Ritualità della caccia al bisonte

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Perchè gli uomini non macellavano i bisonti uccisi durante la caccia comune? Premesso che ciò avveniva solo in quella grande occasione che era la caccia collettiva, sacra e ritualizzata, c’è anche da dire che macellavano e scuoiavano, oltre agli altri animali, anche il bisonte quando veniva ucciso dal singolo guerriero in una solitaria azione di caccia.
Cominciamo col dire che i guerrieri prima di intraprendere azioni di caccia, come di guerra, si sottoponevano ad un’astinenza forzata. Proprio così, nel giorno e nella notte precedente, non facevano sesso. Leggi il resto

Una vita sul sentiero di guerra

Molti Trofei (Plenty Coups), uno degli ultimi capi della nazione Crow a conoscere il “vecchio modo” di vivere decise di raccontare la sua vita e quella della sua tribù da che ne aveva memoria (memoria orale della stessa tribù) a breve distanza dalla morte.

I Crow sono una tribù del nord ovest americano che a suo tempo era invidiata dalle altre per l’abbondanza della selvaggina dei luoghi nei quali la tribù cacciava.
In particolare ci fu guerra con i Sioux che gli contesero molti spazi, ma mai ci fu guerra con i bianchi perché i capi Crow, tra cui Molti Trofei, capirono subito che combattere i Wasicu avrebbe portato solo lutti e dolori. Leggi il resto

North American Indian

E’ un’incredibile raccolta di fotografie scattate alla fine del XIX secolo.
L’autore delle centinaia e centinaia di foto è il fotografo naturalista Edward S. Curtis che ha avuto il merito di aver ritratto i pellerossa nel loro ambiente, ottenendone la difficile collaborazione e ricreando anche alcune scene che altrimenti non avremmo mai potuto vedere oggi.
Alle fotografie viene abbinata una breve e precisa descrizione della scena, nonchè alcune note etnografiche di altissimo valore.
Molte immagini sono pochissimo viste e rare. Le fotografie sono di alta qualità. Leggi il resto

Geronimo

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Geronimo. Ebbene, in questo libro si può leggere la storia di questo grande condottiero Apache che mise in scacco per anni e anni gli eserciti di Stati Uniti e Messico spesso coalizzati contro la sua gente al punto da imporre taglie in cambio di scalpi indiani di uomini, donne o bambini.

Geronimo stesso, ormai prigioniero, ha dettato la sua storia che è anche storia di gran parte del popolo Apache della seconda metà del 1800.

Il libro è notevole perché impone una narrazione basata non sulla cronologia degli eventi, ma sugli argomenti. Leggi il resto

Fuochi morenti

Ancora un romanzo storico. Romanzo perché la storia è quasi inventata ed i dialoghi e i personaggi pure. Storico perché tutto si basa su fatti veramente accaduti e sulle precise descrizioni di essi fatte dai missionari gesuiti del XVII secolo.

In questo libro scopriamo cose assolutamente inedite, quale l’abitudine dei pellerossa a prendersi in giro con una forte tendenza allo sproloquio ed al turpiloquio. Scopriamo anche in che modo per dimostrare virilità le tribù del nord erano solite torturare e - a volte - mangiare i prigionieri che finivano nei loro accampamenti.
Bellissime le descrizioni dei territori incontaminati in cui si poteva viaggiare per giorni e settimane senza incontrare anima viva, ma col continuo terrore di avere l’incontro sbagliato… Leggi il resto

Donna Lakota

L’autobiografia di una donna pellerossa non l’avevo ancora letta e sono contento che questa sia capitata tra le mie mani.

Mary Crow Dog è una donna di oggi, una Sioux sposata ad un Uomo della Medicina Sioux e con lui e la sua tribù, i Brulè, ha vissuto gli ultimi 3 decenni cavalcando la rinascita culturale delle nazioni pellerossa, partecipando anche ad alcune azioni spettacolari come l’occupazione del luogo, Wounded Knee, in cui si pose la parola fine alle guerre indiane nel 1800.

In questo libro si può trovare tutto quello che manca agli altri che vi descrivo in queste pagine, cioè il racconto, la descrizione di come vivono oggi i pellerossa e di cosa sono oggi le riserve. Leggi il resto

G. A. Custer, la mia vita nelle grandi pianure

E’ uno spaccato di vita tra il 1867 e il 1874 dal quale emergono, sia pure in forma edulcorata e spiccatamente di parte, gesta esecrabili e infrazioni al codice militare che portarono Custer a vivere la sua vita professionale in bilico tra la cacciata con infamia e le lodi per le sue imprese.

Tra tutto brilla il desiderio di emergere e di essere ricordato come esempio dai posteri di un uomo che a causa dell’incredibile e sconfinato culto di sé portò alla disfatta i suoi uomini nel giugno del 1876.

Si legge a denti stretti anche per la rabbia, ma aiuta a comprendere - e non a giustificare! - le ragioni di certi episodi drammatici altrimenti inspiegabili. Leggi il resto

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