appena venticinque anni, portò alla ribalta la figura di Crane, considerato fino ad allora sì uno scrittore promettente, ma ancora praticamente sconosciuto: sebbene fosse già stato assunto come giornalista Leggi il resto
Luca Raimondo, un amico di Farwest.it
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Tex, disegnato da Luca Raimondo
Il nostro amico Luca Raimondo è un giovane e talentuoso di segnatore di fumetti italiano. Luca è nato nel 1972 a Salerno, dove anche attualmente vive e lavora. Ha esordito nel campo del fumetto professionale nel 1995 sulle pagine del famoso contenitore di comics “L’Intrepido” con una storia breve, intitolata “La zona morta”, disegnando su sceneggiatura del notissimo Paolo Morales.
In collaborazione con la “Scuola Italiana di Comix” di Napoli, negli anni successivi ha pubblicato alcuni albi nella serie “Il Teatro a Fumetti”. Molto ben riuscite le realizzazioni di “Non ti pago” e “Le voci di dentro”, entrambe basate sulle omonime commedie del commediografo Eduardo De Filippo.
Successivamente Luca ha collaborato con la “International Presse Magazine”, per la quale ha disegnato alcune storie brevi sulle riviste “BèDè-Adult” e “BèDè-X”. Importante anche la collaborazione con la “B&M edizioni”. Leggi il resto