Il “complotto Lincoln”, una strana storia di banche e di mummie
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L’assassinio di Lincoln
Secondo una nuovissima tesi, che va acquistando un sempre maggior credito non solo tra il pubblico, ma anche tra molti tra gli storici più conosciuti e stimati, i retroscena della morte del presidente Abraham Lincoln furono molti ben diversi da quelli a cui la storiografia tradizionale ci ha abituato con la sua narrazione e con il suo argomentare.
Si tratta di una tesi particolarmente dettagliata e fondata su prove e ricostruzioni, una tesi in cui ambienti in vista ed altri più occulti hanno tutti contribuito affinché un presidente ritenuto scomodo venisse messo da parte con violenza.
In questo nostro articolo, l’autore prova a ripercorrere tutti i passaggi che sono oggi noti per arrivare a conclusioni davvero non convenzionali che meritano di essere portate a conoscenza del nostro pubblico di appassionati. Leggi il resto
Ben Thompson, un pistolero temibile
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Ben Thompson
Knottingley è una piccola e tranquilla cittadina dello Yorkshire nei pressi di Leeds nella parte centrale dell’Inghilterra. La cosa di per se non desterebbe alcun interesse se non fosse che tale cittadina ha dato i natali nel 1843 a uno dei più micidiali pistoleri del vecchio west: Ben Thompson. Molto è stato scritto sui fratelli Thompson e spesse volte a sproposito. Le cronache del tempo descrissero spesso l’incredibile abilità di Ben nell’uso della colt, ma anche la sua lealtà verso gli amici, il suo onore, il coraggio, la generosità e l’intelligenza.
Tutti i più grandi gunfighter dell’epoca tra i quali Wyatt Earp, Doc Holliday, Wes Hardin, Buffalo Bill, Bat Masterson e Wild Bill Hickok fecero la conoscenza di Ben Thompson.
Qualcuno di questi uomini considerò Thompson un amico, qualcun altro un micidiale nemico. Tutti questi giganti, compreso Thompson, esercitarono comunque rispetto e considerazione negli anni crudi della frontiera. Leggi il resto
La battaglia di Fort Smith
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Con la fine della Guerra Civile, l’avanzata della frontiera americana, quasi immobile durante gli anni più duri della terribile contesa, riprese forza e vigore. Migliaia di emigranti si spinsero all’ovest in cerca di fortuna e di terra da occupare. Soldati smobilitati degli opposti eserciti, l’unionista e il confederato; profughi del sud gettati sul lastrico dalla guerra; operai del nord disoccupati dell’ultima ora, da quando la grande industria bellica del Nord vincitore aveva cominciato a ridurre la produzione causa la pace; emigranti stranieri e contadini poveri americani attirati all’ovest da l’Homestead Act di Lincoln, 160 acri di terra gratis a chiunque sapesse coltivarli e difenderli con il fucile in mano. Tutta questa folla variopinta, in realtà un complesso movimento di centinaia di migliaia di persone, si mosse a ovest con ogni mezzo utilizzando le piste e le strade già tracciate in precedenza dalla prima grande corsa all’oro della California. Leggi il resto
Standing Bear (Orso In Piedi) e i Ponca
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Standing Bear
Gli Stati Uniti avevano deciso anche per loro. Nella primavera del 1877, i Ponca, popolo pacifico che viveva lungo le rive del fiume Niobrara, doveva spostarsi nel Territorio Indiano, dove erano già state ammassate alcune grandi tribù come quella dei Cheyenne e degli Arapaho.
Per i Ponca era strana questa decisione, avevano vissuto in pace con i coloni bianchi che erano andati a vivere nei loro territori, secondo un trattato del 1858 col quale i Ponca rinunciavano ad una parte delle loro terre per avere l’assicurazione di vivere per sempre nella loro terra natale.
Ma non è stato così.
Nel 1868 le terre dei Ponca sono state inserite erroneamente tra le terre da destinare ai Sioux, e quest’ultimi andavano dai Ponca con richieste di pagamento in cavalli e con l’intento di scacciare gli invasori dalla loro terra. Leggi il resto
Strade Rosse
Walter McClintock si recò nel Montana nel 1896 con una spedizione governativa che avrebbe dovuto gettare le basi per la creazione di un parco naturale.
Quando la spedizione si sciolse, lui e la sua guida indiana si recarono oltre le Montagne Rocciose a visitare la tribù dei Black Feet.
Ormai le tribù indiane erano state tutte rinchiuse nelle riserve ed era fortissimo il rischio (a causa delle pressioni in tal senso da parte del governo federale) di perdere completamente la memoria storica e culturale di centinaia di migliaia di pellerossa.
Il capo Lupo Pazzo adottò il giovane fotografo come figlio e lo ospitò negli anni a venire per lunghi periodi aiutandolo a trascrivere minuziosamente tutte le cerimonie e ogni altra cosa riguardasse la vita della tribù.
Il libro venne dato alle stampe nel 1926 impreziosito da molte fotografie dello stesso McClintock. Leggi il resto
Scatti da Deadwood
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La città di Deadwood, se così poteva chiamarsi, venne fondata nei primi mesi del 1876 durante la corsa all’oro dopo la scoperta del prezioso minerale da parte di John B. Parson nella zona delle Black Hills.
A quelle quattro case di legno tirate su nell’arco di una notte venne dato quel nome a causa dei numerosi alberi colpiti dai fulmini e caduti lungo i pendii delle colline circostanti.
Nel 1874, sotto il comando di George A. Custer, venne sponsorizzata dal governo una spedizione affinché confermasse la presenza dell’oro nella zona delle Black Hills, una terra da secoli ritenuta sacra dagli indiani che vi vivevano e che, in base al trattato di Fort Laramie del 1868, era stata definitivamente assegnata ai Lakota-Sioux. Leggi il resto
I volti degli Apache
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La storia del popolo Apache, un popolo duro e bellicoso, è ampiamente raccontata nelle altre sezioni del sito. Qui ricordiamo che intorno al 1600 gli apache si suddivisero in diversi gruppi. Gli apache occidentali occuparono le montagne dell’Arizona centrale; i Jicarilla si insediarono nelle regioni del New Mexico nord-occidentale fra Chama Valley e Four Corners, e i lipan si spinsero a est, nelle pianure del Texas occidentale. Allo stesso tempo, nel sud del New Mexico, i mescalero cominciarono a diffondersi a est del Rio Grande, mentre i chiricahua si diressero verso ovest fino all’odierna Arizona meridionale. Questi raggruppamenti non erano le tribù a cui erano abituati i bianchi. Gli apache vivevano in comunità nomadi basate su clan, formate da un numero di persone che andava da 30 a 200. Ognuna di esse eleggeva un proprio “capo”, il cui compito principale era assicurare che la propria gente avesse cibo a sufficienza; se non ci riusciva, la sua autorità veniva subito messa in discussione. Leggi il resto
La Colt Single Action di Bill Tilghman
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La Colt di Bill Tilghman
La “Colt Single Action Army” è probabilmente la pistola di maggior successo mai uscita da una fabbrica di armi. Stacanovista della frontiera, semplice, robusta e affidabile oltre misura, la Colt Single Action fu prodotta per la prima volta nell’ottobre 1873 e chiamata “The New Model Army Metallic Cartrige Revolving Pistol “. L’arma entrerà nella storia con i nomi di “Peacemaker”, “Single Action Army” o “Single Action Frontier”. Ovviamente il meccanismo di sparo del revolver è, come suggerisce il nome, a singola azione. Con questo s’intende che per sparare, il revolver deve essere armato. In altre parole, prima di premere il grilletto che farà partire il colpo, bisogna che sia sollevato il cane. L’azione del sollevamento del cane, oltre ad armare la pistola, permette al cilindro di ruotare ponendo in tal modo la camera di scoppio successiva in linea con lo spillo del cane.
Il cilindro, diversamente dai moderni revolver, non esce fuori dal castello dell’arma per il caricamento delle cartucce. Leggi il resto
Tierra de los Sumas
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I Sumas e un missionario
Nelle zone di El Paso, lungo le rive del Rio Grande, vivevano gli indiani Sumas, una popolazione poco conosciuta che, nei secoli XVII-XVIII erano anche conosciuti come “Sume, Suna, Zuma”, gruppi che vagavano anche più a ovest fino al Chihuahua nord-occidentale e alla Sonora nord-orientale. Parecchi storici ritengono che molti Sumas vennero poi assorbiti da vari gruppi Apaches verso la fine del XVIII secolo.
Culturalmente i Sumas sembrano essere affini ai Jumanos ma il Forbes li ritiene linguisticamente appartenenti agli Athapaskan. Sembra anche probabile che questi indiani fossero anticamente conosciuti come “Caguates, Caguases, Caguazes”, dal nome di una popolazione che, nella seconda metà del XVI secolo, era stanziata proprio nelle terre di El Paso.
Come i Tanpachoas, questi Caguates parlavano un dialetto simile a quello degli Otomoacas (Amotomancos), una tribù affine ai Jumanos. Leggi il resto
Divorzi e separazioni ai tempi del west
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Una tipica famiglia del west
Nel west le donne erano use a sciogliere il matrimonio con una certa facilità se subivano abusi, violenze e se semplicemente ritenevano meglio separarsi.
Questa relativa facilità era in buona parte collegata all’incredibile sproporzione tra le presenze maschili e femminili in gran parte degli stati e dei territori del west.
Le donne erano infatti pochissime rispetto agli uomini e questo dava loro un “potere negoziale” rilevante rispetto alle città dell’est. A volte bastava una solenne sfuriata di un marito ubriaco per convincere la moglie ad abbandonarlo, senza che per questo nessuno avesse alcunchè da dire. Tra gli indiani era una certa attitudine liberale a garantire il divorzio e le separazioni. Se un indiano o un’indiana ritenevano di non voler stare più insieme o di bon voler più stare con un gruppo o una banda, semplicemente se ne andavano, senza grandi patemi d’animo. Leggi il resto