{"id":22937,"date":"2017-09-07T00:10:22","date_gmt":"2017-09-06T22:10:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.farwest.it\/?p=22937"},"modified":"2018-01-13T19:33:18","modified_gmt":"2018-01-13T18:33:18","slug":"gli-oscar-del-cinema-western-30","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.farwest.it\/?p=22937","title":{"rendered":"Gli oscar del cinema western \u2013 30"},"content":{"rendered":"<p><strong>A cura di <a href=\"mailto:dunfield@libero.it\">Domenico Rizzi<\/a><\/strong><br \/>\n<strong>Tutte le puntate: <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=18788\">1<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=18893\">2<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=18921\">3<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=19005\">4<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=19048\">5<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=19078\">6<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=19165\">7<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=19320\">8<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=19681\">9<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=19784\">10<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=20102\">11<\/a>, <a href=\" http:\/\/www.farwest.it\/?p=20218\">12<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=20321\">13<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=20482\">14<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=20630\">15<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=20805\">16<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=20899\">17<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=21140\">18<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=21339\">19<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=21397\">20<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=21462\">21<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=21549\">22<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=21604\">23<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=21747\">24<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=21838\">25<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=22019\">26<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=22137\">27<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=22470\">28<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=22736\">29<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=22937\">30<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=23123\">31<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=23313\">32<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=23470\">33<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=23752\">34<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=23936\">35<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.farwest.it\/?p=24122\">36<\/a>.<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>UN TUFFO NEL PASSATO<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Mentre Costner si sta ancora godendo i suoi trionfi, qualcuno pensa che il western debba fare qualche passo indietro, tornando agli albori della Frontiera, quando il West vero e proprio \u2013 quello che si estende oltre la linea del Missouri-Mississippi &#8211; era ancora da scoprire e gli Europei (Francia e Inghilterra) cominciavano a prendere possesso, sulla scia dei conquistadores spagnoli, delle terre del Nuovo Mondo. <!--more--><br \/>\nNel 1991 l\u2019australiano Bruce Beresford dirige \u201cManto Nero\u201d (titolo del libro originale \u201cBlack Robe\u201d, in Italia \u201cFuochi morenti\u201d) dal romanzo del nordirlandese Brian Moore (1921-1999) ambientato nelle foreste canadesi. L\u2019epoca \u00e8 il 1634, il protagonista principale \u00e8 padre Laforgue (Lotaire Bluteau) un missionario gesuita con il compito di cristianizzare gli Indiani, inviato da Samuel de Champlain (Jean Brousseau) alla ricerca di una missione cattolica nel paese degli Uroni. L\u2019impresa si rivela ardua, a causa della diffidenza di alcune trib\u00f9 come i Montagnais e dell\u2019ostilit\u00e0 di altre soprattutto irochesi. Infatti i Mohawk attaccano la spedizione, uccidendo una donna e catturando vari prigionieri. Al pericolo di scontri armati, si aggiunge per Leforgue il cruccio creato dalle intemperanze del giovane ed esuberante Daniel (Aden Young) assistente e futuro \u201cManto Nero\u201d \u2013 cos\u00ec venivano chiamati i preti cattolici dai selvaggi &#8211; attratto dalle grazie delle lascive ragazze pellirosse. <\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.farwest.it\/FOTOxSITO9\/2017\/09\/Manto-Nero.jpg\" alt=\"\" class=\"center\"\/><br \/>\n<strong><em>Una scena tratta da &#8220;Manto Nero&#8221;<\/em><\/strong><\/center><\/p>\n<p>La giovane Annuka (Sandrine Holt) innamorata dell\u2019aspirante sacerdote, seduce il suo carceriere accettando di far l\u2019amore con lui, poi lo tramortisce e riesce a liberare i propri compagni, fuggendo nella foresta. Quando Laforgue riuscir\u00e0 a raggiungere la missione cattolica costruita nel paese degli Uroni, scoprir\u00e0 che nell\u2019area si \u00e8 diffuso il vaiolo, che sta mietendo molte vittime: battezzer\u00e0 i moribondi, cercando poi inutilmente di convertire anche l\u2019esploratore Chomina (August Schellemberg) padre di Annuka. Dopo un teso confronto con il missionario, gli Uroni accetteranno di diventare cristiani, ma 15 anni pi\u00f9 tardi la loro colonia verr\u00e0 annientata da un attacco dei Mohawk e la missione rasa al suolo.<br \/>\n\u201cManto Nero\u201d \u00e8 un film aspro, realista e amaro, che riflette adeguatamente le cupe atmosfere del romanzo di Moore, nel quale sono quasi sempre le zone d\u2019ombra a prevalere. E\u2019 l\u2019America coloniale della prima conquista dei Bianchi, alle prese con trib\u00f9 tanto diffidenti verso gli Europei quanto ostili fra loro, fino al punto di distruggersi senza piet\u00e0 con le armi quando non lo fanno le malattie trasmesse loro dai Bianchi. A differenza di Michael Blake (\u201cBalla Coi Lupi\u201d) lo scrittore irlandese fa del revisionismo al contrario, mostrando tutta la ingiustificabile barbarie dei Pellirosse, la licenziosit\u00e0 delle loro donne costantemente affamate di sesso e la crudelt\u00e0 degli uomini, capaci di uccidere per gioco anche i bambini catturati alle trib\u00f9 avversarie (usanza che, peraltro, trova moltissimi riscontri storici nelle opere pubblicate sulla Frontiera): \u201c\u2026un uomo alto, con la testa tinta di rosso, gli occhi con due orridi cerchi gialli\u2026si avvicin\u00f2 al figlioletto di Chomina, lo acciuff\u00f2 per i capelli e, con un gesto indifferente, come se uccidesse un pollo, gli tagli\u00f2 la gola con un colpo solo\u2026Poi, con orrore Laforgue vide fare a pezzi il bimbo con le asce e buttare dentro ai pentoloni, a cuocere, le sue membra sanguinanti.\u201d <\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.farwest.it\/FOTOxSITO9\/2017\/09\/black-robe.jpg\" alt=\"\" class=\"center\"\/><br \/>\n<strong><em>Un&#8217;altra scena di &#8220;Manto Nero&#8221;<\/em><\/strong><\/center><\/p>\n<p>Alla fine, i selvaggi prendono dalla pignatta le carni dello sfortunato bimbo \u201cnon del tutto bollite\u201d distribuendole ai guerrieri perch\u00e9 se ne cibino. (Brian Moore, \u201cFuochi Morenti\u201d, Edizioni Piemme, Casale Monferrato, 1999, pp. 155-56). Scene agghiaccianti come quella descritta si ripetono in tutta la narrazione.<br \/>\nIl regista Beresford sembra mantenersi in bilico fra l\u2019ammirazione del missionario per il suo nobile scopo e quella verso gli Indiani che rifiutano di essere catechizzati, vedendo in ci\u00f2 una subdola violenza alla loro cultura tradizionale.<br \/>\nI premi non mancano da parte del Canada e dell\u2019Australia, soprattutto il Genie Award, un riconoscimento per il miglior lavoro televisivo e il miglior regista canadesi; altrettanto apprezzati la fotografia di Peter James e la sceneggiatura adattata da Brian Moore, mentre la colonna sonora di Georges Delerue si ferma alla nomination.<br \/>\nScarsa \u00e8 invece l\u2019attenzione dimostrata dal pubblico delle sale, perch\u00e9 l\u2019incasso di 8 milioni di dollari \u00e8 inferiore di quasi 3 alla spesa sostenuta. <\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\"  id=\"_ytid_71214\"  width=\"480\" height=\"270\"  data-origwidth=\"480\" data-origheight=\"270\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/eKt-RcFuSUM?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;\" class=\"__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload\" title=\"YouTube player\"  allow=\"fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen data-no-lazy=\"1\" data-skipgform_ajax_framebjll=\"\"><\/iframe><\/p>\n<p>Il film rimane in ogni caso come un prezioso scorcio di un\u2019epoca, raramente presa in esame dal genere western, realizzato con scrupolo, profondit\u00e0 e attendibilit\u00e0 storica. <\/p>\n<p><strong>L\u2019ULTIMO DEI MOHICANI<\/strong><\/p>\n<p>Le escursioni nel periodo anteriore alla nascita degli Stati Uniti non si esauriscono con \u201cManto Nero\u201d.<br \/>\nInfatti il 1992 si pu\u00f2 considerare un anno di grazia anche per un altro film che riesce a spopolare, sebbene con una risonanza un po\u2019 minore rispetto a \u201cUnforgiven\u201d, questa volta con uno fra i pi\u00f9 classici soggetti letterari ambientati sulla Vecchia Frontiera. Infatti si tratta di un nuovo remake de \u201cL\u2019ultimo dei Mohicani\u201d, tratto dal celebre romanzo di James Fenimore Cooper.<\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.farwest.it\/FOTOxSITO9\/2017\/09\/lultimo-dei-mohicani.jpg\" alt=\"\" class=\"center\"\/><br \/>\n<strong><em>L&#8217;ultimo dei Mohicani<\/em><\/strong><\/center><\/p>\n<p>Le edizioni cinematografiche dell\u2019opera letteraria sono state diverse e risalgono all\u2019epoca del muto. La primissima risale al 1909 (\u201cLeather Stocking\u201d, di David W. Griffith) seguita nel 1911 da una produzione della Powers Picture Plays diretta da Theodore Marston, che aveva fra gli interpreti il futuro regista James Cruze nella parte di Uncas. Nel 1920, Maurice Tourneur e Clarence Brown assumono la regia di una seconda edizione del film, interpretato da Harry Lorrraine (Occhio di Falco) Alan Roscoe (Uncas) Henry Woodward (maggiore Duncan Heyward) Barbara Bedford (Cora Munro) Lilian Hall (Alice Munro) Wallace Beery (Magua). In un\u2019epoca in cui l\u2019Academy Award non \u00e8 stato ancora istituito, il film viene definito \u201cculturalmente significativo\u201d dalla Biblioteca del Congresso. Il commento di diversi critici \u00e8 altamente positivo riguardo al lavoro di Tourneur e Brown della Associated Producers: \u201cQuesto film \u00e8 da citare, anche se non si tratta di un vero e proprio western\u2026 per lo splendore pittorico che ne fanno una delle opere pi\u00f9 rappresentative del cinema muto\u2026 La magnifica fotografia degli straordinari ambienti naturali rimase unica nel periodo\u2026 Gli effetti di chiaroscuro a pi\u00f9 piani di \u2018L\u2019ultimo dei Mohicani\u2019 sarebbero in seguito diventati caratteristici dei migliori lavori di John Ford: \u00e8 indubbio che Ford sia stato influenzato da questo film.\u201d (Charles Silver, \u201cI film western\u201d, Milano Libri Edizioni, 1980, p. 27).<br \/>\nLa vicenda viene replicata in un serial del 1932, ma \u00e8 nel 1936 che il regista George Brackett Size ne dirige un\u2019ulteriore importante versione di 91 minuti, ingaggiando Randolph Scott per il ruolo di Occhio di Falco (Natty Boompo) Philip Reed (Uncas) Bruce Cabot (Magua) Henry Wilcoxon (maggiore Heyward) Binnie Barnes e Heather Angel nelle rispettive parti delle sorelle Alice e Cora Munro. Dunque, l\u2019opera di Cooper, scritta nel 1826, rimane indiscutibilmente di grande valore nel tempo.<\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.farwest.it\/FOTOxSITO9\/2017\/09\/prigionieri.jpg\" alt=\"\" class=\"center\"\/><br \/>\n<strong><em>I prigionieri di Magua<\/em><\/strong><\/center><\/p>\n<p>Attraverso le varie edizioni cinematografiche, ciascuna delle quali ha apportato anche sensibili modifiche al romanzo, la sua importanza resta immutata, anche perch\u00e9 contiene l\u2019episodio storico del massacro di Fort William Henry, un avamposto inglese ubicato sul Lago George (attuale Stato di New York) che, dopo la resa ai Francesi del marchese di Montcalm, sub\u00ec la barbara rappresaglia degli Indiani francofoni (Ottawa, Ojibwa, Pottawatomie, Abenaki e Uroni). Violando deliberatamente la promessa fatta da Montcalm agli Inglesi se si fossero arresi, essi assalirono proditoriamente la colonna britannica del tenente colonnello George Munro in marcia nella foresta, facendo una strage indiscriminata. Dei 2.500 uomini della guarnigione, alla fine 308 risultarono morti \u2013 caduti in combattimento durante l\u2019assedio o in conseguenza dell\u2019ultimo attacco indiano \u2013 e quasi 1.700 furono i dispersi. Le persone catturate dai Pellirosse superarono le 300 e fra esse vi furono anche donne violentate e ridotte in schiavit\u00f9 come sempre accadeva in simili frangenti. Cooper descrisse efficacemente la scena in un passo del suo libro: \u201cLa morte era dovunque, nei suoi aspetti pi\u00f9 terrificanti e disgustosi. La resistenza serviva soltanto ad infiammare l\u2019animo degli Indiani, che infierivano con colpi furiosi, anche dopo che le vittime erano ormai fatte a pezzi e avevano cessato di vivere\u2026\u201d (James F. Cooper, \u201cL\u2019ultimo dei Mohicani\u201d, E. Elle, Trieste, 1993, p. 229).<br \/>\nMichael Mann, che \u00e8 anche produttore insieme a Hunt Lowry, imposta il suo remake su canoni decisamente inconsueti, dando grande risalto alla spettacolarit\u00e0 dell\u2019azione \u2013 i combattimenti nella foresta, il bombardamento francese del forte, l\u2019inseguimento di Magua, che ha rapito Cora Munro, da parte di Natty Boomppo, Uncas e suo padre Chingachgook, l\u2019atroce supplizio a cui gli Uroni destinano il maggiore Heyward &#8211; come pure alle scene di intimit\u00e0 fra Alice e il cacciatore bianco. Le sequenze di maggiore intensit\u00e0 emotiva, sceneggiate da Cristopher Crowe e dallo stesso Mann, sono sostenute da un commento musicale di Trevor Jones e Randy Edelman che riesce a far accapponare la pelle: \u00e8 attinto dal motivo \u201cThe Gael\u201d del compositore e cantante scozzese Dougie McLean.<\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.farwest.it\/FOTOxSITO9\/2017\/09\/la-scena-finale.jpg\" alt=\"\" class=\"center\"\/><br \/>\n<strong><em>La famosissima scena finale<\/em><\/strong><\/center><\/p>\n<p>Daniel Day-Lewis \u00e8 il protagonista principale, nella parte di Boomppo-Lungo Fucile, altrove chiamato anche Occhio di Falco o Cacciatore di Cervi; Eric Schweigg impersona il giovane Uncas e il noto Russell Means suo padre Chingachgook, mentre un altro attore nativo, Wes Studi, assume il ruolo dell\u2019infido Magua e Steven Waddington quello del maggiore Duncan Heyward. La scenografia \u00e8 di Wolf Kroeger e i costumi dell\u2019abile scelta di Elsa Zamparelli. Girato prevalentemente nelle Blue Ridge Mountains della North Carolina, il film richiede un impegno di spesa di 40 milioni di dollari che gli scettici giudicano imprudente, ma la resa commerciale li smentir\u00e0 ampiamente, totalizzando oltre 75 milioni nel solo Nord America.<br \/>\nLe differenze sia rispetto al romanzo cooperiano che ai film precedenti sullo stesso tema sono notevoli. Mann cambia radicalmente anche il finale, facendo s\u00ec perire Uncas, come nelle pagine del libro, per mano di Magua, ma quest\u2019ultimo muore in un accanito duello contro Chingachgook, abbattuto da una mazza di guerra. Com\u2019\u00e8 noto, nel libro l\u2019Urone viene invece ucciso dalla carabina di Occhio di Falco mentre cerca di arrampicarsi su una parete rocciosa, e Cora \u2013 suicida in un burrone nel nuovo film per evitare di concedersi a Magua \u2013 nel romanzo viene uccisa a coltellate da un guerriero urone. A differenza dell\u2019opera di Cooper, nella versione cinematografica di Mann perisce \u2013 eroicamente, per essersi offerto spontaneamente al sacrificio al posto di Alice Munro &#8211; anche il maggiore Heyward, ucciso da una fucilata di Occhio di Falco mentre gli Uroni lo stanno bruciando vivo legato al palo della tortura. <\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\"  id=\"_ytid_72358\"  width=\"480\" height=\"270\"  data-origwidth=\"480\" data-origheight=\"270\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/q8ZisDHg6v0?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;\" class=\"__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload\" title=\"YouTube player\"  allow=\"fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen data-no-lazy=\"1\" data-skipgform_ajax_framebjll=\"\"><\/iframe><\/p>\n<p>La critica accoglie con molto favore il film di Mann: l\u2019impressione maggiore \u00e8 stata suscitata dalla musica, mentre il \u201cWashington Post\u201d ha elogiato la \u201cspettacolarit\u00e0 dell\u2019ambientazione\u201d. Il premio Oscar gli viene tributato nel 1993 per il miglior sonoro, curato da Doug Hemphill, Mark Smith e Simon Kaye; una nomination al Golden Globe la ottiene per la miglior colonna sonora a Trevor Jones e Randy Edelman; addirittura 7 sono le designazioni al BAFTA, delle quali 2 premiate (miglior fotografia a Dante Spinotti; miglior trucco a Peter Robb-King). <\/p>\n<p><strong>DALL\u2019O.K. CORRAL A GERONIMO<\/strong> <\/p>\n<p>Il momento sembra pi\u00f9 che favorevole al rilancio sul mercato di nuovi western. Ci pensano il cinquantenne George Pan Cosmatos \u2013 fiorentino di nascita da genitori greci, regista di \u201cRappresaglia\u201d, \u201cCassandra Crossing\u201d e \u201cRambo II. La vendetta\u201d &#8211;  con la sua riedizione della sfida all\u2019O.K. Corral, dal significativo titolo di \u201cTombstone\u201d, ultimato nel 1993, e il noto Walter Hill, che, attingendo a modo suo dalle memorie del tenente Britton Davis (\u201cThe Truth about Geronimo\u201d) imbastisce una romantica conclusione della resistenza del pi\u00f9 famoso fra i condottieri apache.<br \/>\nPartendo da \u201cTombstone\u201d, \u00e8, come si \u00e8 detto, una  riedizione, ma questa volta con un maggiore rispetto delle fonti storiche. Il film offre un ritratto verosimile della cittadina dell\u2019Arizona fondata nel 1877 dal cercatore Ed Schieffelin, senza trascurare nessuno dei personaggi che la resero popolare in tutto il West. Wyatt Earp \u00e8 impersonato da un baffuto Kurt Russell, Doc Holliday \u00e8 il fin troppo affascinante Val Kilmer, Powers Boothe un crudele Curly Bill Brocius, Michael Biehn il pistolero psicopatico Johnny Ringo, Stephen Lang il pavido e sbruffone Ike Clanton. Il cast \u00e8 molto ricco e comprende quasi tutti i personaggi che ebbero a che fare con la famosa faida culminata nella sparatoria dell\u2019O.K. Corral, da Virgil Earp (Sam Elliott) il fratello Morgan (Bill Paxton)  Billy Clanton (Thomas Haden Church) l\u2019ambiguo sceriffo di contea Johnny Behan (Jon Tenney) il sindaco John Clum (Terry O\u2019Quinn) ad una schiera di donne che nei precedenti film sull\u2019argomento non figuravano nemmeno: Josephine Sarah Marcus (Dana Delany) futura sposa di Wyatt, la precedente compagna di Earp, Mattie Blaylock (Dana Wheeler- Nicholson) e le mogli dei fratelli dell\u2019implacabile giustiziere, interpretate da attrici meno note. <\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.farwest.it\/FOTOxSITO9\/2017\/09\/tombstone.jpg\" alt=\"\" class=\"center\"\/><br \/>\n<strong><em>Tombstone<\/em><\/strong><\/center><\/p>\n<p>Per chi aveva ancora negli occhi le scene di \u201cSfida infernale\u201d di Ford o di \u201cSfida all\u2019O.K. Corral\u201d di Sturges, si tratta di una novit\u00e0 assoluta: Cosmatos, pur con alcune modifiche apportate alla vicenda reale (sceneggiatura di Kevin Jarre, autore del soggetto; scenografia di Katherine Hardwicke) intende attenersi il pi\u00f9 possibile alla storia. Infatti la sparatoria nei pressi del recinto dei cavalli si conclude in una trentina di secondi, lasciando sul terreno 3 morti \u2013 i fratelli Mc Lowery e Billy Clanton &#8211; come raccontano le cronache. Bellissima la fotografia di William A. Fraker, buona la colonna sonora di  Bruce Broughton. A parte la trovata delle fasce rosse indossate dai componenti della banda Clanton-Mc Lowery e qualche bravata di troppo compiuta da ambo i contendenti in un saloon \u2013 memorabile il confronto fra Holliday e Ringo, che si sfidano anche recitando battute in latino \u2013 il copione segue le vicende narrate dal \u201cTombstone Epitaph\u201d e dal suo rivale \u201cThe Nugget\u201d, i due maggiori giornali della cittadina. Non \u00e8 neppure da escludersi che l\u2019uccisione di Johnny Ringo, nella realt\u00e0 trovato morto con un colpo di pistola al capo, sia avvenuta per mano di Holliday, come racconta Josephine Marcus nel suo libro di memorie, peraltro contestato da alcuni storici accreditati. Certamente la dinamica \u00e8 opera del regista, che ha inteso rendere pi\u00f9 plateale l\u2019eliminazione del fuorilegge da parte del dentista tisico in un duello alla pistola.<br \/>\nLa figura di Wyatt Earp (Russell) giganteggia ovviamente su tutti, ma Holliday tiene perfettamente il passo con il protagonista principale. Le donne acquistano finalmente un ruolo di maggior peso rispetto ai film precedenti sull\u2019O.K. Corral \u2013 nei quali comparivano solo personaggi di fantasia \u2013 sebbene non riescano ad avere voce in capitolo nelle decisioni pi\u00f9 importanti degli Earp, fermamente convinti che \u201cgli unici legami importanti siano quelli di sangue\u201d, come ha insegnato loro il padre Nicholas.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\"  id=\"_ytid_51446\"  width=\"480\" height=\"360\"  data-origwidth=\"480\" data-origheight=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/XTWYKf5hXIg?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;\" class=\"__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload\" title=\"YouTube player\"  allow=\"fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen data-no-lazy=\"1\" data-skipgform_ajax_framebjll=\"\"><\/iframe><\/p>\n<p>Bellissima la fotografia di William A. Fraker, che sfrutta sapientemente l\u2019aridit\u00e0 del paesaggio desertico e l\u2019abbondanza di colore nelle scene di massa. Se il film non \u00e8 destinatario di alcun premio, realizza tuttavia un incasso di tutto rispetto, con oltre 56 milioni di dollari rispetto ai 25 sborsati.<br \/>\nPer gli appassionati del vero West, un lavoro spettacolare e appagante, che riconduce la vicenda dell\u2019O.K. Corral sui suoi giusti binari, ma qualche critico \u2013 troppo innamorato dei duelli fasulli ormai in auge grazie allo spaghetti western &#8211; non accetta che la sparatoria decisiva si svolga in una manciata di secondi, dimenticando che il West, oltre alle imprese leggendarie e ai miti inventati dal cinema, ebbe anche una storia ufficiale che non si pu\u00f2 ignorare.<br \/>\nMeno fortunato il nuovo tentativo di Walter Hill \u2013 regista di \u201cI cavalieri dalle ombre lunghe\u201d \u2013 di accostarsi all\u2019epopea delle guerre indiane con un film incentrato sulle ultime fasi della lotta di Geronimo contro le truppe del generale Crook, prima di arrendersi al generale Nelson Miles. La trama di \u201cGeronimo. An American Legend\u201d (in Italia semplicemente \u201cGeronimo\u201d) \u00e8 attinta da un soggetto di John Milius, da cui lo scrittore Robert J. Conley ricava in seguito il romanzo omonimo nel 1994. <\/p>\n<p><center><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.farwest.it\/FOTOxSITO9\/2017\/09\/geronimo.jpg\" alt=\"\" class=\"center\"\/><br \/>\n<strong><em>Geronimo, an american legend<\/em><\/strong><\/center><\/p>\n<p>La storia \u00e8 improntata al revisionismo pi\u00f9 classico, anche a costo di falsare personaggi ed avvenimenti. Geronimo \u00e8 interpretato da un vero Pellerossa, quel Wes Studi di etnia cherokee, che impersona il cattivo Magua ne \u201cL\u2019ultimo dei Mohicani\u201d di Mann, ma non \u00e8 la prima volta che sia un Indiano a recitare questa parte. Sebbene in qualche film precedente il ruolo sia stato affidato ad un Bianco (\u201cGeronimo!\u201d diretto da Arnold Laven nel 1962, che vedeva Chuck Connors nei panni del guerriero apache) in \u201cOmbre rosse\u201d  la parte del condottiero, molto marginale, era sostenuta da Chief White Horse, un attore nativo, cos\u00ec come in \u201cGeronimo\u201d (Paul Sloane, 1939) dove il ribelle apache era recitato dal cherokee Chief Thundercloud. Il cast \u00e8 nutrito e qualificato, con Gene Hackman nella parte del generale George Crook, Robert Duvall (scout Al Sieber) Matt Damon (sottotenente Britton Davis) Jason Patric (tenente Charles Gatewood) Steve Reevis (scout Chato) Kevin Tilghe (generale Nelson Miles). La fotografia \u00e8 di Lloyd Ahearn II, le musiche del prestigioso Ry Cooder. Girato a Moab (Utah) Tucson (Arizona) e Culver City (California) presenta un\u2019ottima ambientazione e una recitazione tutto sommato convincente, bench\u00e9 la realt\u00e0 storica appaia piuttosto alterata, con l\u2019intento di perorare la causa dei nativi (Apache) contro l\u2019invadenza degli \u201cOcchi Bianchi\u201d (Americani). Ci\u00f2 lo spinge spesso ad assumere toni patetici, enfatizzando la figura di Geronimo assai pi\u00f9 di quanto non racconti Britton Davis nel suo libro di memorie.<br \/>\nIl patetico finale contiene un fondo di verit\u00e0 storica, laddove Geronimo esorta tardivamente i suoi seguaci ad essere uniti: \u201cI Chiricahua sono rimasti cos\u00ec in pochi\u2026Non dovrebbero odiarsi fra di loro.\u201d (Robert J. Conley, \u201cGeronimo. Una leggenda americana\u201d, Interno Giallo Mondadori, Milano, 1994, p. 158). Infatti, il legame fra le varie suddivisioni tribali di ceppo apache era sempre stato debole e la solidariet\u00e0 alquanto episodica, come testimoniano diverse fonti storiche.  <\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\"  id=\"_ytid_51939\"  width=\"480\" height=\"360\"  data-origwidth=\"480\" data-origheight=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/3exHtIOscGo?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;\" class=\"__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload\" title=\"YouTube player\"  allow=\"fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen data-no-lazy=\"1\" data-skipgform_ajax_framebjll=\"\"><\/iframe><\/p>\n<p>L\u2019insuccesso commerciale del film (meno di 19 milioni di dollari incassati a fronte di una spesa di 35) non dipende sicuramente dall\u2019impostazione del film, n\u00e9 dai toni assunti dalla narrazione, che debordano spesso nella retorica. Nel 1993, anno di uscita di \u201cGeronimo\u201d, il timore \u00e8 che il pubblico \u2013 che aveva salutato in maniera entusiastica il ritorno del western nelle sale \u2013 sia gi\u00e0 sufficientemente appagato dai film di Costner, Eastwood e Anthony Mann. Comunque l\u2019opera di Hill ottiene una nomination per il miglior sonoro, curato da Chris Carpenter, Doug Hemphill, Bill W. Benton e Lee Orloff, senza conseguire l\u2019Oscar. Neppure la stampa in genere si mostra troppo favorevole al progetto e soltanto il \u201cThe Observer\u201d di Londra lo definisce, forse un po\u2019 provocatoriamente, \u201cuno dei migliori western di tutti i tempi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Domenico Rizzi Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36. 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