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Quanah Parker, capo dei Comanche
Inserito da Sergio Mura il 8 dicembre 2012 @ 00:10 in Biografie | 3 Comments
Quanah Parker
Le storie dei bambini bianchi rapiti e allevati dalle tribù indiane hanno riempito per decenni le pagine dei romanzi e le pellicole dei film western riuscendo sempre ad attirare l’attenzione del lettore o dello spettatore.
Certo, la materia prima di film e racconti è assolutamente esagerata, troppo gonfiata, ma casi isolati di rapimenti ed adozioni si verificarono realmente nel west, specialmente nel periodo centrale del XIX secolo, allorquando gli assalti alle fattorie dei coloni erano un evento per niente raro.
Il caso più famoso è, guarda caso, quello della giovanissima (19 anni) Cynthia Ann Parker, rapita dai Comanche nel maggio del 1836 nel corso di una scorribanda contro Fort Parker (una minuscola colonia bianca) avvenuta nella zona del fiume Navasota, in Texas.
A quel tempo l’intera zona era ancora pertinenza territoriale del Messico, anche se i Comanche non amavano occuparsi delle linee di confine.
Nel corso della terribile scorribanda furono uccisi oltre 40 bianchi, molti furono i feriti e quasi 20 furono presi prigionieri.
Cynthia Ann Parker, sottratta alla sua famiglia insieme al fratello John di appena 6 anni, venne comunque ben accolta dai Comanche che la crebbero come una di loro.
Nei primi quattro anni di permanenza tra i Comanche ci fu un’occasione in cui alcuni commercianti bianchi, in visita presso il campo, accortisi della presenza della giovinetta bianca, tentarono inutilmente di portarla via acquistandola dagli indiani.
Alfine, fattasi giovinetta, sposò un giovane capo dei Comanche Kwahadis, il gruppo maggiormente intenzionato a guerreggiare contro i bianchi. Con lui visse per alcuni anni mettendo al mondo tre figli.
Cynthia era ormai ben inserita nella comunità Comanche e in essa era persino riuscita a ritagliarsi una vita normale alla quale non volle rinunciare neppure quando – in un altro incontro – alcuni mercanti tentarono di convincerla a ritornare tra la sua gente.
Qualche anno dopo fu liberata e poté far ritorno in Texas con sua figlia ma non riuscì ad adattarsi alla vita “civile” tanto che fece ritorno tra i Comanche.



Quanah Parker rappresentava l’indiano ideale: era alto, atletico, con un viso dai tratti decisi e simpatici e la pelle del classico colore ambrato. Da sua madre aveva preso gli occhi chiari. Vestiva gli abiti colorati della sua tribù con la stessa dignità e naturalezza con cui sapeva indossare gli abiti dei bianchi.
La sua famiglia era composta dalla moglie prediletta Weckaeh, da altre quattre mogli (i Comanche erano infatti poligami) e da un gran numero di figli che frequentavano con profitto la scuola della missione.
Morì il 23 febbraio del 1911 presso Fort Sill, nell’Oklahoma.
Articolo tratto da farwest.it: http://farwest.it
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