La caccia al bisonte riparte in Montana
A cura di Maurizio Molinari
Via libera, dunque, alla caccia del bisonte, sia pure in modi e tempi sottoposti ad alcuni vincoli. Ma una parte della popolazione sale sulle barricate e grida la sua rabbia: «Non basta»
Il Montana dà luce verde alla caccia dei bisonti e il numero degli animali uccisi aumenta ma la popolazione locale sale sulle barricate: contesta le nuove disposizioni perché le ritiene insufficienti, invocando un numero di uccisioni assai maggiore.
Nel 1985 in Montana si trovavano appena 2600 esemplari di bisonte nordamericano e se ne temeva la scomparsa dal Continente ma le politiche protezionistiche messe in essere a partire dal 2005 hanno portato il loro numero a balzare oltre quota 4000. Una parte vive dentro i confini del parco di Yellowstone ma ve ne sono migliaia che risiedono oramai fuori, con pesanti conseguenze per i proprietari di terreni che lamentano intrusioni, devastazioni di recinti e fienili nonché contagi di gravi malattie che colpiscono altri animali, con conseguenti danni economici ingenti. Senza contare i campi degli stadi obbligati a difendersi dalle intrusioni notturne. Da qui la decisione dello Stato di togliere molte restrizioni alla caccia ad un animale che non più protetto. Leggi il resto
Racconti del West – 3
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La copertina del libro
Cari amici della Frontiera, con questo nuovo volume ci ritroviamo per la terza volta a offrirvi una ricca raccolta di racconti western. Non solo! Il libro che tenete tra le mani è diventato, rispetto alle due edizioni precedenti, un “fratello” a sé stante della collana di articoli “Storie del West”. Se i primi due volumi erano una sorta di “spin off” di “Storie del West”, tanto che ne condividevano pure una parte del titolo, da questo volume diventano una collana a parte, prendono una nuova denominazione e cambiano leggermente anche la grafica interna (che rimane comunque sobria ed elegante). È stata una scelta che, chissà, ci permetterà magari di proporre nuove iniziative, sempre all’interno della narrativa western.
“Racconti del West” nasce dal Contest Scrittori Western che farwest.it ha varato nei mesi a cavallo tra il 2012 e il 2013, rivolgendolo a tutti gli amanti del West che, al contempo, sono anche amanti della scrittura e fervidi inventori di storie. Leggi il resto
La battaglia di Fort Oswego
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La guerra franco-indiana. Speciale a puntate: 1) Venti di guerra: Fort Necessity 2) La battaglia di Monongahela 3) La battaglia di Lake George 4) La battaglia di Sideling Hill 5) La battaglia di Fort Oswego 6) La conquista di Fort William Henry 7) Le due battaglie delle “Snowshoes” 8) La guerra in Acadia e le deportazioni 9) La spedizione di Forbes 10) Le due battaglie di Fort Carillon 11) La battaglia di Fort Niagara 12) La presa di Quebec 13) Il raid contro St Francis 14) La battaglia di Sainte-Foy 15) La caduta di Montreal e la pace di Parigi
Ricostruzione di azione indiana a Oswego
Nell’aprile-maggio 1756 continuarono le incursioni franco-indiane contro villaggi e installazioni inglesi. In particolare il 18 aprile a Great Cacapon, attuale West Virginia, in un agguato vennero massacrati circa una quarantina di miliziani coloniali inglesi, mentre più a nord, in Nuova Scozia, si verificarono continue incursioni di Acadiani (Francesi dell’Acadia, cioè gli attuali Nuova Scozia, New Brunswick e isole adiacenti) assieme agli alleati indiani Mi’kmaq e Maaliset, culminate nel terribile raid di Lunenburg dell’8 maggio 1756.
La battaglia di Fort Oswego fa parte di una di una serie di vittorie riportate dai Francesi all’inizio della Guerra dei Sette Anni, nonostante l’inferiorità della Nuova Francia rispetto alle truppe più numerose e meglio equipaggiate della Gran Bretagna. Il 10 agosto del 1756 una forza composta di regolari, Milizia canadese e Indiani, al comando del Marchese di Montcalm, catturò e occupò Fort Oswego, oggi nei pressi della città di Oswego, stato di New York, vicino Syracuse. Leggi il resto
La battaglia di Sideling Hill
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La guerra franco-indiana. Speciale a puntate: 1) Venti di guerra: Fort Necessity 2) La battaglia di Monongahela 3) La battaglia di Lake George 4) La battaglia di Sideling Hill 5) La battaglia di Fort Oswego 6) La conquista di Fort William Henry 7) Le due battaglie delle “Snowshoes” 8) La guerra in Acadia e le deportazioni 9) La spedizione di Forbes 10) Le due battaglie di Fort Carillon 11) La battaglia di Fort Niagara 12) La presa di Quebec 13) Il raid contro St Francis 14) La battaglia di Sainte-Foy 15) La caduta di Montreal e la pace di Parigi
Nei primi mesi del 1756 la guerra continuò a favorire le armi francesi. Esse conseguirono vittorie a Fort Bull e nello scontro di “The Trough”, avvenuti tra marzo e aprile. Il 4 di aprile avvenne un’altra battaglia importante, quella di Sideling Hill.
Le informazioni su questo scontro non sono molto precise. Quella che segue è la versione più accreditata in base ai risultati delle ricerche più recenti. Le cause della battaglia vanno comunque ricercate in base agli avvenimenti di tre anni prima. Nel 1753, William McCord ottenne una concessione di terreno dai Penn, proprietari della Pennsylvania, verso la frontiera occidentale. Per secoli questa terra e una vasta area circostante erano state il terreno di caccia preferito dei Delaware. Di conseguenza nella zona essi avevano costruito dei ripari temporanei da usare nelle loro battute di caccia. McCord fece loro sapere che non erano più i benvenuti e che avrebbero dovuto cessare di aggirarsi nei terreni vicini a casa sua. Leggi il resto
Le navi corsare del Sud: CSS Sumter
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Le navi corsare del Sud. Speciale in 5 puntate: 1) CSS Sumter 2) CSS Florida 3) Charles W. Read, il “falco di mare” della Confederazione 4) Navi corsare del Sud: CSS Alabama 5) Le navi corsare del Sud. CSS Shenandoah
Ufficiali della CSS Sumter
Le navi corsare del Sud. Parte prima: CSS Sumter Allo scoppio della guerra civile americana, il problema principale che si pose al ministro della Marina sudista, Stephens Russel Mallory, fu quello… di non avere praticamente una Marina! Non più di una decina di navi ausiliarie di piccolo tonnellaggio, due o tre golette a vela, qualche rimorchiatore… una flotta (se così la vogliamo chiamare) che non raggiungeva nemmeno l’armamento di una sola corvetta della Marina dell’Unione: era tutto ciò di cui poteva disporre, in termini di marina da guerra, il ministro Mallory! Come avrebbe potuto confrontarsi con la poderosa flotta del nemico? Gli ufficiali (e buoni ufficiali!) non mancavano, in quanto provenivano dalla Marina dell’Unione da cui si erano dimessi per offrire i loro servigi alla neonata Confederazione; mancavano totalmente i mezzi! Leggi il resto
La battaglia di Lake George
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La guerra franco-indiana. Speciale a puntate: 1) Venti di guerra: Fort Necessity 2) La battaglia di Monongahela 3) La battaglia di Lake George 4) La battaglia di Sideling Hill 5) La battaglia di Fort Oswego 6) La conquista di Fort William Henry 7) Le due battaglie delle “Snowshoes” 8) La guerra in Acadia e le deportazioni 9) La spedizione di Forbes 10) Le due battaglie di Fort Carillon 11) La battaglia di Fort Niagara 12) La presa di Quebec 13) Il raid contro St Francis 14) La battaglia di Sainte-Foy 15) La caduta di Montreal e la pace di Parigi
La Battaglia del lago George fu combattuta l’8 settembre del 1755 nel nord della provincia di New York. Lo scontro avvenne durante una campagna militare lanciata dagli inglesi per assumere il controllo strategico dei laghi George e Champlain.
L’esercito britannico, composto da millecinquecento uomini delle truppe coloniali americane e da duecento guerrieri Mohawks, al comando di Sir William Johnson, sconfisse una forza di millecinquecento soldati francesi ed alleati indiani comandata dal Barone di origini tedesche Ludwig August Dieskau.
Johnson era arrivato sul lago Saint Sacrament il 28 agosto ed aveva rinominato il lago Lake George in onore del suo sovrano Giorgio II. L’intenzione del comandante inglese era quella di avanzare per la via d’acqua sui laghi George e Champlain e attaccare il forte St. Frédéric a Crown Point. Leggi il resto
La battaglia di Monongahela
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La guerra franco-indiana. Speciale a puntate: 1) Venti di guerra: Fort Necessity 2) La battaglia di Monongahela 3) La battaglia di Lake George 4) La battaglia di Sideling Hill 5) La battaglia di Fort Oswego 6) La conquista di Fort William Henry 7) Le due battaglie delle “Snowshoes” 8) La guerra in Acadia e le deportazioni 9) La spedizione di Forbes 10) Le due battaglie di Fort Carillon 11) La battaglia di Fort Niagara 12) La presa di Quebec 13) Il raid contro St Francis 14) La battaglia di Sainte-Foy 15) La caduta di Montreal e la pace di Parigi
“Spiando Braddock”, di Robert Griffing
Il generale Edward Braddock era stato inviato nell’America del Nord per ricoprire l’incarico di Comandante in Capo dell’esercito inglese. Giunse in Virginia il 19 febbraio 1755, con due reggimenti (il 44esimo e il 48esimo) di truppe irlandesi, che con l’aggiunta di uomini della milizia coloniale portavano gli effettivi a circa 1200 armati. Lo scopo di Braddock era quello di sferrare un attacco nel territorio dell’Ohio, conteso tra Francia e Inghilterra. Era accompagnato dal colonnello George Washington, che l’anno precedente aveva condotto una spedizione in quell’area, subendo una sconfitta a Fort Necessity. Il tentativo di reclutare nella sua forza di spedizione delle truppe native non ebbe successo: il capo dei Delaware, Shingas, preferì rimanere neutrale, e Braddock dovette accontentarsi di soli otto guerrieri Mingo da impiegare come scouts. L’obiettivo immediato degli Inglesi era la conquista di Fort Duquesne, per poi lanciarsi successivamente su Fort Niagara. Una volta scacciati i Francesi da quelle postazioni, il controllo dell’Ohio sarebbe stato completo. Leggi il resto
Sepoltura per due marinai della corazzata USS Monitor
A cura di Guido Olimpio
Lo USS Monitor in battaglia
La nave, famosissima per essere stata la prima corazzata della storia, affondò nel 1862 durante la Guerra Civile americana. I resti dei due marinai sono stati sepolti nel cimitero di Arlington.
Battaglia, coraggio e inventiva. C’è tutto questo nella storia della corazzata Monitor, il battello corazzato nordista affondato nel 1862. E, venerdì 8 marzo 2013, nel cimitero militare di Arlington (Washington), sono stati sepolti due marinai dell’equipaggio. Un tributo certamente postumo. I resti sono stati recuperati nel 2002 all’interno della torretta blindata e sono stati al centro di lunghe analisi nella speranza di identificarli. Gli esperti, dopo aver ricostruito i possibili volti, hanno indicato i nomi di due marinai come i probabili caduti. Uno potrebbe essere William Bryan, un emigrato scozzese arruolatosi con il Nord, l’altro Robert Williams. Ma ci vorrà ancora del tempo per averne la certezza.
Il Monitor, durante la guerra di secessione americana, è stato protagonista della famosa battaglia di Hampton Roads – 8 marzo 1862 – contro la corazzata sudista Virginia, famosa perchè fu il primo scontro tra due navi blindate. Leggi il resto
La guerra franco-indiana: venti di guerra a Fort Necessity
A cura di
La guerra franco-indiana. Speciale a puntate: 1) Venti di guerra: Fort Necessity 2) La battaglia di Monongahela 3) La battaglia di Lake George 4) La battaglia di Sideling Hill 5) La battaglia di Fort Oswego 6) La conquista di Fort William Henry 7) Le due battaglie delle “Snowshoes” 8) La guerra in Acadia e le deportazioni 9) La spedizione di Forbes 10) Le due battaglie di Fort Carillon 11) La battaglia di Fort Niagara 12) La presa di Quebec 13) Il raid contro St Francis 14) La battaglia di Sainte-Foy 15) La caduta di Montreal e la pace di Parigi
Nel periodo compreso tra il 1713 e il 1744, mentre perdurava un lungo periodo di tregua tra Francia e Inghilterra nel Nord America, la Confederazione Irochese ammetteva i Tuscarora come sesto membro, anche se in posizione subordinata, e avanzava le sue pretese di dominio sul cosiddetto Ohio Country, considerando i villaggi, ivi presenti, dei Delaware, Shawnee e Mingo (gruppi di Seneca e Cayuga fuori della Confederazione) come nazioni indiane politicamente dipendenti dalla Confederazione. Inoltre, ampliava i propri contatti diretti con le colonie inglesi al di là di New York e della Pennsylvania. Ma proprio questa crescita di influenza della Lega Irochese doveva segnare l’inizio del suo lungo declino: l’orgoglio e l’avidità irochesi portarono infatti ad errori nelle relazioni diplomatiche e ad un aumento del potere europeo sul Nord Est.
Nel 1742 i rappresentanti della Confederazione confermarono solennemente la precedente vendita alla famiglia Penn (la famiglia fondatrice della colonia proprietaria della Pennsylvania) dei territori Delaware nella parte orientale della colonia, il famigerato e fraudolento “Walking Purchase”. Leggi il resto
La “Cavalleria di Cristo” tra Stati Uniti e Messico
A cura di Padre Fabio Ciardi
Il Rio Grande riposa immobile tra le sponde basse. Sembra impossibile, guardandolo adagiato nella sua apatica calma tropicale, che regolarmente si risvegli e trovi la forza di inondare la pianura, trasformando il deserto in terra fertile. Le palme, pigre come il fiume, si rispecchiano nelle sue acque, mentre il tramonto tinge il cielo di colori irreali. Il tempo sembra fermarsi. L’argine sinistro è bordato da una cortina di ferro che segue il fiume per chilometri e chilometri; e anche oltre, fino al Pacifico, come barriera di difesa degli Stati Uniti contro l’immigrazione incontrollata dal Centro e Sud America.
Fotografo la natura incantata e il muro del disincanto. Gli agenti di frontiera mi avvicinano insospettiti: «Sta fotografando?». «Come non farlo, davanti a un tale spettacolo». «Scopre qualcosa di bello in questa città di Brownsville?». Sì, lo scopro, ma capisco anche che l’occhio può assuefarsi e trovare tutto terribilmente monotono, specialmente quando si pattugliano i confini. Mi basta dire che vengo dall’Italia e l’accoglienza, da gelida che era, si fa subito calorosa. Dimenticano la mia macchina fotografica e mi domandano come mai sono capitato proprio lì, alla fine del mondo, dove non c’è nulla da vedere. Leggi il resto