Le guerre Sioux – 11
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Mappa 14. Il piano della Campagna di Sheridan
Nel 1876 l’esercito della Frontiera aveva accumulato anni d’esperienza nelle Grandi Pianure americane. Tuttavia la maggiore esperienza nella guerra offensiva era stata acquisita dall’esercito nelle Pianure Meridionali contro Cheyenne, Comanche e Kiowa. Il generale Sheridan aveva orchestrato con successo due grandi campagne nelle pianure del sud, la Guerra delle Pianure Meridionali (1868-69) e la Guerra del fiume Rosso (1874). Nella prima Sheridan condusse una coraggiosa campagna invernale.
Riconoscendo che le tribù indiane nomadi, fortemente portate alla mobilità, erano molto difficili da intercettare e considerando che l’inverno avrebbe indebolito i cavalli indiani, che dipendevano dalla crescita dell’erba, egli riteneva che, con i suoi cavalli nutriti a grano avrebbe potuto fermarle più facilmente. La Guerra delle Pianure Meridionali era stata un successo della strategia. Nella campagna, Sheridan aveva lanciato tre colonne convergenti verso quello che è oggi l’Oklahoma occidentale, con disposizioni di mettere in atto una tecnica di guerra totale, nella quale gli obiettivi erano interi villaggi che dovevano essere distrutti. La tattica prevedeva che, anche se una colonna in avanzata non avesse ingaggiato combattimento contro Indiani ostili, li avrebbe almeno spinti contro le altre colonne. I suoi comandanti di campo riuscirono a sorprendere e a sopraffare i villaggi indiani nei tre più significativi scontri della guerra: Washita (novembre 1868), Soldier Springs (dicembre 1868) e Summit Springs (luglio 1869).
La distruzione di questi tre villaggi fu una perdita enorme per le tribù delle Pianure Meridionali; esse non poterono più contare sulla vastità del territorio e le condizioni invernali per proteggersi dai soldati. Molte tribù riconobbero l’inutilità della lotta e si rassegnarono con riluttanza alla vita delle riserve e per qualche anno si instaurò una pace temporanea.

Carica di Custer a un campo indiano – stampa di J. E. Taylor
Per Sheridan la successiva opportunità di coordinare un’azione contro gli Indiani delle Pianure arrivò nel 1874, quando Cheyenne, Comanche e Kiowa, infuriati dal massacro di migliaia di bisonti e dal mancato arrivo delle forniture annuali previste dai trattati, cominciarono a lanciare una serie di accaniti attacchi in tutto il cosiddetto Texas Panhandle. Sheridan decise di punire gli incursori e diede ordine che cinque colonne dell’esercito marciassero nel Texas occidentale. Nella campagna che seguì l’esercito sostenne qualcosa come 20 scontri armati con gli Indiani delle Pianure meridionali. Per la maggior parte si trattò di scaramucce di poco conto, ma tre battaglie più importanti coinvolsero ancora dei villaggi indiani. Nelle battaglie del Fiume Rosso (30 agosto 1874) e del Sweetwater Creek (12 settembre 1874) le azioni di retroguardia dei guerrieri riuscirono a tenere a bada le